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Emilia Romagna, domani avverrà la consegna delle oltre 4000 firme raccolte dai No Triv Bassa reggiana

Oltre 4000 firme di cittadini contrari a estrazioni di idrocarburi e progetti di stoccaggio nel sottosuolo: con questo importante risultato, raccolto in soli due mesi, i rappresentanti dell’associazione Ambiente e Salute di Correggio e San Martino in Rio, che aderisce al coordinamento nazionale No Triv, si presenterà domani al consiglio regionale dell’Emilia Romagna. Le firme verranno consegnate proprio “a sostegno delle osservazioni presentate già a marzo alla Regione – fanno sapere dall’associazione – contro il permesso di ricerca depositato dalla società petrolifera Po Valley”. Nei giorni scorsi, poi, alcuni cittadini hanno depositato un’altra petizione, questa volta per chiedere che sia tutto il sottosuolo regionale a essere tutelato: la protesta, dunque, si estende dalla Bassa reggiana per arrivare a tutta l’Emilia Romagna.

fonte: Reggio on Line

CONFERENZA STAMPA

 

GIOVEDÌ 18 LUGLIO 2013

ORE 11.30
SALA D
REGIONE EMILIA-ROMAGNA
(VIALE ALDO MORO 50 – BOLOGNA)

“PERFORAZIONI E SISMA IN EMILIA-ROMAGNA: RISULTATI DEL DOSSIER SULLA COMMISSIONE INTERNAZIONALE PER LA VALUTAZIONE DELLE POSSIBILI RELAZIONI TRA ATTIVITÀ DI ESPLORAZIONE PER GLI IDROCARBURI E AUMENTO DI ATTIVITÀ SISMICA NELL’AREA COLPITA DAL TERREMOTO DELL’EMILIA-ROMAGNA, PRESENTAZIONE DEL PROGETTO DI LEGGE ‘ANTI-TRIVELLE’ E NUOVI DOCUMENTI SCIENTIFICI SULLE CORRELAZIONI CON IL SISMA”

Era il 7 luglio 2012 quando Errani mobilitò la super commissione internazionale, proponendola come la soluzione a tutti gli enigmi che ancora oggi avvolgono il sisma 2012. Da allora non si è saputo nulla, né sul criterio di selezione degli esperti, né sulle modalità con cui questi stiano istruendo i lavori di commissione. Intanto la protesta contro le trivelle, grazie al comitato “NOTRIV”, si allarga esponenzialmente in tutto il territorio regionale, da Parma fino a Ravenna passando per Forlì, Faenza, l’Appennino e tutte le zone della bassa terremotata. Perché la nostra regione sta diventando un groviera? Qual’è lo stato generale delle perforazioni? Quante? Dove? Ai cittadini conviene? Chi sono i decisori di questa fantomatica Commissione a cui la politica, con delibera n° 706/2013, ha delegato il futuro del nostro territorio e la sua sicurezza?

A queste domande, presentando documenti, dossier e dati, daranno risposta durante la conferenza stampa:

GIOVANNI FAVIA
CONSIGLIERE INDIPENDENTE REGIONE EMILIA-ROMAGNA

FRANCO ORTOLANI
(in videoconferenza)
ORDINARIO DI GEOLOGIA. UNIVERSITÀ FEDERICO II DI NAPOLI

ELISABETTA SALA
COORDINAMENTO NAZIONALE NO TRIV

Partecipano: Rossella Bersanetti e Sandra Zagni dei No Triv Cento, Max Bellodi del Comitato Terrambiente e sottosuolo Modena, Augusto Savioli e Libero Immovilli dell’ Associazione ambiente e salute Correggio e San Martino.

 

Vi ricordate il fenomeno della terra che ribolle a San Giovanni del Dosso?

All’epoca prelevai un campione di terreno nel Comune di Campagnola, anch’esso soggetto allo stesso fenomeno. E da qualche giorno sono arrivati  i risultati delle analisi effettuate dal dipartimento di chimica industriale dell’Università di Bologna.

Come pensavo, ho avuto conferma della presenza di tracce di idrocarburi. Ma c’è di più. A sorpresa c’è stato anche il ritrovamento di una quantità enormementesopra la norma di acido butirrico, su cui interpellerò Arpa.

La sua presenza nel terreno potrebbe essere dovuta a sversamenti abusivi da parte di industrie casearie che, invece di smaltirlo come rifiuto non assimilabile di derivazione industriale, lo riversano nel suolo.

( ne hanno parlato: Gazzetta di Modena )

FONTE: Giovanni Favia

 

2 commenti

  1. Il Comunicato dopo la conferenza stampa sulla presentazione del Progetto di Legge alle Camere.

    COMMISSIONE ICHESE. FAVIA: “COMPONENTI A LIBRO PAGA DEI PETROLIERI. ORMAI È UN’ARMA NELLE MANI DEL MISE. IN OLANDA SONO LE STESSE COMPAGNIE AD AMMETTERE LA RELAZIONE TRA LE LORO ATTIVITÀ ED I TERREMOTI”

    “Chiedo ad Errani di intervenire tempestivamente e correggere la composizione della Commissione ‘Ichese’ in cui troppi membri sono a libro paga delle compagnie petrolifere. Se questa richiesta non dovesse venire accettata, chiedo il blocco immediato della Commissione, per l’evidente conflitto d’interessi”. A voler vederci chiaro sulla Commissione internazionale istituita dal presidente della Giunta regionale Vasco Errani all’indomani del sisma, per valutare le possibili relazioni tra attività di esplorazione per gli idrocarburi e aumento di attività sismica nell’area colpita dal terremoto è il consigliere regionale indipendente Giovanni Favia che per primo sollevo’ la questione depositando in Consiglio la proposta d’istituzione di una “commissione regionale d’inchiesta”. Una commissione internazionale dalla composizione dubbia, come si può vedere dai curriculum dei sei componenti (leggi qui) nominati dal Capo della protezione civile Franco Gabrielli. “Selezione che sembra fatta più dal MISE che dalla protezione civile- spiega Favia- Abbiamo il dovere di capire su quali binari stia lavorando una commissione il cui verdetto cambierà le politiche pubbliche del nostro paese. Dovrebbe concentrarsi sulla zona del sisma, essendo la correlazione tra sfruttamento del sottosuolo e attività sismica già accertata a livello internazionale: in paesi più seri, come l’Olanda, le compagnie petrolifere hanno ammesso nero su bianco che la loro attività aveva provocato terremoti impegnandosi inoltre al risarcimento dei danni subiti dai cittadini”. Favia ha anche depositato un progetto di legge alle Camere per una moratoria sulle attività di ricerca e coltivazione di idrocarburi come prevenzione al fenomeno della subsidenza e ha richiesto la convocazione di Peter Styles, presidente della Commissione “Ichese” in audizione regionale.
    Ad intervenire in video conferenza anche Franco Ortolani, ordinario di geologia dell’università di Napoli Federico II, che ha affrontato il tema della sismicità indotta. In molte parti del mondo- spiega- è stato verificato che iniezioni di fluidi producono sismicità. In Italia il sottosuolo è tettonicamente instabile e non si dovrebbero creare ulteriori situazioni di squilibrio”.
    Intanto le proteste contro le trivellazioni continuano ad espandersi a macchia d’olio su tutta la Regione e questa mattina l’Associazione Ambiente e salute di Correggio e San Martino, che aderisce al coordinamento NoTriv nazionale, ha raccolto e consegnato al Consigliere regionale oltre 4mila firme contro il progetto di ricerca di idrocarburi denominato “Cadelbosco di Sopra” e depositato dalla società australiana Po Valley Operations Pty Ltd “intenzionata a trivellare tre pozzi nel reggiano e fare prove di stoccaggio in un sito che lo stesso Ministero aveva già dichiarato non idoneo”, fa sapere Elisabetta Sala del coordinamento nazionale NoTriv. “Non capiamo come la Regione possa far passare una cosa del genere- continua- Ci stiamo facendo devastare il paesaggio e mettere a rischio vite per favorire le lobby dei petrolieri, chiediamo quindi che la Regione inizi a bocciare qualche istanza di permesso di ricerca, come ha fatto la Puglia, e tuteli di più i cittadini, sempre allo scuro di quello che hanno sotto i piedi”.
    Numeri alla mano, si parla infatti in Emilia-Romagna di 12 istanze di permesso, 36 permessi già autorizzati e 37 concessioni di coltivazioni di idrocarburi oltre a quelli off-shore che non sono stati conteggiati. La questione coinvolge gran parte della Regione tanto che alla conferenza erano presenti anche comitati di cittadini che aderiscono al coordinamento nazionale No Triv di Cento e Ferrara.

  2. Bisogna proteggere dagli interessi di potere e denaro la terra in cui viviamo!
    Basta trivellazioni dannose anche per la salute!

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