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Val d’Enza, perforazioni a pochi km dal sisma

Ripartono le operazioni di ricerca metano e idrocarburi nelle terre dell’Emilia. A due mesi dal terremoto che ha sconvolto la popolazione e nel pieno delle polemiche che vedono nell’occhio del ciclone le attività di fracking (lo sfruttamento della pressione di un fluido, in genere acqua, per creare e poi propagare una frattura in uno strato roccioso, n.d.r.) i tecnici si rimettono al lavoro. Le ipotesi, mai verificate, spaventano però abitanti e amministrazioni comunali, che chiedono maggiore chiarezza.

Paletti rossi e bianchi hanno ricoperto negli ultimi giorni la zona della Val d’Enza, per indicare il percorso lungo il quale verranno effettuate le indagini del terreno. I lavori, in corso durante tutta la settimana, partono dall’area parmense e approderanno in seguito nel reggiano. A effettuare tale operazione la società Edison S.p.A. che ha appaltato Geotec e che intende operare nelle zone di San Polo d’Enza, Quattro Castella, Montecchio e Traversetolo.

Le operazioni d’ispezione, denominate “Torrente Parma”, sono autorizzate dal Ministero dello Sviluppo Economico e sono costituite da tre fasi: la prima, quella di ricerca di autorizzazioni e permessi cominciata nel 2006 e che ha autorizzato la società Edison S.p.A. sulla base di linee ipotetiche di intervento; la seconda ha riguardato invece il rilievo topografico del sito e quindi delle aree dove si effettueranno gli interventi con avviso dei privati sul territorio; infine l’ultima fase partita proprio in questi giorni e che prevede il sondaggio e la ricostruzione dell’assetto geologico-strutturale dei territori alla ricerca di idrocarburi. Si tratta, come spiegato dagli amministratori del comune di Traversetolo, di piccole perforazioni nel terreno di circa 10 cm di diametro alla profondità massima di 30 metri, effettuate lungo allineamenti prestabiliti: in un secondo momento verranno poste delle piccole cariche di dinamite sul fondo di questi pozzetti, che fatte brillare, permetteranno di registrare il campo d’onda derivato. L’operazione sembrerebbe non paragonabile al “fracking”, tecnica che permette l’estrazione di gas e petrolio sfruttando la pressione di fluidi inseriti in pozzi.

Per ulteriori informazioni vi consigliamo di leggere gli approfondimenti pubblicati dal Gruppo Val D’Enza
Inoltre, sui mari italiani incombe la minaccia di 70 nuove piattaforme petrolifere: 30.000 km2 di mare, una superficie più grande della Sardegna, ipotecati dal rischio di nuove estrazioni di petrolio. In gioco vi sono quantità risibili di petrolio sottomarino che consumeremmo in 7 settimane. Legambiente presenta il dossier ‘Trivella selvaggia’: “Il ministro Passera è un pirata del mare per aver riaperto tutti i procedimenti autorizzatori per la prospezione, ricerca ed estrazione petrolifera bloccati due anni fa”.Tratto da: “Trivella selvaggia”: 70 nuove piattaforme minacciano i nostri mari | Informare per Resistere http://www.informarexresistere.fr/2012/08/01/trivella-selvaggia-70-nuove-piattaforme-minacciano-i-nostri-mari/#ixzz22Iux5ITy

2 commenti

  1. Movimento Ambientalista BAT

    La dicitura “Ripartono le operazioni di ricerca metano e idrocarburi nelle terre dell’Emilia” non è completa, in quanto oltre alle attività di ricerca gas e petrolio in Emilia non sono mai cessati i lavori di estrazione di idrocarburi in tutto il territorio della regione.

    Lo dimostra la mappa “PRODUZIONE NAZIONALE DI IDROCARBURI aNNO 2012” sul sito del Ministero dello Sviluppo Economico.

    Anzi, la produzione di Gas Naturale in Emilia a maggio e giugno 2012 è aumentata rispetto ai mesi di febbraio, marzo e aprile.

    Questo e avvenuto con il silenzio assenso delle Istituzioni che hanno permesso alle Compagnie petrolifere di continuare ad estrarre idrocarburi invece di bloccare tutto per cercare di capire cosa stava accadendo)!

    http://unmig.sviluppoeconomico.gov.it/unmig/produzione/produzione.pdf

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