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Programma Locale

TRASPARENZA
I comuni devono rendere i cittadini partecipi del loro stato economico e delle loro spese, pubblicando online gli atti, le delibere, gli appalti, i sub-appalti, le consulenze con i relativi compensi, i bilanci e la completa situazione finanziaria, in modo tale da avere sempre una visione limpida e chiara dell’amministrazione comunale.

  • Question Time del Sindaco che mensilmente risponde ai Cittadini tramite un apposito spazio web all’interno del sito del comune.
  • Totale trasparenza nelle spese del comune, gli stipendi dei funzionari pubblici dovranno essere visibili a tutti. E’ vero che la legge sulla Privacy vieta di rendere pubbliche le informazioni personali ma solo di carattere sanitario, mentre, per quanto riguarda le altre notizie sensibili e giudiziarie, possono essere divulgate se effettivamente necessarie e per noi lo sono!!! Sono nostri dipendenti e ci sembra ovvio che i “datori di lavoro” conoscano la retribuzione dei loro “dipendenti”.
  • Le delibere e tutti gli atti decisionali dovranno essere consultabili sul sito del comune già dal giorno successivo.
  • Bilancio Partecipativo. Intendiamo promuovere e rafforzare lo strumento del bilancio partecipativo, per coinvolgere la cittadinanza sulle scelte comunali di politica finanziaria. La votazione del bilancio dovrà essere preceduta da una fase di informazione/discussione delle poste di bilancio.
  • Il Comune deve garantire a tutti l’accesso alla rete, superando ogni ostacolo tecnico ed economico, favorendo la diffusione di tecnologie come il WIMAX, estendendo le reti senza fili comunali WI-FI, stringendo accordi con gli operatori telefonici per coprire con la banda larga le zone non raggiunte. Le tecnologie semplificano il rapporto tra cittadino e Comune: meno burocrazia, meno costi per i cittadini, meno tempo perso, più efficienza. Dovrà essere istituito un indirizzo email per ogni residente per favorire la comunicazione tra comune e cittadino.
    Inoltre rendendo la rete accessibile a tutti si potrebbero sviluppare opportunità di TELELAVORO con benefici sul traffico e sulla qualità della vita dei lavoratori.
  • Consigli comunali aperti ai cittadini tramite la diretta web. Ogni Consiglio Comunale, sarà pubblicato sul portale del Comune ben visibile in un apposito spazio chiamato “Governiamo Insieme” dove i cittadini potranno lasciare commenti e lanciare proposte migliorative. Il servizio “Governiamo Insieme” sarà accessibile per tutti i cittadini residenti nel Comune di Guastalla già registrati come utenti dei servizi internet e tramite una password personalizzata che verrà distribuita.
  • Per decisioni importanti riguardanti le frazioni, svolgere il Consiglio Comunale direttamente nelle frazioni stesse per agevolare la maggior partecipazione possibile degli interessati.
  • Semplificazione informatica di svolgimento ed ottenimento delle pratiche burocratiche e amministrative attraverso sportelli on-line.
  • Tutte le consulenze e gli appalti verranno pubblicati in maniera dettagliata. Sopratutto per l’aspetto economico. Inoltre si punterà all’introduzione di un sistema di gare d’appalto on line (esattamente come funziona a Bolzano).

Crediamo che un cittadino informato e partecipe sia il miglior garante dei propri interessi e che questo valga sopratutto in un’amministrazione comunale: l’organo dello stato più vicino al singolo cittadino.

ACQUA BENE COMUNE
L’Acqua si avvia a diventare un bene di rilevanza economica, una merce e non più un diritto. Dal 2010 la gestione dei servizi idrici sarà messa completamente sul mercato e andrà di fatto nelle mani di società private. Lo stabilisce l’articolo 23bis del famigerato decreto legge 133 (quello che conteneva i primi provvedimenti sulla scuola), approvato dal parlamento con il voto di fiducia il 6 agosto 2008.

La legge approvata ad agosto, nel silenzio dei media e con gli italiani in vacanza, non ha acceso gli animi dell’opposizione. La mercificazione dell’Acqua, già in atto in molte realtà locali, è figlia di interessi trasversali, di una politica subalterna all’economia.
La definitiva privatizzazione dell’Acqua toglierà dalle mani della pubblica amministrazione il controllo e la responsabilità della qualità e dei costi, trasformando una volta di più i cittadini in consumatori. Non sempre privato è sinonimo di efficiente, l’obbligo di ‘fare’ l’utile distoglie risorse dagli investimenti.
La privatizzazione porta con sé un grande interesse per le infrastrutture (nuovi acquedotti, nuove dighe) e poco interesse per il risparmio idrico, per le perdite delle condutture, per la qualità del servizio e dell’acqua erogata. Inoltre il reddito garantito ai privati tramite la gestione dell’acqua è una vera rendita di lusso (7% minimo garantito), e nessun privato ha interesse a fare risparmiare l’acqua ma al contrario a venderne di più e a farla pagare sempre più cara.

Laddove l’Acqua è già in mano ai privati i costi sono sensibilmente aumentati, e i controlli sulla qualità si abbassano in nome del profitto.
La gestione delle reti idriche è uno dei grandi business del futuro e alcune multinazionali sono già all’opera per dividerselo.

Ecco le linee guida riteniamo dovrebbe seguire un Comune per una intelligente gestione di questa preziosa risorsa indispensabile alla vita.

  • Definire una quantità pro-capite giornaliera minima gratuita e far pagare il surplus a costi crescenti in relazione alla crescita dei consumi.
  • Nelle nuove costruzioni e nelle ristrutturazioni: obbligo del doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi, obbligo di usare l’acqua piovana per gli sciacquoni.
  • Obbligo del recupero delle acque piovane in vasche di accumulo.
  • Incentivazione, dovunque sia possibile, degli impianti di fitodepurazione, tecnologie caratterizzate da semplicità costruttiva e gestionale, riduzione dei costi di gestione, limitata produzione di fanghi e soprattutto caratteristiche di compatibilità ambientale dell’impianto, a cui sono associati ridotti o nulli consumi energetici.
  • Attività di sorveglianza e procedure di emergenza per la gestione degli inquinamenti da sversamenti occasionali nella rete consortile per prevenire e/o arginare possibili inquinamenti delle falde
  • Riuso dei reflui a fini irrigui sull’esempio del depuratore di Mancasale
  • Ristrutturazione della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote d’ammortamento degli investimenti (sul modello delle esco)

Questa operazione di ristrutturazione delle rete idriche e il loro ammodernamento (le perdite medie della rete Italiana è del 47% con delle punte sopra il 60% in certe zone del sud) deve diventare una delle grande opere economiche nazionale italiana finalizzata all’aumento di posti di lavoro nel settore, che tutti noi riteniamo auspicabile in questo momento di crisi economica e lavorativa, al risparmio di un bene finito e al miglioramento della qualità di un bene essenziale alla nostra vita.

A proposito di gestione dell’acqua e del sistema idrico integrato esiste una proposta di legge popolare sostenuta da più di 80 organizzazioni nazionali e più di 1000 associazioni territoriali ma da pochi partiti politici, sostenuta anche da Beppe Grillo e firmata da più di 406.000 cittadini italiani che è stata presentata in parlamento nel luglio 2007 e che propone sinteticamente:

  • L’acqua come bene comune e diritto umano universale
  • 50 litri per persona è il quantitativo minimo vitale giornaliero garantito e gratuito (cioè la quantità considerata minima dall’Organizzazione mondiale della sanità)
  • L’acqua è un bene finito da tutelare e conservare
  • Ogni territorio deve definire un bilancio idrico che preservi la risorsa e la sua qualità
  • Il servizio idrico deve essere un servizio pubblico privo di rilevanza economica sottratto alle leggi del mercato, e dunque la sua gestione deve avvenire esclusivamente attraverso enti di diritto pubblico
  • Entro tempi certi devono terminare tutte le gestioni affidate a privati o società per azioni miste pubblico-privato e a società per azioni a totale capitale pubblico
  • I lavoratori del servizio idrico e gli abitanti del territorio devono partecipare attivamente alle decisioni sugli atti fondamentali di gestione del servizio
  • Il servizio idrico deve essere finanziato, oltre che dalla relativa tariffa, con la riduzione delle spese militari, con la lotta all’evasione fiscale, con tasse ambientali di scopo.
  • Istituzione di un fondo nazionale che finanzi progetti per l’accesso all’acqua potabile nel sud del mondo

L’acqua non è una merce ma un diritto, va usata con parsimonia e il Comune a 5 Stelle sarà al fianco dei cittadini nel garantire questo diritto.

GESTIONE DEL TERRITORIO

  • C.E.E.P. : Concessioni edilizie ecologicamente pure.
    Il Comune concederà la possibilità di edificare nuove costruzioni o modificare le esistenti solo in presenza di progetti ecologicamente puri che contemplino nel capitolato dei lavori e nello sviluppo degli stessi la creazione di soluzioni ecologiche sia in termini di materiale costruttivo che in materia di smaltimento rifiuti.
    Ad esempio:

    • locali appositi per la raccolta rifiuti differenziata;
    • soluzioni di scarico delle acque nere o recupero dei liquidi utili e sistemi a doppio circuito, acqua potabile per gli usi alimentari e non potabile per gli altri usi (igiene, lavaggio bucato, orto, ecc);
    • impianto di osmosi dell’acqua potabile onde far sgorgare dai rubinetti acqua “da bere”;
    • ripartitori di calore nei condomini e contatori dell’acqua individuali, in modo da ripartire la spesa energetica in base ai consumi reali di ciascun inquilino;
    • installazione di caldaie a condensazione con rendimento superiore del 30% rispetto alle normali caldaie;
    • installazione di pannelli solari termici e fotovoltaici;
    • per tutti gli edifici pubblici, complessi industriali e centri commerciali di nuova costruzione, sarà obbligatorio installare pannelli fotovoltaici in misura tale da garantire il proprio fabbisogno energetico.
  • Recupero aree dismesse.
    Verificare la possibilità di recupero di aree dismesse prima di coprire nuovo territorio.
  • Progetti Palazzetto dello sport e cinema.
    Seguire la realizzazione di queste opere applicando, ove i progetti già esistenti lo consentono, le direttive del nostro programma di risparmio energetico in modo da diminuire i futuri costi gestionali e di conseguenza le spese per gli utenti finali, i cittadini.
  • Incentivazione degli accordi con le Energy Service Company (ESCO), società che fanno ristrutturazioni energetiche a loro spese e che si ripagano incassando, per un certo numero di anni, il risparmio energetico che riescono ad ottenere.
  • Riqualificazione del verde urbano riequilibrando il rapporto tra organico e inorganico, con scopi non solo estetici ma soprattutto per aumentare l’alimentazione delle falde idriche riducendo l’impermeabilizzazione dei suoli, per abbassare la temperatura cittadina e per un migliore assorbimento di Co2 che riduce l’inquinamento urbano.
  • Orti pubblici: localizzare appezzamenti di terreno da suddividere e dare in gestione ai privati a scopo di coltivazione ortofrutticola personale.
  • Ristrutturazione ove necessario della rete idrica per ridurne le perdite, con gare d’appalto che consentano di trasformare i risparmi sui costi di gestione in quote di ammortamento degli investimenti, cioè affidandosi a società come le Energy Service Company (ESCO).
  • Rivalutazione della zona golenale.
    Revisione del PAE (Piano provinciale escavazioni) con modifica delle cubature di sabbia da estrarre e relativo prezzo.
    Continuare e dove possibile migliorare le piste ciclabili con deviazioni che penetrino nella golena; creare aree di sosta attrezzate per pic-nic e percorsi vita che favoriscano un rapporto più intimo con la natura.
  • Mercatini agricoli Bio e/o Km Zero. Implementare la presenza di produttori locali tramite l’allestimento “pilota” di un mercato dedicato appunto a prodotti filiera corta (Km Zero) e/o Bio con tracciabilità garantita in modo da valorizzare produzione ed economia locali e contestualmente disincentivare la cementificazione.
    Tale iniziativa potrebbe essere inserita nei giorni di riposo delle altre attività. Nel caso l’iniziativa abbia un riscontro positivo nella cittadinanza si potrà valutare il reperimento di un luogo coperto per il periodo invernale mentre in estate si potrà favorire  le frazioni con un programma itinerante dell’iniziativa.
  • Incentivare la formazione di gruppi d’acquisto solidale (GAS) per prodotti alimentari biologici e/o Km Zero.

TURISMO, CULTURA E SPORT

  • Domeniche e camminate ecologiche alla scoperta del territorio, dalle campagne alla golena.
  • Recupero dell’Ostello della Gioventù, già affidato in gestione ma ancora inutilizzato. Stretta collaborazione con lo IAT e le associazioni territoriali che potranno eventualmente godere di tariffe agevolate per le loro iniziative. Gli introiti dell’Ostello garantiranno le spese sostenute per il restauro del medesimo.
  • Sostenere l’organizzazione di un servizio di doposcuola “Studente-Studente”.
  • Biblioteca utile. Fornire uno spazio della biblioteca dove gruppi di studenti possano seguire corsi di recupero/doposcuola tenuti da giovani insegnanti, appiattendo i costi elevati di lezioni private.
  • Promozione di incontri storico-politico-filosofici su varie tematiche quali Olocausto e prigionia, il ’68, differenze tra la società odierna e quella passata ecc., in cui coinvolgere anche i nostri “anziani” che hanno vissuto in prima persona gli eventi e i fenomeni su cui si dibatte mantentoli in contatto con la società attuale e favorendo un recupero di valori quasi del tutto assopiti ai giorni nostri.
    Questa serie di incontri potrebbe essere inserita all’interno di una programmazione nelle scuole medie e superiori.
  • Coinvolgere artigiani in pensione in corsi di “arti e mestieri” coi quali tramandare il loro “sapere” e fornire nuove opportunità lavorative di gran pregio ai giovani.

MOBILITA’ E VIABILITA’
Elaborare un piano complessivo, capace di definire concretamente regole, modalità, spazi, interventi, azioni, sperimentazioni utili a favorire una mobilità più a misura di cittadini e rispettosa dell’ambiente. Tale piano dovrà prevedere iniziative di sensibilizzazione e di educazione alla mobilità sostenibile quali:

  • PediBus e BiciBus (per andare in sicurezza a scuola a piedi o in bici. Due adulti, un “austista” davanti e un “controllore” dietro, accompagnano gli scolari che vengono raccolti alle “fermate” predisposte lungo il cammino casa-scuola, rispettando l’orario prefissato).
  • iniziative varie che educhino all’utilizzo della bicicletta, alla sua scoperta come fenomeno di costume, di sport, di storia ma soprattutto di prevenzione sanitaria;
  • giornata annuale della mobilità sostenibile (“Oggi lascio l’auto in garage”);
  • sperimentazione di nuovi sistemi sostenibili di trasporto come il Car-pooling (più persone nella stessa auto, che si mettono d’accordo per usare lo stesso mezzo per lo stesso percorso), in collaborazione con la Banca del Tempo.
  • Implementazione, miglioramento e messa in sicurezza delle piste ciclabili.

WEB E TECNOLOGIE
Il Comune deve garantire a tutti l’accesso alla rete, superando ogni ostacolo tecnico ed economico, favorendo la diffusione di tecnologie come il WIMAX, estendendo le reti senza fili comunali WI-FI, stringendo accordi con gli operatori telefonici per coprire con la banda larga le zone non raggiunte. Le tecnologie semplificano il rapporto tra cittadino e Comune: meno burocrazia, meno costi per i cittadini, meno tempo perso, più efficienza. Inoltre rendendo la rete accessibile a tutti si potrebbero sviluppare opportunità di TELELAVORO con benefici sul traffico e sulla qualità della vita dei lavoratori.

  • Cittadinanza digitale (chiave d’accesso personale) a ogni residente e casella di posta certificata per le comunicazioni con il Comune. Ogni cittadino disporrà di credenziali per l’accesso on-line di un’area riservata personale
  • Possibilità di usufruire di una connessione ad internet gratis tramite pc o in modalità Wi-Fi, nelle zone culturali o di aggregazione, biblioteca, scuole, piazze, parchi. Poiché internet deve essere considerato un diritto di ogni cittadino. Soltanto i residenti, in possesso delle credenziali personali potranno accedervi. Per il turismo è prevedibile la possibilità di credenziali temporanee per i turisti.
  • Servizi comunali disponibili, ogni volta che questo sia possibile, via Internet. Quando possibile la richiesta di documenti personali, o la compilazione di moduli può essere realizzata on-line. Con l’obiettivo di ridurre le code all’URP
  • Consigli comunali pubblici in diretta streaming via Internet (punto già espresso nella categoria Trasparenza)
  • Postazioni internet gratuite. Dotare i Centri Sociali e aggregazione di PC a costo zero sfruttando progetti quali “Tecnologia Recuperata” (vedi iniziativa grillireggiani)
  • Promuovere corsi di informatizzazione e Internet
  • Organizzare corsi gratuiti, ad esempio coinvolgendo i ragazzi delle scuole superiori, per l’insegnamento di semplici software e internet per gli anziani
  • Introduzione del software Open Source nell’amministrazione ed in ogni organo del Comune. In modo da alleggerire la spesa dai costi delle licenze e favorire le competenze locali
  • Come già accade a Treviso su proposta del consigliere comunale David Borrelli (Grilli Treviso), utilizzare la tecnologia Skype per permettere ai cittadini di chiedere informazioni e documenti al Comune, senza bisogno di cercare parcheggio e di attendere lunghe file per l’accesso, promuovendone ovviamente la conoscenza e l’utilizzo.

SOCIALE

  • Riduzione di Rette per Asili e Casa di Riposo per i redditi e patrimoni più bassi, ed innalzamento per le “pensioni d’oro”, inoltre si possono trasferire risorse tagliando altre spese comunali NON prioritarie tipo rotonde, alcuni semafori inutili e cartellonistica varia.
  • Supporto del Comune alle famiglie nella ricerca e gestione della figura professionale di badante e nell’assistenza domiciliare nei casi più difficili (vedi banca del tempo)
  • Banco Alimentare: raccolta e distribuzione da enti pubblici, privati e supermercati delle eccedenze alimentari (ad esempio beni in prossima scadenza, oppure con la confezione danneggiata, ecc..) da affidare agli enti caritativi che supportano un’attività assistenziale verso le persone più indigenti, il tutto tramite accordi con associazioni locali.
  • Maggiore impegno per le attività interculturali in accordo con rappresentanti di gruppi etnici stranieri attaverso corsi ed eventi
  • Ampliare le attività ricreative del Centro Sociale 1° Maggio, al momento ridotte al minimo delle potenzialità, in modo da interessare tutte le fascie di età
  • Partendo dalla centralità educativa e di sostegno alla famiglia da parte dei nonni, si ipotizza la possibilità di un centro/nido che veda coinvolta nel progetto proprio tale figura.
    Sempre diretti da figure professionali di riferimento quali pedagogisti ed educatori, i volontari nonni, attraverso un’adeguata formazione, avranno la possibilità di offrire il loro tempo per accudire i bambini, la loro compagnia e la vigilanza in tale ambito, così da essere un concreto sostegno alle famiglie.
  • Organizzazione di tornei multiculturali di varie discipline sportive.

Diversamente abili

  • Aumentare i contributi del comune alle scuole per:
    – educatori di sostegno nelle scuole elementari, medie e superiori
    – trasporti scolastici
    – ausili didattici
  • Ampliare l’offerta informativa del punto di assistenza sociale aperto il 1° aprile 2009:
    – informare le famiglie sui nuovi centri informativi regionali
    – supportare le famiglie sulle agevolazioni
    – distribuzione del Volume sui “Diritti dei Diversamente Abili”
  • Assistenza domiciliare per alleviare i familiari di persone diversamente abili nelle difficoltà quotidiane
  • Il Comune incoraggia le famiglie con componenti Diversamente Abili a creare comitati affinchè i problemi comuni sfocino in progetti supportati da aiuti concreti
  • Applicare la normativa vigente sull’abbattimento delle barriere architettoniche nei locali aperti al pubblico
  • Incentivare la collaborazione con Cooperative Sociali per la formazione di Volontari, fin dall’età scolastica, per servizi alla persona e sviluppo progetti mirati (come a Reggio Emilia)
  • Integrazione di persone diversamente abili nei campi gioco estivo e tempo libero (vacanze estive e pomeriggi)
  • Finanziare attività pomeridiane di rieducazione gestite dall’ASL

Giovani

  • Creare un centro di ascolto con specialisti che si occupino in forma anonima delle problematiche dei giovani che sono sempre più inascoltati dai genitori
  • Ampliamento della durata dei campi giochi estivi a tutto il periodo estivo per aiutare i genitori che devono lavorare e non hanno parenti disponibili
  • Creazione sul sito web del Comune di un Forum per raccogliere idee, opinioni e suggerimenti su quali siano le reali esigenze dei giovani Guastallesi
  • Istituire, in collaborazione con altri comuni, associazioni e locali della zona e non, una rete trasporti notturni a basso costo per arginare il triste fenomeno delle “stragi del sabato sera”
  • Creazione, preferibilmente utilizzando edifici esistenti, di un centro di aggregazione polifunzionale (con annesso l’accesso gratuito alla rete web) per i giovani gestito da loro stessi per incentivare attività culturali e musicali
  • Progetti di sensibilizzazione realizzati con le associazioni competenti, sul fenomeno dilagante dell’assunzione di alcolici e stupefacenti da parte dei giovani

RIFIUTI ZERO
La maggior parte dei rifiuti soldi urbani (oltre il 90%) che finisce in discarica o nell’inceneritore sono composti da materiali riciclabili e riutilizzabili, infatti, le statistiche ci dicono che ogni cittadino italiano produce in media 1,5 Kg di rifiuti al giorno e che questi sono così composti: materiale organico 35%, carta e cartone 21%, plastica 13%, vetro 12%, verde e legno 7%, metalli 6%, altro 6%.
Capite bene che se invece di rifiutare questi materiali noi facciamo in modo di riammetterle nel sistema produttivo, dall’oggi al domani avremmo una diminuzione i rifiuti di oltre il 90%.
Naturalmente potremmo aumentare ancora questa percentuale, riducendo la produzione di rifiuti.

  • Come? Semplicemente imparando a produrre ed utilizzare le risorse con responsabilità. Evitare i prodotti usa e getta che dovrebbero essere riservati esclusivamente al campo sanitario, evitare ove possibile i contenitori utilizzando distributori alla spina oggi esistenti per qualsiasi prodotto (latte, detersivi, shampoo, etc.), bere acqua del rubinetto, evitare l’uso di sacchetti di plastica, preferire prodotti realizzati nel rispetto dell’ambiente, numerose le certificazioni attestanti la tutela ambientale, evitare l’acquisto di prodotti tossici e comunque non riciclabili, spingere le aziende a non produrre prodotti non riciclabili riutilizzare ciò che ha ancora valore, con i mercatini dell’usato.
    Pagare per sotterrare e bruciare o guadagnare (anche e soprattutto in salute) con Rifiuti Zero?
    Siamo noi che possiamo fare queste scelte e, se possiamo, dobbiamo!!!
  • Riduciamo i nostri rifiuti. Prendere accordi con negozi o catene di distribuzione per permettere ai Cittadini di trovare al Supermercato detersivi alla spina e prodotti sfusi in genere, bevande con vuoto a rendere, prodotti senza imballaggio o con confezioni biodegradabili, pannolini ecologici o lavabili. Questa iniziativa farà risparmiare il consumatore oltre che ridurre il peso dei rifiuti.
  • Acqua del rubinetto. Il consumo di acqua in bottiglia rappresenta una delle principali fonti di produzione di rifiuti urbani e di spesa, perdita di tempo e disagi per i cittadini (anche di salute). Senza dimenticare inquinamento e traffico causato dal trasporto.
    L’acqua dei nostri rubinetti è già di buona qualità e molto controllata, ben più delle acque in bottiglia, ma il suo “sapore” non la rende “competitiva” con le acque in bottiglia.
    Il Comune potrebbe investire su pacchetti offerti da società che producono sistemi domestici di trattamento delle acque come un Gruppo di Acquisto (massa critica), le società forniscono un servizio ai cittadini più conveniente rispetto all’acqua in bottiglia, il ritorno economico viene reinvestito dal Comune in progetti di risparmio idrico, che evitano milionari interventi di potenziamento degli acquedotti.
    Eliminazione acqua in bottiglia dalle spese comunali (asili, scuole, enti).
  • Estensione della raccolta differenziata porta a porta in tutto il Comune comprese le frazioni (privati, edifici pubblici, scuole, ospedale, luoghi sportivi) come fa Viadana dal 2009. In questo modo si potrà raggiungere l’85% di raccolta differenziata in poco tempo. Non raggiungibile con i cassonetti.
    Successiva applicazione della tariffa puntuale: un metodo per premiare i comportamenti virtuosi, piu’ ricicli meno paghi!!!
  • Costruzione di un impianto di CompostaggioDigestione Anaerobica con altri comuni della Bassa per crerare compost per i campi (meno fertilizzanti chimici) e biogas dagli scarti organici, agricoltura e da cucina.
  • Compostaggio. Bonus fiscali sul pagamento della Tarsu alle famiglie che riciclano in casa, in appositi contenitori, i rifiuti organici, da cui deriva humus per la concimazione del terreno (vedi il comune di Colonnella o Viadana). Eventuale estensione anche agli enti pubblici quali scuole (dove tale pratica avrebbe anche un valore educativo), mense e ospedali.
  • Accordo con imprese per costruzione di un moderno Centro Riciclo modello “Vedelago” per i Comuni della Bassa dove si ricicleranno anche gli scarti plastici, cartacei, prima “non riciclabili” che in questo modo potranno essere riutilizzati trasformandoli in sabbie sintetiche per l’edilizia (ed evitando escavazioni nel Po) e per l’industria plastica. Così facendo gli scarti non saranno nè seppelliti (discarica) nè bruciati (inceneritore).
  • Negozi del Riciclo. La libertà di poter vendere i propri rifiuti, che tali non sono. Lattine, barattoli, bottiglie, hanno un valore di mercato.
  • Cambio/scambio. Prevedere sul portale web del Comune, uno spazio dedicato a ricerca ed offerta a titolo gratuito di oggetti ancora utilizzabili.
  • Posti di lavoro ed una nuova economia. Per esempio con il porta a porta si creano 2 posti di lavoro ogni 1.000 abitanti. A Guastalla questo vorrebbe dire nuovi 30 posti di lavoro.

Tutta questa serie di comportamenti tende a ridurre la nostra dipendenza da discariche e inceneritori con un indubbio vantaggio economico e salutare.
Lo fa una metropoli come San Francisco in California non ci puo’ riuscire Guastalla?

SICUREZZA
Siamo governati da politici la cui fedina penale è molto discutibile.
Sono almeno 70 i parlamentari che se non altro per ragioni etiche, non hanno il diritto di operare in settori pubblici.

Sono quegli stessi politici che hanno decretato l’indulto liberando 30.000 delinquenti; che hanno varato leggi e regolamenti che hanno permesso l’ingresso (non sempre legale) di un numero di stranieri superiore a quello che l’organizzazione sociale italiana poteva assorbire (Nel 1991 è iniziato l’esodo degli Albanesi verso le coste italiane, e dopo 7 anni, il fenomeno era ormai strutturale ma veniva ancora gestito come emergenziale. A distanza di 20 anni dai primi fenomeni d’immigrazione di massa le sanatorie costituiscono l’unica modalità con cui si cerca di tamponare un’irregolarità crescente che paradossalmente è frutto di politiche proibizionistiche).

Sono quegli stessi politici che costano al cittadino il 47% del PIL e tagliano anno dopo anno i fondi per le forze dell’ordine e le politiche sociali.
Che varando leggi per depenalizzare e/o evitare processi a sé stessi, hanno ridotto il sistema giudiziario italiano ad una macchina lentissima e pesante che quasi garantisce l’impunità o l’immediata scarcerazione a chi delinque.

Il problema della sicurezza è uno dei tanti che è “scoppiato in mano” ai politici, i quali hanno cercato di arginarlo con metodi che di fatto l’hanno peggiorato: hanno diffuso un sentimento di xenofobia e istituito delle ronde che tanto ricordano le camicie nere.
Sono rimedi simili alla medicina che elimina i sintomi senza curare minimamente la malattia .

Una lista civica, non “partiticizzata”, i problemi li vuole e li deve affrontare in modo diverso, perché non ha interessi personali da difendere ma è composta da normali cittadini che vogliono il benessere per la cittadinanza, essendone parte a tutti gli effetti, vivendone tutti i normali disagi e le quotidiane difficoltà.

Per questo anche il problema sicurezza lo affronta in modo diverso, analizzandone la causa e cercando di intervenire su di essa:

L’illegalità, la piccola delinquenza e il vandalismo sono la prima espressione del disagio proveniente dalle situazioni di miseria (economica, culturale e sociale) e sono direttamente proporzionali al degrado dei quartieri dove si manifesta.

Proponiamo quindi:

  • Sostegno alle fasce socialmente ed economicamente più deboli.
  • Integrazione e coinvolgimento della popolazione straniera e non nelle iniziative della città.
  • Educazione alle nostre leggi e regole spesso molto diverse da quelle del paese di provenienza.
  • Incentivazione al “ripopolamento” delle strade cittadine con manifestazioni ed eventi culturali, lasciando ampio spazio alle varie associazioni presenti sul territorio.
  • Sostegno al commercio nelle vie cittadine, fuori dai centri commerciali e dalla grande distribuzione.
  • Censimento delle abitazioni sfitte e delle situazioni d’illegalità abitativa.
  • No ai ghetti. Nessuna area deve degradarsi fino al punto di trasformarsi in un ghetto, ricostruire se necessario, limitando alla radice i disagi condominiali dovuti alle morosità nei conti condominiali. I soldi vanno spesi anche in periferia!
  • Istituzione d’un consultorio per giovani con presenza di varie figure professionali preposte ad affrontare i disagi giovanili (psicologo, alimentarista, sessuologo…)

Tutte queste misure vanno affiancate al lavoro di vigili urbani e forze dell’ordine coordinate, che devono diventare non solo agenti di repressione, ma soprattutto di educazione.

Il termine Sicurezza non investe solo queste tematiche ma per esempio anche la protezione da eventi naturali e a tal proposito è da prevedere un potenziamento della protezione civile e la redazione di un piano di emergenza / evacuazione per il Comune.

RISPARMIO ENERGETICO ED ENERGIE RINNOVABILI
L’uso razionale dell’energia può essere considerato come una vera e propria fonte energetica rinnovabile!
Avendo l’obiettivo di realizzare prodotti o servizi di quantità e qualità invariati ma con un minor consumo di energia primaria ed eventualmente con un maggior impegno di risorse d’altro tipo, quali capitale, lavoro, materiali, ecc. ha anche il benefico effetto di creare nuovi posti di lavoro.

  • Piano Energetico Comunale (PEC). È indispensabile redigere un Piano Energetico Comunale applicando quanto la legge 10/91 già prescrive per i comuni con popolazione superiore a cinquantamila abitanti. L’obiettivo di carattere generale del P.E.C. é l’integrazione del fattore “energia” nella pianificazione del territorio, individuando le scelte strategiche migliorare lo stato ambientale della città e promuovere l’uso razionale delle risorse, nella direzione di uno sviluppo sostenibile. Il PEC ha tra i suoi principali obiettivi lo studio degli indirizzi per attivare interventi di razionalizzazione nell’uso dell’energia e lo sviluppo delle fonti rinnovabili, sia nel settore pubblico sia quello privato.
    Il PEC per esempio dovrà prevedere l’obbligo per i costruttori di costruire abitazioni ad alta efficienza energetica, redigendo una classificazione delle abitazioni in base al livello di risparmio energetico (es. certificazione energetica Ecoabita). Potrà prevedere forme d’incentivazione all’utilizzo delle fonti energetiche rinnovabili, e si potrà studiare una proposta di finanziamento collettivo per la realizzazione di impianti fotovoltaici.
  • Riduzione drastica, tramite un preciso piano di investimento, dei consumi energetici dell’ Amministrazione Comunale che si ripercuotono sul singolo cittadino tramite le tasse comunali.
  • Riqualificazione energetica degli edifici comunali tramite l’applicazione delle tecniche di intervento adeguate alle varie casistiche (per esempio eventuali vincoli storici, artistici e normativa edilizio urbanistica), riducendo al minimo con i dovuti accorgimenti la dispersione termica ed il consumo di gas combustibile per il riscaldamento con sistemi a maggiore efficienza energetica.
  • Illuminazione pubblica a led. Con la trasformazione degli impianti – otto lampade tradizionali da 250 Watt con sei impianti a LED da 180 Watt – si ottiene un risparmio energetico che si attesta ben sul 50%, pur mantenendo un livello di illuminazione estremamente coerente con le esigenze dell’illuminazione pubblica. I consumi drasticamente inferiori, sia rispetto ai tradizionali lampioni con lampade ai vapori di mercurio sia con le più recenti ai vapori di sodio ad alta pressione, e la durata di gran lunga maggiore (superiore alle 50.000 ore, quindi, almeno 12 anni di utilizzo), unitamente ai ridotti costi di manutenzione, consentono di rendere gli impianti con tecnologia a LED decisamente più vantaggiosi rispetto a quelli tradizionali. Per sua natura, quindi, la luce generata dai LED può essere direzionata con estrema precisione, consentendo di illuminare le aree desiderate senza dispersioni, in linea anche con le recenti normative in materia di riduzione dei consumi energetici e dell’inquinamento luminoso.
    (esempio: Comune di Torraca)
  • Incentivazione della produzione distribuita di energia elettrica come micro-eolico e fotovoltaico, con tecnologie che utilizzano le fonti fossili nei modi più efficienti, come la co-generazione diffusa di energia elettrica e calore, a partire dagli edifici più energivori: ospedali, centri commerciali, industrie con processi che utilizzano calore tecnologico, centri sportivi.
  • Sfruttamento delle aree inutilizzate di copertura degli edifici pubblici per l’installazione di impianti fotovoltaici possibile grazie a mutui a tasso agevolato stipulati con le banche locali.
  • Il Sole a costo zero. Attraverso questo progetto, su modello delle “ESCO”, si offre ai cittadini residenti un percorso assistito per la realizzazione di un impianto di produzione di energia elettrica tramite pannelli solari fotovoltaici. Il Comune, o eventualmente una società di servizi, acquista i pannelli fotovoltaici grazie al finanziamento di una Banca locale; si occupa poi dell’installazione e rimane ovviamente il beneficiario dell’elettricità prodotta. Grazie a tale elettricità prodotta, nonché venduta al Gestore del Servizio, il comune fa fronte al finanziamento bancario, dimezza la bolletta delle famiglie coinvolte e paga il lavoro d’ufficio e di montaggio. Dopo vent’anni, comunque, la proprietà degli impianti e dell’intera produzione passa alle famiglie stesse.
    Non è fantascienza ma realtà a Provaglio d’Iseo.
    (Guarda il video)
  • NO al Nucleare!!! Tempo fa è stato votato un referendum popolare che ne sancì l’abbandono, e così deve rimanere. Prendendo tutti gli accorgimenti descritti in questa pagina del nucleare ne possiamo tranquillamente fare a meno.
  • Apertura di uno sportello EcoGuastalla dove i cittadini potranno avere informazioni e documentazione su acquisti verdi, risparmio energetico, bio-architettura, mobilità sostenibile, ecc. Per i costi del servizio si potranno coinvolgere ditte private locali.
  • Incentivazione alla formazione di Gruppi di acquisto sia per il risparmio energetico sia per sistemi di produzione di energia.
  • Associazione a Comuni Virtuosi per condividerne intenti e idee già sperimentate con successo (Comuni attualmente iscritti all’Associazione Comuni Virtuosi).

5 commenti

  1. Dario castito

    complimenti ancora per il programma.sarebbe bello se i ricchi palazzinari guastallesi fossero d’accordo con il lato re distributivo di alcuni aspetti territoriali.

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