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Guastalla, Consiglio Comunale del 04/02/2014: la triste vicenda della sospensione del servizio “Educativa Territoriale”.

Martedì 4 febbraio, nelle aule dell’ex tribunale, è stata convocata una seduta “ridotta” del Consiglio Comunale; di seguito l’ordine del giorno discusso:

1. Comunicazioni del Sindaco;

2. Comunicazione del Presidente del consiglio;

3. Interrogazione presentata dal Consigliere Massimo Comunale riguardante le due delibere del Consiglio Locale di ATESIR e la lettera aperta ai Sindaci del Comitato Acqua Bene Comune;

4. O.d.G. presentato dal Consigliere Massimo Comunale riguardante l’azzeramento del Servizio di Educativa Territoriale da parte dell’Unione dei Comuni;

5. Approvazione schema di convenzione tra i Comuni di Boretto, Brescello, Gualtieri, Guastalla, Luzzara, Novellara, Poviglio e Reggiolo per la costituzione di un Ufficio Associato di Protezione Civile presso l’Unione dei Comuni “Bassa Reggiana” ai sensi della L.R. 21 del 21/12/2012: “Misure per assicurare il governo territoriale delle funzioni amministrative secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione ed adeguatezza”;

6. Approvazione Regolamento dei mercati del mercoledì e sabato;

La seduta è iniziata alle 20.45, assenti Fiumicino, Manfredotti e Masini.

3) Col referendum di due anni fa, che ha avuto una straordinaria partecipazione, il 95% dei votanti ha dichiarato di volere l’acqua pubblica; Ad oggi la volontà popolare non è rappresentata dalle istituzioni in molte zone d’Italia. La nostra provincia è ancora in una specie di “limbo” decisionale: si dovrebbe puntare ad un’azienda speciale che gestisca la distribuzione idrica pubblicamente, in modo che nessuno possa ricavare profitti da essa. L’interpellanza di Comunale, sintetizzando, chiedeva chiarimenti sugli sviluppi reali della restituzione della remunerazione del capitale per la nostra provincia e sulla direzione scelta per garantire che la volontà dei cittadini venga rispettata.

Il Sindaco ha comunicato che l’assemblea locale di ATESIR ha coinvolto l’ANCI e i parlamentari di Reggio Emilia per stimolare la soluzione del problema. Sembra che la scelta della società sia ricaduta su AGAC, che però dovrà delegare lo studio del progetto ad un’altra società, dato che per vincoli statutari non ha la possibilità di occuparsene direttamente; per questo la scelta di AGAC ci sembra piuttosto discutibile, infatti in questo modo aumenteranno le spese e i tempi si allungheranno sensibilmente. Inoltre l’intera documentazione sulla rete di distribuzione è in mano ad IREN, l’attuale gestore, quindi i tempi si allungheranno ulteriormente.

4) Dall’inizio del 2014 il servizio “Educativa Territoriale” è stato sospeso; tale servizio è attivo sotto la direzione dell’Azienda Servizi Bassa Reggiana dal marzo 2010, e affianca il Servizio dell’Area Minori con la specifica professionalità di sostenere famiglie/minori in difficoltà, residenti nei comuni dell’Unione. Solo nell’anno 2013 gli interventi sulle circa 70 famiglie seguite dagli 8 educatori professionali hanno goduto di continuità portando al superamento di molti ostacoli emotivi, relazionali e scolastici. Il gruppo di lavoro, che era composto inizialmente da un solo membro stabilizzato, ha subito una nuova stabilizzazione nell’ottobre 2013 giustificata sia dal raggiungimento dei 36 mesi lavorativi, sia dal fatto di essere il primo nella graduatoria di selezione del 2012. Gli operatori in prossimità della scadenza contrattuale con l’Azienda non sono stati informati in merito al loro destino lavorativo, e le famiglie seguite dal gruppo di lavoro non hanno ricevuto alcuna comunicazione dall’Unione in merito alla ripresa del servizio. Famiglie che poi hanno ricevuto tale comunicazione solo il 22 gennaio 2014.

Con il suo O.d.G., il consigliere Comunale voleva impegnare il Sindaco a richiedere all’Unione dei Comuni l’immediata riapertura del servizio ed una giusta soluzione del contenzioso lavoratori – sindacato.

Un’O.d.g. condivisibile, dato che alcuni degli operatori lasciati a casa hanno maturato i 36 mesi previsti dalla legge, passati i quali l’Azienda è obbligata ad assumere il lavoratore in questione.

Durante la discussione il Sindaco ha “estratto dal cilindro” QUESTO  documento, redatto giusto il giorno prima della seduta, dall’Azienda Speciale Servizi Bassa Reggiana, che presuppone un’apertura dell’Azienda stessa verso la riapertura del servizio Educativa Territoriale. Il giorno dopo, sui giornali, il presidente dell’Azienda esprime la volontà politica unanime di dare continuità al servizio ma annuncia che sarà necessario bandire un altro concorso.

Chi si dovrà sobbarcare i costi di un (inutile) eventuale nuovo bando, qualora l’Unione voglia andare in quella direzione, piuttosto che stabilizzare gli operatori esistenti, se non la comunità?

Alcuni operatori, come detto, avendo superato i 36 mesi di lavoro, difenderanno i loro diritti presso ogni sede; chi si sobbarcherà i costi del contenzioso tra il sindacato e l’Unione, se non i cittadini dell’Unione dei Comuni Bassa Reggiana?

Se i Sindaci dell’Unione e i dirigenti dell’Azienda hanno le mani legate dal patto di stabilità che non consentirebbe la stabilizzazione contrattuale degli operatori, qual’è la buona ragione per non prorogare il consueto contratto annuale e riprendere così immediatamente il servizio, che si basa soprattutto sulla continuità educativa, piuttosto che indirizzare le risorse verso un nuovo bando e nuove figure professionali?

Si preferisce rifare un bando di concorso piuttosto che seguire una logica di continuità educativa, fondamentale in un servizio del genere; e a rimetterci sono sempre i soggetti più deboli, in questo caso le famiglie e i minori assistiti, che dovranno ricominciare da zero un difficile percorso educativo, con tutte le difficoltà e le enormi problematiche che ciò comporta.

L’O.d.G. è stato votato favorevolmente da tutti i Consiglieri, tranne il gruppo “Guastalla Bene Comune”, nel quale da poco è confluita la consigliera De Lorenzi; Abbiamo chiesto al Sindaco di riferire nei prossimi Consigli Comunali gli sviluppi di questa squallida vicenda.

5 – 6) Passate all’unanimità la convenzione al punto 5 e il regolamento al punto 6, già discusso ampiamente in Commissione.

 

 

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