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Inceneritore: M5S Parma auspica intervento della magistratura

“Il Movimento 5 Stelle di Parma interviene sulla questione delle tariffe dei rifiuti, a seguito della pubblicazione sul quotidiano online Parmadaily del ricorso al Tar effettuato dalla multiutility Iren.
Dal documento si evince che l’azienda avrà un utile netto pari al 30,6% per ogni tonnellata di rifiuti conferita nel forno inceneritore. Il Movimento 5 stelle auspica, a fronte di questi dati, l’intervento della magistratura.

E’ dei giorni scorsi infatti la pubblicazione di parte del Piano Economico e Finanziario dell’inceneritore di Ugozzolo, dal quale emergono questi guadagni. Nel ricorso al Tar depositato il 25 luglio 2012 contro il Comune di Parma. Iren chiede un risarcimento economico pari a 27.808.169 euro per lo stop del cantiere dell’inceneritore conseguente all’ordinanza di luglio 2011. Iren ha quantificato come guadagno derivante da ogni tonnellata di rifiuti conferiti nell’inceneritore 51,36 euro, una cifra stratosferica. Calcolando che Iren applicherà un costo pari a 168 euro/ton. (una delle tariffe di smaltimento più elevate d’Italia) la società ha messo nero su bianco la sua intenzione di guadagnare – ma il termine potrebbe essere tranquillamente un altro – sulle tasche dei cittadini di Parma, per lo smaltimento rifiuti, il 30,6% della tariffa applicata.

Non bastava quindi il danno di un inceneritore inquinante, ai cittadini si intende applicare una delle tariffe più esose del Paese, esattamente il contrario di quanto detto da Pd e dalpresidente Bernazzoli. A questo si aggiunge la beffa di una Spa con capitale in maggioranza pubblico che vuole ricavare un utile dieci volte superiore alla media, pescando soldi nelle tasche dei cittadini di Parma. Nessuno sapeva? Veramente i responsabili che approvavano i progetti e dettavano le linee politiche sullo smaltimento dei rifiuti dal 2006 ad oggi, non si sono accorti di nulla? I consiglieri di minoranza che all’epoca avevano incarichi di governo della città: come mai hanno taciuto? Perché abbiamo dovuto aspettare fino ad oggi per venire a conoscenza dei contorni di questa vicenda? E’ normale che una Spa con capitale pubblico, sfruttando un appalto avuto senza nessuna gara ad evidenza pubblica, possa avere questo tipo di ritorno economico?

Il Movimento 5 Stelle di Parma auspica con forza l’intervento della Magistratura affinché possa chiarire una volta per tutte se un simile ritorno economico, a totale discapito dei cittadini di Parma, sia legale o meno.” MoVimento 5 Stelle Parma

 

Un commento

  1. La Procura di Parma lo scorso 30 luglio ha chiesto il sequestro preventivo del cantiere dell’inceneritore di Ugozzolo. La richiesta è stata inoltrata dal pm Roberta Licci, la decisione spetta al giudice per le indagini preliminari Maria Cristina Sarli. I reati ipotizzati a carico degli indagati, di cui non si conosce ancora il numero preciso, sono abuso edilizio e abuso d’ufficio. Nel mirino vertici della multiutility Iren, che ha in carico i lavori, e dirigenti di Comune e Provincia. Massimo riserbo sui nomi da parte del procuratore Gerardo Laguardia: “Siamo in attesa della decisione del giudice – il suo unico commento – questo è l’ultimo atto della dottoressa Licci prima di lasciare la nostra Procura”.

    Abuso edilizio, quindi, perché il cantiere sarebbe stato avviato in mancanza della concessione edilizia del Comune, al quale non sarebbero stati pagati gli oneri di urbanizzazione. La questione è stata al centro di un duro braccio di ferro tra dell’Amministrazione Vignali e Iren. Il cantiere è rimasto bloccato per mesi, finché il Tar non ha messo la parola fine alla querelle dando ragione alla multiutility, che ora ha chiesto un risarcimento danni di 28 milioni di euro per il periodo di inattività.

    Poi, abuso d’ufficio. Il reato sarebbe ipotizzato perché l’assegnazione dell’appalto è avvenuta senza indire una gara pubblica. Laconico il commento degli addetti stampa Iren: “Abbiamo piena fiducia nell’operato della magistratura”. Un concetto ribadito anche dal sindaco Federico Pizzarotti: “Noi rispettiamo le fasi esecutive della giustizia che sono sacrosante, aspettiamo la decisione del giudice con serenità, senza esultanze o proclami. Tuttavia le irregolarità al centro dell’indagine, come l’abuso edilizio, le abbiamo sempre denunciate”.

    L’assessore all’Ambiente Folli non nasconde una certa soddisfazione: “Di certo non si può parlare di notizia inattesa, era quasi agognata. La Procura era al lavoro da tanto tempo, mi aspettavo che prima o poi saltasse fuori qualcosa. Adesso è presto per fare commenti, non è ancora dato di sapere molto. E’ un bel momento per fare chiarezza su una vicenda che ha molte ombre”.

    Prudente, invece, il commento del presidente della Provincia Vincenzo Bernazzoli del Pd, che anche da candidato sindaco ha sempre appoggiato il progetto dell’inceneritore: “Non ritengo, allo stato, di formulare commenti nel dettaglio – ha comunicato tramite una nota – onde non interferire con le valutazioni che dovrà fare la competente autorità giudiziaria, il cui operato deve comunque essere rispettato da ogni istituzione ovvero, se del caso, contestato solo nelle sedi proprie. Allo stato ritengo comunque che gli uffici della Provincia, per quanto di propria competenza, abbiano agito nel rispetto della legge, come peraltro confermato da due successive sentenze del TAR di Parma”.

    Iren contava di attivare l’inceneritore entro la fine del 2012. Ora, anche la magistratura entra a gamba tesa nella questione che più infiamma poteri e cittadini.

    (31 agosto 2012)- Repubblica –

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