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Treni Regionali: ZERO obbiettivi raggiunti

I dati ufficiali parlano chiaro. Il sistema trasportistico della regione Emilia Romagna su rotaia non funziona a dovere. Partiamo proprio dai numeri.

I DATI

TRENI SOPPRESSI

914 treni soppressi nell’anno 2011 per la tratta Bologna – Vignola (162 treni soppressi nel solo settembre 2011)
785 treni soppressi nell’anno 2011 per la tratta Ferrara – Codigoro
249 treni soppressi nell’anno 2011 per la tratta Sassuolo – Modena
4.437 treni soppressi in totale nel 2011, pari al 5,4% dei treni programmati, per 3.983 treni la soppressione è stata totale, mentre per i rimanenti 454 parziale, cioè il treno è arrivato comunque a destinazione.
Confrontando i dati del 2011 con quelli del 2010 (Rapporto 2010 sulla Mobilità – Regione E-R), anno caratterizzato dalla soppressione sulle stesse linee del 3,6% dei treni (3.220 treni su 90.134 programmati), risulta evidente che l’anno 2011 ha segnato un ulteriore peggioramento della qualità del servizio ferroviario regionale: 1217 treni soppressi in più (+38% rispetto al 2010, anno caratterizzato inoltre da una maggiore offerta rispetto al 2011), si consolida così un trend negativo che perdura da anni; nel 2009, infatti, i treni soppressi furono il 3,4% di quelli programmati;

PUNTUALITA’
Anche sul versante della puntualità i risultati raggiunti non sono soddisfacenti.

77.971 treni totali nel 2011
70.417 treni “puntuali” (con un ritardo inferiore ai 5 minuti, come previsto dal contratto di servizio)
90,3% percentuale di puntualità. Il contratto prevede che sia del 96,1%.
79,5% percentuale di puntualità nella tratta Suzzara-Ferrara, la peggiore.
91,4% percentuale di puntualità nella tratta Reggio Emilia-Sassuolo
93,8% percentuale di puntualità nella tratta Bologna – Vignola
95,5% percentuale di puntualità nella tratta Bologna – Portomaggiore, la migliore, ma sempre sotto il 96,1% imposto dal contratto.

Meno del 90% per le tratte Parma – Suzzara, Ferrara – Codigoro e Reggio Emilia – Guastalla.
E questi dati si inseriscono in un contesto dove ci sono dei dubbi sull’efficiente funzionamento delle già scarse risorse.
La Regione Emilia-Romagna non può permettersi di formare personale, e poi non utilizzarlo. E’ scandaloso quello che ci hanno segnalato parecchie persone. Ci hanno avvisato di uno strano processo formativo nei confronti di alcune decine di giovani. Per questo abbiamo deciso di presentare un’interrogazione dettagliata: vogliamo vederci chiaro. Si tratterebbe di uno spreco di denaro pubblico e di risorse davvero inspiegabile. Trenta giovani sono stati assunti e formati per sei mesi presso le strutture di FER, che poi li avrebbe “girati” a Oceanogate, una società privata di cui FER (TPER, ora) è socia di maggioranza, e che si occupa principalmente di movimentazione delle merci. Ma la situazione delle controllate pare sia piuttosto confusa: alla MAFER i sindacati denunciano uno stato di ‘caos aziendale’: lo scorso 16 maggio i sindacati avevano consegnato una bozza di accordo su va rie questioni che toccavano i lavoratori, ma nel successivo incontro del 26 maggio ‘la delegazione aziendale si è presentata senza un documento, una controproposta, niente di niente’, emblematico del ‘caos aziendale’, secondo i sindacati, il fatto che ‘un’azienda come la FER non abbia un elenco aggiornato del proprio personale’. Sicuramente non aiuta la totale mancanza di trasparenza sull’apparato, il personale, la dirigenza e gli atti della TPER: sia nel sito vecchio che in quello nuovo non c’è traccia di quella limpidezza che dovrebbe contraddistinguere le società pubbliche. Lo avevamo detto già prima della fusione che il nuovo soggetto TPER avrebbe ‘allontanato’ l’azienda dal suo carattere di trasporto pubblico LOCALE. Riceviamo segnalazioni anche di problemi nella turnazione del personale, applicata senza alcun accordo sindacale; e degli orari di lavoro con riduzione dei tempi di riposo e aumento delle ore lavorate e difficoltà, anche, nella gestione dei turni di notte e dei tempi di recupero con problemi per il rispetto degli standard di sicurezza e per una differenza nella retribuzione degli assunti delle società controllate, che non ricevono premi di produzione. Sono spie di un malessere ben più ampio, che si riverbera sui disastrosi dati di RITARDI e CANCELLAZIONI: quali misure intende adottare la regione per adeguare il servizio agli standard imposti dal contratto? Perché i pendolari devono continuare a subire questo trattamento? Cos’hanno fatto di male? Intanto, per evitare di perdere la produttività nelle tratte e nelle attese, TPER potrebbe fornire il servizio wi-fi internet. Lo chiediamo a parte con un’apposita risoluzione.

Movimento 5 Stelle Emilia Romagna

 

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