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“Impostori a Guastalla”

Articolo di Nadia Covacci 24emilia.com

È di qualche giorno fa la segnalazione, indignata e se vogliamo anche un po’ stufa, della signora Elisa Pizzi, residente a Guastalla, la quale denunciava l’uso improprio dei parcheggi riservati alle persone con disabilità presso l’ospedale distrettuale della città.

Ancora parcheggi, ancora occupati, ancora usati da persone senza alcuna invalidità. Non so proprio spiegare quanto sia infinitamente stressante vedere che il tuo diritto a scendere dall’auto (perché a questo servono i parcheggi riservati) viene negato dal disinteresse di altri esseri umani come te che ti chiedono umilmente di sacrificare 5 minuti del tuo tempo per loro. Anche perché non succede una tantum, succede molto spesso.

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Pare, tra l’altro, che la questione fosse aperta dal lontano 2009 quando l’amministrazione del momento aveva deciso di togliere una fila di parcheggi riservati di fronte all’ospedale per sostituirli con una fila di parcheggi “rosa”, per donne (non per donne in gravidanza, o per mamme con passeggini, molto più genericamente donne).

 

Perché introdurre una nuova fila togliendola a quella riservata agli invalidi? Perché non togliere una fila ai parcheggi liberi?

La signora, allora, contattò i sindaci dell’Unione dei Comuni, senza ricevere alcuna risposta. 
Chiese consiglio al Criba, il quale le confermò che la scelta era conforme alle direttive di legge poichè anche senza quella fila il numero minimo di parcheggi imposto dalla legge era garantito.
 Insomma, potevano farlo e l’hanno fatto. 

Fregandosene bellamente delle persone che di quei parcheggi hanno bisogno e senza un minimo di riflessione sul contesto dato che stiamo parlando di un ospedale distrettuale al quale fanno riferimento diversi paesi e con soli 22 posti auto a disposizione riservati alle persone con disabilità per lo più usati molto spesso abusivamente.

Adesso, dopo cinque anni, la questione si riapre con un’interrogazione del gruppo “Guastalla a 5 stelle” in cui viene chiesto al sindaco e all’assessore competente se “vi è l’intenzione di risolvere il problema, ripristinando il numero originario dei parcheggi gialli (3 file) che già allora erano appena sufficienti per le persone con disabilità, spostando i parcheggi “rosa” al posto di quelli liberi”.

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Le risposte ricevute meritano una profonda riflessione.

Il sindaco di Guastalla, sappiatelo, ci tiene a precisare che c’è “una non completa conoscenza della normativa in materia” dato che è vero è stata tolta una fila di parcheggi riservati agli invalidi, ma come si evince dalla relazione del comandante della Polizia Municipale, è anche vero che le auto che espongono il tagliando e hanno a bordo una persona con disabilità “possono sostare nelle due corsie a loro riservate, e possono liberamente sostare nelle altre tre corsie”.

Potete anche pensare che non conosciamo bene la legge, cari sindaco e comandante, ma voi evidentemente non conoscete molto la disabilità. Se si potesse parcheggiare e scendere dalla macchina in un parcheggio qualsiasi tra quelli liberi per quale motivo sono stati inventati quelli riservati? Per cortesia? Per regola di compensazione? Non vi siete mai chiesti a cosa potessero servire quelle bande oblique laterali accanto al parcheggio?

Oh diamine, qua mancano proprio le basi.

Non so proprio cosa dire alla signora Elisa, è chiaro che chi amministra la sua città ha bisogno di imparare un po’ di cose.

Nel frattempo le consiglierei di fare un giro sul gruppo pubblico Facebook “Fotografa l’impostore, un gruppo che si prefigge lo scopo di fotografare tutti gli impostori che utilizzano il parcheggio invalidi senza averne diritto (una foto deve riprendere il parabrezza a testimoniare l’assenza del permesso per parcheggiare), coprire la targa del loro automezzo e pubblicare le foto. Se non c’è un’auto che occupa il parcheggio senza avere alcun tagliando invalidi ce n’è una che pensa di cavarsela parcheggiando sulle strisce laterali oblique. E poi moto, fattorini, automezzi della nettezza urbana, bidoni della spazzatura, cumuli di neve, etc… etc…

Sia chiaro, qua non si tratta di delazione: gli amministratori del gruppo raccolgono tutte le foto che giungono da una stessa città e ne fanno un cd che verrà spedito al sindaco e al Comando di Polizia Municipale del luogo per chiedere interventi in merito.

Ci sono alcune testate locali che stanno seguendo il gruppo e pubblicano articoli svelando alla popolazione che quelli che vengono presentati come cinque minuti di attesa di fatto sono una norma diffusa. Ci sono Comuni che hanno iniziato a fare più controlli e Polizie Municipali più attente agli abusi.

Chissà se una bella raccolta di foto di impostori farà ricredere il Sindaco di Guastalla e il Comandante della Polizia Municipale sulla distribuzione e l’uso dei parcheggi riservati. Se non altro non potrebbero più negare che il problema esiste.

Un commento

  1. GRAZIE!!!
    Nadia Covacci hai perfettamente delineato la situazione e spero che la questione venga ripresa in considerazione dall’amministrazione guastallese! Basta solo un pò di sensibilità in più!

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