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Sicilia, 28 ottobre. Cambiare la Sicilia per cambiare l’Italia

Ci siamo.

Ormai mancano pochi giorni alla data delle elezioni. Cittadini, attivisti e candidati si sono spesi e impegnati in una campagna elettorale faticosa ma emozionante.

E ora, che solo qualche giorno ci separa dal 28 ottobre, ci vogliamo chiedere, perché?

Perché abbiamo fatto e continuiamo a fare tutto questo?

Ci sono tante risposte a questa domanda, ma qualcuna ci sembra più significativa delle altre.

Noi lo facciamo per non essere più costretti a fuggire via da questa terra. Lo facciamo per poter tornare a vivere in Sicilia. Perché amiamo la nostra stupenda ma maledetta regione.

Noi lo facciamo perché siamo fermamente convinti che la Sicilia abbia bisogno di una ventata di purezza che bonifichi la regione da quel malaffare e da quel clientelismo che da troppi anni ormai regna sovrano.

 Ma adesso, siciliani, tocca a voi.

Il 28 ottobre è giunto il momento che vi ribelliate pacificamente con un semplice segno della croce in quella cabina elettorale.

Il 28 ottobre noi abbiamo un’occasione unica: mandare finalmente a casa questa classe politica e portare una ventata di novità e competenza all’interno dell’Ars per dare una svolta decisiva alla nostra Sicilia.

Non accontentiamoci di qualche misero vantaggio di breve durata. Non regaliamo il nostro voto per amicizia. E’ necessario fare ciò, e se non lo vogliamo fare per noi trentenni, quarantenni, cinquantenni, e così via dicendo, facciamolo per i nostri figli. Per le generazioni future.

Le varie tappe di Beppe Grillo hanno, se ce ne fosse stato ancora il bisogno, confermato la grandissima partecipazione popolare che c’è dietro il MoVimento 5 Stelle. Hanno inoltre confermato che i siciliani sono affamati di cambiamento e novità. Che i siciliani sono stanchi. Non a caso i sondaggi ci attribuiscono percentuali stratosferiche. Ma non importa. Ciò che invece importa è chiedersi quante volte abbiamo sognato di poter cambiare qualcosa. Io tante!

Bene, noi oggi abbiamo la possibilità di cambiare il corso della storia, dipende solo da noi. E’ per questo che dobbiamo essere liberi e tenere bene in mente che nessuno potrà imporci di fare quello che non vogliamo. In tutto questo dobbiamo essere coscienti del fatto che una delle differenze fondamentali tra il MoVimento e i partiti, è che non è importante quale candidato in particolare del 5 Stelle verrà eletto. E non è importante perché ognuno vale uno, e ognuno non farà che rappresentare la base. Cioè, non farà altro che rappresentare i cittadini, rimettendo, ogni sei mesi, nelle mani di questi ultimi, il proprio mandato.

 Per cui, per una volta, noi siciliani abbiamo la possibilità di essere precursori del cambiamento.

Tutti infatti ricordiamo che la Sicilia è la terra del predominio della Democrazia Cristiana. E’ la terra dei 61 seggi a 0. Ma oggi la Sicilia può essere la terra dalla quale far ripartire il nostro futuro.

Ed è per questo che mi rattristo quando molti amici, molti elettori, mi confidano di non avere intenzione di votare. Un po’ per sfiducia, un po’ per protesta. Ma non è questa la strada da seguire cari amici. Oggi la strada da seguire è quella di impegnarsi per portare i cittadini dentro l’Ars.

E’ necessario riuscire a incanalare la nostra rabbia per rendere concreto il cambiamento di cui abbiamo bisogno.

Noi porteremo in Regione tanta competenza e un po’ di normalità.

Infatti, forse in queste settimane faticose, dure, emozionanti, qualcosa ci è sfuggito. Forse ci è sfuggito di dire, che accanto al cambiamento radicale di cui la nostra Sicilia ha bisogno, vi è la necessità di un pizzico di normalità. Normalità intesa come realtà. C’è bisogno di qualcuno che conosca la realtà in cui i cittadini sono costretti a vivere ogni giorno. C’è bisogno di qualcuno che abbia cognizione di quali siano i problemi e i disservizi con cui dobbiamo confrontarci. C’è bisogno di qualcuno che non sia distaccato dalla quotidianità nella quale e con la quale ogni mattina ci troviamo a combattere.

Questo è un punto fondamentale anche per spiegare l’attuale sfascio socio-economico della Regione e le disuguaglianze tra establishment politico/economico e cittadinanza. Ormai infatti c’è una spaccatura tra elettori ed eletti, e quindi, ci chiediamo se una classe politica totalmente distaccata e alienata dalla realtà quotidiana, con i suoi super stipendi, con i suoi privilegi, sia in grado di comprendere e risolvere i problemi della gente.

Perché di questo si tratta.

Politica, per buona parte vuol dire risolvere la dimensione pubblica dei problemi delle persone. Significa comprendere e tentare di eliminare le difficoltà in cui sono costretti a vivere i cittadini. E noi vogliamo che in Sicilia si torni a fare politica. Buona politica.

All’interno del MoVimento ci sono persone di destra, di sinistra, cittadini sfiduciati e cittadini vogliosi di contribuire nel proprio piccolo al cambiamento. Ed è proprio in ciò che sta la differenza con le tradizionali forme partitiche. Noi cittadini, noi disoccupati, noi precari, noi studenti, noi laureati, noi commercianti, noi operai, conosciamo profondamente la realtà in cui oggi i siciliani, gli italiani, sono costretti a vivere, e la conosciamo bene perché è da quella realtà che veniamo.

 Per cui, tornando alla domanda iniziale, e cioè, perché? Vogliamo affermare con forza che ci stiamo impegnando in questo progetto, per ridare dignità a quella parola che troppe volte oggi viene considerata sinonimo di inefficienza e di malaffare. Noi vogliamo ridare credibilità alla politica facendo politica. Ma facendola in un modo nuovo, diverso.

Vogliamo che tutti partecipino alla vita pubblica, ed è per questo che abbiamo deciso di mettere a servizio della collettività le nostre competenze. Come è solito dire il nostro portavoce Giancarlo Cancelleri, “noi vogliamo amministrare la Regione con il buon senso del padre di famiglia. E quando vi diranno che siamo inesperti, dite che falliscono comuni e regioni, falliscono stati, ma non è mai fallita una famiglia”.

 Noi lo facciamo e lo continueremo a fare per dar vita a un nuovo miracolo italiano.

 Un miracolo, che il 28 ottobre inizia dalla Sicilia.

http://www.sicilia5stelle.it/

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