Home / Cultura / La scuola dei numeri primi
scuolagabanelli

La scuola dei numeri primi

Salvatore Cannavò: Quando il ministro Maria Grazia Carrozza ha annunciato lo stanziamento di 400 milioni per la scuola pubblica, ho ascoltato alla radio Girolamo De Michele che commentava la notizia citando una frase dell’afroamericano Jeriko One: “Stanno riordinando le sdraio sulla tolda del Titanic”. La scuola come il Titanic è un’immagine appropriata. Ogni intervento, spacciato per una svolta, rappresenta un nuovo lettino riordinato; ogni euro sbandierato alle masse, una sdraio rimessa a posto. Tutto intorno, però, la scuola brucia. Brucia come paglia nel fienile, senza possibilità di salvezza per la semplice ragione che a dargli fuoco sono gli stessi che pretendono di salvarla.

Il successo del referendum di Bologna, lo scorso maggio, in cui un comitato di cittadini, genitori, insegnanti, studiosi, hanno battuto tutti i poteri forti della città difendendo la scuola pubblica dall’ingerenze delle private. Quel referendum segna uno spartiacque, intenzionalmente dimenticato. Ha dimostrato, infatti, che nonostante la “restaurazione” che incombe da circa venti anni sul sistema formativa italiano, esiste ancora una dose di resistenza minima, incomprimibile, che cerca di salvare il salvabile.

La restaurazione è fatta di cifre, gli oltre 8 miliardi di tagli effettuati negli ultimi sette-otto anni, di numeri bislacchi, il caos intraducibile di graduatorie che si sovrappongono, di scelte spensierate, di concorsi pubblici che non si concludono.
La restaurazione è il metodo degli Invalsi, una “superficialità” che serve solo a sancire “la sacralità dei codici a barre” ed è anche una reiterazione dei codici narrativi, di spiegazione del mondo, che giorno dopo giorno impediscono alla scuola di diventare quello che dovrebbe essere: imprevedibile.
La restaurazione contiene un’evidente residuo ideologico. Cosa devono farsene i mercati imperanti e la legge gelida del profitto, di esseri pensanti e contraddittori con il lento fluire dell’esistente? Meglio una ripetizione automatica, una codificazione gerarchica che trova la propria sintesi maestosa nel grembiulino.

La realtà della crisi globale si traduce, invece, in un gigantesco “si salvi chi può”, in una ritirata strategica dei pubblici bilanci per salvare gli affari privati. In questa corsa a ritroso, la scuola è questione per “tecnici” e numeri primi, da far tornare costantemente sulla lavagna dei tagli lineari. La scuola del domani è risucchiata nel vortice asettico dei parmetri europei. Dai quali deriva, come materiale di risulta, la politica culturale di Stati sempre meno presenti e di una scuola ridotta a sala d’attesa.

I numeri rappresentano il motivo ricorrente di qualsiasi discorso pubblico: il numero delle immissioni in ruolo, quello degli insegnati di sostegno, il numero degli studenti che ne avrebbero diritto, il posto in graduatoria, i codici degli Invalsi, il voto ripristinato, il “rating” dell’istituto, la “quota 96”. E così via, in un profluvio di parametri, rapporti e codici a barre.

La scuola come idea, sistema sociale, sistema di relazioni, progetto educativo, politica culturale non esiste. Se fosse tutto questo, produrrebbe due conseguenze immediate, e atroci: preparare a una corsa verso l’abisso, il vero sbocco esistenziale delle società moderne; oppure, in alternativa a quell’orrore, indurre al cambiamento, alla trasformazione, alla fuga dalla stabilità, parola tanto cara al premier Letta. 

Articolo completo su: http://www.ilmegafonoquotidiano.it/news/la-scuola-dei-numeri-primi

 

Il Blog di Guastalla 5 Stelle è uno spazio aperto a vostra disposizione, è creato per confrontarsi direttamente. L'immediatezza della pubblicazione dei vostri commenti non permette filtri preventivi. L'utilità del Blog dipende dalla vostra collaborazione per questo motivo voi siete i reali ed unici responsabili del contenuto e delle sue sorti.

Avvertenze da leggere prima di intervenire sul blog di Guastalla 5 Stelle
Non sono consentiti:
- messaggi non inerenti al post
- messaggi privi di indirizzo email
- messaggi anonimi (cioè senza nome e cognome)
- messaggi pubblicitari
- messaggi con linguaggio offensivo
- messaggi che contengono turpiloquio
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisce una violazione delle leggi italiane (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Per rispondere ad un commento è necessario utilizzare la funzione "Rispondi al commento".

Comunque il proprietario del blog potrà in qualsiasi momento, a suo insindacabile giudizio, cancellare i messaggi.
In ogni caso il proprietario del blog NON potrà essere ritenuto responsabile per eventuali messaggi lesivi di diritti di terzi.