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Accorpamento Province: Reggio con Modena

Dal 1° gennaio prossimo le giunte delle province italiane saranno soppresse e il Presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 Consiglieri provinciali. Il numero delle province delle Regioni a statuto ordinario si ridurrà da 86 a 51

«Dal 1° gennaio prossimo le giunte delle province italiane saranno soppresse e il Presidente potrà delegare l’esercizio di funzioni a non più di 3 Consiglieri provinciali. Il numero delle province delle Regioni a statuto ordinario si ridurrà da n.86 a n.51 (ivi comprese le città metropolitane)». Lo si legge nella nota diffusa da palazzo Chigi al termine della seconda fase del Consiglio dei ministri.

«Il riordino delle province – prosegue la nota – è stata l’occasione che ha spinto numerosi Comuni a chiedere lo spostamento in un’altra provincia, confinante con quella di appartenenza, per ragioni di maggiore affinità territoriale e socio-economica. Sempre dal primo gennaio 2014 diventeranno operative le città metropolitane, che sostituiscono le province nei maggiori poli urbani del Paese realizzando, finalmente, il disegno riformatore voluto fin dal 1990, successivamente fatto proprio dal testo costituzionale e, tuttavia, finora incompiuto».

Reggio con Modena, ma il nome verrà deciso in un secondo tempo. Perugia e Terni in Umbria, così come Modena e Reggio in Emilia Romagna o Pisa e Livorno in Toscana saranno dunque un’unica provincia a partire dal 2014. E così Latina e Frosinone nel Lazio, Asti e Alessandria in Piemonte o Benevento e Avellino in Campania. La nuova mappa delle Province italiane ridisegnata dal decreto del governo cancella oltre trenta amministrazioni e accorpa realtà territoriali che dovranno mettersi insieme a partire dall’anno prossimo. La Regione che perde più Province è la Toscana che ne perde sei, mentre a Basilicata, Molise e Umbria resteranno Regioni ’monoprovincià. La Lombardia passa da 12 a 7, la Calabria torna a 3, l’Emilia perde 4 province, il Piemonte 3. Resteranno 3 province nel Lazio, due in Abruzzo.

Questa nel dettaglio la nuova mappa delle province italiane ridisegnata dal decreto approvato dal governo.PIEMONTE: Torino, Cuneo, Asti-Alessandria, Novara-Verbano-Cusio-Ossola, Biella-Vercelli; LIGURIA: Imperia-Savona, Genova, La Spezia; LOMBARDIA: Milano-Monza-Brianza, Brescia, Mantova-Cremona-Lodi, Varese-Como-Lecco, Sondrio, Bergamo, Pavia; VENETO: Verona-Rovigo, Vicenza, Padova-Treviso, Belluno, Venezia; EMILIA-ROMAGNA: Piacenza-Parma; Reggio Emilia-Modena, Bologna, Ferrara, Ravenna-Forlì-Cesena-Rimini; TOSCANA: Firenze-Pistoia-Prato, Arezzo, Siena-Grosseto, Massa Carrara-Lucca-Pisa-Livorno. MARCHE: Ancona, Pesaro-Urbino, Macerata-Fermo-Ascoli Piceno. UMBRIA: Perugia-Terni. LAZIO: Roma, Viterbo-Rieti, Latina-Frosinone. ABRUZZO: L’Aquila-Teramo, Pescara-Chieti. MOLISE: Campobasso-Isernia. CAMPANIA: Napoli, Caserta, Benevento-Avellino, Salerno. PUGLIA: Bari, Foggia-Andria-Barletta-Trani, Taranto-Brindisi, Lecce. BASILICATA: Potenza-Matera. CALABRIA: Cosenza, Crotone-Catanzaro-Vibo Valentia, Reggio Calabria.

Le Regioni a statuto speciale non sono al momento state toccate dalla riforma, visto che ci sono sei mesi di tempo per intervenire.

fonte: Gazzetta di Reggio 

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