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indecisione

Il cambio di rotta: su Comunicazione, Trasparenza, Partecipazione e Rappresentanza dei cittadini

Nel nostro comunicato di domenica 30 novembre vi abbiamo parlato di un deciso cambio di rotta nell’esercitare il nostro mandato.  Abbiamo deciso di pubblicare dei report sulla nostra attività come Gruppo Consiliare per offrire un approfondimento sul nostro modus operandi.

Ecco i primi risultati sui temi di Nuova Commissione, Comunicazione, Trasparenza e Partecipazione, Rappresentanza dell’intera comunità guastallese, temi su cui continueremo a dare battaglia.

Sabato 29 novembre abbiamo protocollato /inviato un sollecito scritto al Presidente del Consiglio Comunale Maestri affinché:

–     procedesse alla convocazione per l’insediamento della nuova commissione

–   potesse chiarire prima dell’inizio lavori della nuova Commissione l’ordine gerarchico della stessa rispetto alla Commissione Affari Istituzionali per evitare il rischio di doppi passaggi nelle commissioni istituite

il tutto finalizzato a una celere attivazione della Commissione e l’inizio dei lavori che le competono.

Puntualmente, già da lunedì mattina, Gabriele Maestri nelle sue vesti di Presidente del Consiglio Comunale ha dato il via ai primi chiarimenti. Il sottoscritto non interpreta correttamente l’articolo 10 del Regolamento Comunale ritenendo che il Consiglio del 26/11 avesse deliberato la costituzione di questa nuova Commissione. In realtà ne ha deliberato l’istituzione.

Anche dal confronto di un disponibilissimo Vice Segretario Comunale, Dott. Marco Scaravelli, apprendiamo che non è possibile mettere all’Ordine del Giorno l’elezione dei membri se alla data del prossimo Consiglio Comunale le modifiche del regolamento (deliberate il 26/11) non sono esecutive. Devono infatti decorrere 15 giorni dalla pubblicazione della delibera (credo in Albo Pretorio al Registro delle Delibere) che ad oggi non risulta essere pubblicata.

Pare che il prossimo consiglio comunale, calendarizzato indicativamente per giovedì 18 dicembre, possa essere anticipato perché il consiglio è chiamato a deliberare sull’accorpamento della nostra Polizia Municipale all’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana (APRIAMO UNA PARENTESI: se la convenienza di questo accorpamento non sarà dimostrata in numeri e cifre ma giustificata da una vaga e impalpabile “necessità di uscire dall’isolamento” ci asterremo dal voto per mancanza di elementi su cui esprimere un parere oggettivo ).

Tutta sta tiritera per dire cosa.  Per dire che in un percorso annunciato a luglio 2014 questa benedetta Commissione su Comunicazione, Trasparenza e Partecipazione inizierà a lavorare (forse) da febbraio 2015! Ricordando che esiste già la Commissione Affari Istituzionali che potrebbe lavorare a quei temi e che SOPRATTUTTO le commissioni non hanno funzioni PROPOSITIVE ma, quando convocate, DEVONO ESPRIMERE PARERI, così come ricordato dal Vice Segretario Comunale, Dott. Marco Scaravelli il 20 ottobre scorso in Commissione Affari e dal sottoscritto durante il consiglio comunale del 26/11.

E qui il senso politico del sollecito: al netto del mio errore di interpretazione sul regolamento, restano valide

–     le questioni del rischio doppio passaggio nelle due commissioni

–     la funzione della nuova commissione

–    il tempo perso in un iter per l’istituzione/costituzione di una commissione quando avremmo potuto utilizzare già quella esistente su argomenti legati in particolare a tematiche come trasparenza e partecipazione. Sul tempo perso ovviamente ci prendiamo la nostra fetta di responsabilità (anche qui si spiega il cambio di rotta annunciato).

Sollecito scritto, spiegazioni e motivazioni scritte, liberamente consultabili e, mi pare, non pretestuose o mediatiche.  Segnaliamo come il Presidente Maestri si sia attivato col Segretario Comunale perchè si possa votare al prossimo consiglio a prescindere dalla esecutività delle modifiche regolamentari, e ne apprezziamo lo sforzo.  Dal canto nostro, pensando ai temi sul rischio del doppio passaggio e della competenza della terza commissione, sempre nell’ottica di recuperare tempo, ci siamo permessi di suggerire che il Presidente della Commissione Affari Istituzionali Massimo Berni, possa inserirli nel prossimo ordine del giorno.

A queste considerazioni di carattere logico si affiancano quelle più di pancia. Le dichiarazioni del Gruppo Guastalla Bene Comune e della Giunta Verona (già da noi negativamente commentate e su cui daremo battaglia) come

“l’amministrazione non può e non deve essere partecipata”

“La democrazia delle e nelle istituzioni esige l’attribuzione di ruoli specifici alle maggioranze e alle minoranze: alle prime spetta la realizzazione dei programmi indicati e l’onere del governo, alle seconde il controllo delle attività”

– non ritenere valide come premesse o come motivazioni ad un documento che deve essere votato dall’intero Consiglio Comunale il fatto di aver inserito o meno qualcosa in un qualunque programma elettorale di chiunque

ci sembrano in totale antitesi e totalmente contrarie rispetto alla creazione e/o miglioramento degli strumenti  di comunicazione,  trasparenza e  partecipazione. E se ci dovessimo arrendere al ruolo a cui si vorrebbe relegare la minoranza è legittimo chiedersi: cosa andare a fare nei consigli comunali e nelle commissioni?

Soprattutto quando

la comunicazione (mancata comunicazione diretta tra colleghi Consiglieri sull’iniziativa del 13 novembre passata poi al 4 dicembre per la semestrale della maggioranza coi cittadini, nella singolare “coincidenza dell’annuncio del giorno dopo” aver presentato la nostra mozione)

la trasparenza (il fatto che non si risponda in Consiglio ma si rimbalzi allo strumento dell’accesso agli atti pone l’inevitabile dubbio di qualche anomalia)

la partecipazione (alle minoranze il mero controllo)

all’interno del Consiglio Comunale ( fondamentale organo elettivo del Comune che esprime ed esercita la rappresentanza dell’intera comunità dalla quale è eletto, attraverso atti di indirizzo, atti fondamentali e atti di controllo ) sono così seriamente messe in discussione dai soliti meccanismi della vecchia politica  e che porta inesorabilmente al sempre maggiore distacco tra politica e cittadini.

Concludo con un’ultima considerazione terra terra. Se ai più fosse sfuggito, sia in campagna elettorale, sia nel corso del Consiglio Comunale – imbeccati dai consiglieri di Guastalla 5 Stelle – a voce del Sindaco Verona, sia nel blog di Guastalla Bene Comune nel post del primo di Agosto 2014, veniva rilanciata “la promessa di un’assemblea pubblica ad ottobre, in cui si daranno informazioni su tempi e costi del recupero degli edifici pubblici, e altre assemblee nelle frazioni in autunno”. Bene, di queste assemblee ad arrivare alla metà di ottobre non se ne è vista una! O per lo meno non ne abbiamo avuto comunicazione!

La nostra proposta di Assemblea pubblica tra Amministrazione Comunale e cittadini aveva in sé anche questa duplice finalità: come banco di prova sul senso democratico della maggioranza e di stimolo e controllo rispetto agli impegni pubblici presi con la cittadinanza. A giudicare dagli sviluppi non è stata un’azione a vuoto!

Grazie e al prossimo report.

 

Francesco Corradini

Gruppo consiliare “Guastalla 5 Stelle”

 

 

 

 

2 commenti

  1. Chiedo scusa per avere risposto per iscritto in ritardo – almeno rispetto alle mie intenzioni – alle sollecitazioni del gruppo Guastalla 5 Stelle. Come Francesco ha scritto nel post, ho provveduto subito dopo aver ricevuto il testo del sollecito a dare privatamente a lui le prime spiegazioni, ripromettendomi di intervenire per iscritto (in modo che tutti possano sapere e verificare) dopo avere fatto alcune verifiche: ora sono in condizione di rispondere.
    L’art. 9, comma 4 del Regolamento consiliare richiede che i componenti delle Commissioni (quindi anche della nuova Commissione istituita) siano votati singolarmente e a scrutinio palese, votazione che deve per forza essere fatta dal Consiglio e non all’interno dei singoli gruppi: tutti i consiglieri devono votare per tutti i commissari (se non fosse così, si creerebbe la famosa commissione “di serie B” che in Commissione Affari istituzionali e in Consiglio si è detto di non voler creare, a dispetto delle differenze costituite dal minor numero di membri e dall’assenza del gettone). Solo una volta individuati i componenti la Commissione può dirsi “costituita” e, dunque, può essere convocata.
    C’è poi – in questo caso – una seconda “doppia” questione. Una delibera consiliare, per poter diventare esecutiva, deve essere pubblicata nell’albo pretorio (che ora è telematico) ed è eseguibile quando siano trascorsi 10 giorni dalla pubblicazione. La delibera consiliare che modifica il Regolamento è stata pubblicata il 4 dicembre, per cui diverrà esecutiva il 14: certamente prima della data fissata per il Consiglio (il 17), ma prima del giorno in cui io devo convocarlo. E’ ovvio, però, che sarà esecutiva entro pochi giorni, per cui il problema – da questo punto di vista – non ci sarebbe.
    Restava da risolvere un secondo punto: l’art. 10 delle Disposizioni sulla legge in generale (quelle che precedono il Codice civile solitamente) dispongono che le leggi e i regolamenti – compreso dunque quello consiliare – divengono obbligatori il quindicesimo giorno successivo a quello della loro pubblicazione. Anche in caso di modifica, il regolamento va ripubblicato e anche qui vale il discorso dei quindici giorni: il Regolamento è stato pubblicato in albo il 4 dicembre (prima c’erano altri atti da sbrigare), per cui diventerebbe obbligatorio acquistando effetto il 19 dicembre, dopo il consiglio. La questione non è di poco conto, nel senso che in teoria vorrebbe dire che il 17 si voterebbe per un organo che “non esiste”, non essendo ancora in vigore la modifica regolamentare. Confrontandomi col segretario, però, si è ritenuto che la convocazione del Consiglio in un giorno molto vicino alla data di entrata in vigore della modifica regolamentare permettesse comunque di procedere al voto per i componenti della Commissione: unica “particolarità”, questi acquisiranno in pieno quella qualifica due giorni dopo, quando la modifica al Regolamento entrerà in vigore.
    Premesso tutto questo, sarà mia cura convocare la Commissione per l’insediamento molto prima dei 15 giorni previsti da Regolamento consiliare (anche perché vorrebbe dire arrivare dopo Natale): chiederò prestissimo ai capigruppo una data utile per la convocazione, immaginando a questo punto che possa essere il 22 o il 23 dicembre (calendario alla mano). Quanto ai rischi di doppio passaggio (giustamente sollevati), credo che se ne debba occupare l’Ufficio di Presidenza, più che la Commissione Affari istituzionali: non sarebbe molto elegante che fosse la prima Commissione a “spogliarsi” di alcune competenze per affidarle a quella neoistituita, mi pare più corretto che lo faccia l’organo in cui sono rappresentati in modo paritetico tutti i gruppi.
    Spero di avere contribuito a fare chiarezza per tutti e mi scuso se sono risultato un po’ pesante: un po’ lo sono io (è noto, ahimé), un po’ lo è la materia. Grazie per l’attenzione.

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