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Morti bianche, due vittime in 24 ore. Nel 2012 Emilia Romagna maglia nera

Assieme alla Lombardia è all’ultimo posto in classifica con 40 lavoratori deceduti nei primi sei mesi di quest’anno su un totale di 335 caduti sul lavoro nell’Italia intera. Tra ieri e oggi i casi di Cesena e Luzzara

L’ultima vittima è un operaio rumeno di 45 anni. Si chiamava Danut Mihali, lavorava alla Deca, azienda di Cesena che vende graniti, rimasto intrappolato da due lastre di marmo. L’incidente è avvenuto intorno alle 7.30 di questa mattina. Il 118, intervenuto anche con l’auto medicalizzata, non ha potuto fare altro che  constatarne il decesso, provocato da trauma da schiacciamento. Il giorno prima alla Bcs di Luzzara, in provincia di Reggio Emilia, Mauro Antreoli, impiegato per conto di una ditta di Pavia, era morto cadendo dal tetto del capannone, con un volo di oltre 10 metri. I loro due nomi vanno così ad allungare la lista nera dei caduti sul lavoro dall’inizio dell’anno in Emilia Romagna, che ad oggi conta 40 persone.

Secondo i dati forniti dall’Osservatorio indipendente di Bologna, infatti, sono 335 i caduti sui luoghi di lavoro nel 2012, in Italia. Numero che lievita a 600 se si tengono in considerazione i lavoratori deceduti in itinere o sulla strada. In questo quadro, l’Emilia Romagna non è tra le regioni virtuose. Con le sue 40 morti bianche, di cui 18 deceduti sotto le macerie dei capannoni industriali del terremoto del 20 e 29 maggio, è seconda solo alla Lombardia, dove dal 1 gennaio a oggi sono rimaste vittime 41 persone. Più in giù nella classifica troviamo la Toscana, dove si sono registrati 26 morti (34 con i morti in mare sulla Costa Concordia affondata sulle coste dell’isola del Giglio) , seguita dal Piemonte (29 vittime), dalla Campania con 26 lavoratori, dalla Calabria (16), e dal Veneto con 20 morti.

Esclusi dal conteggio tutti quegli operai, impiegati, autisti e camionisti, che ogni giorno perdono la vita sulla strada per il luogo di lavoro.  “Purtroppo  –  si legge in una nota dell’Osservatorio di Bologna – è impossibile sapere quanti sono i lavoratori pendolari sud-centro nord, centro-nord sud, soprattutto edili meridionali che muoiono sulle strade percorrendo diverse centinaia di km nel tragitto casa-lavoro, lavoro-casa. Queste vittime sfuggono anche alle nostre rilevazioni, come del resto sfuggono tanti altri lavoratori, soprattutto in nero o in grigio che muoiono sulle strade e non solo. Tutte queste morti sono genericamente classificate come morti per incidenti stradali”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

 

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