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Bambini di strada indiani creano un efficiente modello di banca sostenibile

Una banca autogestita per bambini di strada. Mohammad Shah ha solo 12 anni ma per sopravvivere è costretto a lavorare e a vendere bottiglie di acqua. È uno dei tanti bambini indiani che ha dovuto rimboccarsi le mani per vivere, nonostante il lavoro minorile sia ufficialmente illegale nel Paese. Ora finalmente ha un posto sicuro dove mettere i soldi che guadagna, una banca per bambini di strada, nata dal programma  Butterflies del The Children’s Development Khazana, che aiuta i minori che lavorano e insegna loro a risparmiare.

La prima volta ho preso in prestito 500 rupie per comprare la divisa della scuola e altre cose, la seconda volta perché mia madre era malata. Ho preso 1000 rupie per i suoi controlli. La terza volta ho preso i soldi in prestito peraiutare mio padre aprire un negozio“, ha raccontato Mohammad al Russia Today questo ragazzino, giovane e ambizioso, che spera la banca possa aiutarlo a investire nella sua istruzione, per poter raggiungere il suo sogno di diventare un poliziotto.

Come Mohammed, circa altri 9.000  bambini e adolescenti ripongono la loro fiducia nella banca dei bambini e depositano i soldi  guadagnati duramente nelle 77 filiali della banca per bambini, dirette e gestite dagli stessi bambini di strada e sparse in tutto il Sud-est asiatico, nella speranza di un futuro più luminoso.

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Queste strutture offrono, insomma, un luogo sicuro per riporre le piccole quantità che guadagnano, ottenendone un interesse, e per ottenere prestiti. Inoltre, sono proprio questi giovani e infaticabili correntisti, che imparano così come risparmiare, a valutare le domande dei prestiti e a stabilire chi può ottenere il denaro e quanto velocemente deve restituirlo.

Sono intelligente, ma da solo non posso avviare un’impresa. Per questo risparmio tutti i giorni, sperando di iniziare un giorno qualcosa di mio. Il più presto possibile“, racconta Ram Singh, 17 anni, che guadagna solo un dollaro al giorno servendo tè, ma ogni sera, ne deposita quasi la metà in banca, dove un rifugio offre ai bambini pasti caldi, materassini per dormire e corsi da seguire. “Questi bimbi lavorano in negozi come venditori ambulanti o facchini, ma non hanno mai avuto un luogo sicuro per tenere i loro soldi. Per questo sono stati sempreimbrogliati o derubati“, spiega Sharon Jacob, che lavora al programma Butterflies. A tutti questi bambini, determinati e infaticabili, non si può che augurare, allora, di volare lontano come farfalle verso un futuro migliore.

Roberta Ragni – greenme.it

 

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