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Novellara: “Bennet” il centro commerciale che nessuno vuole

I sindaci dell’Unione Comuni Pianura Reggiana (Campagnola Emilia, Correggio, Fabbrico, Rio Saliceto, Rolo, San Martino in Rio), insieme al sindaco del Comune di Reggiolo, hanno scritto una lettera indirizzata al Comune di Novellara inerente l’apertura di un nuovo centro commerciale nel paese della Bassa reggiana.
Secondo i primi cittadini, la struttura, che giungerà nel suo complesso ad una superficie di vendita di 7.700 mq, arriverà a contrarre la possibilità di nuovi insediamenti commerciali alimentari nell’intera area ricompresa, fino al 2018. “Non solo questo immenso complesso si collocherà al di fuori dal centro urbano di Novellara, con conseguenze per la rete cittadina del commercio tradizionale, ma sorgerà ‘pericolosamente’ vicino ai confini del territorio del Comune di Campagnola Emilia e, come bacino di utenza, comporterà l’attrazione (stimabile in oltre l’80%) della popolazione dai Comuni di Fabbrico, Rolo, Rio Saliceto, S. Martino in Rio, Correggio, Reggiolo” si legge nel testo della missiva.
Preoccupazioni espresse anche da Cna Commercio di Reggio. La presidente Annarella Ferretti ritiene, infatti, che “il taglio del nastro del nuovo gigante della grande distribuzione avrà effetti fortemente negativi non solo sul commercio del comune di Novellara, ma anche sugli esercizi dei comuni circostanti”. Nella diatriba si fanno sentire anche le voci di Cgil e Filcams, categoria che rappresenta i lavoratori del commercio e del terziario, della provincia di Reggio. I sindacati “condividono le perplessità espresse dai sindaci dell’Unione dei Comuni Pianura Reggiana”. “La crisi economica, la consapevolezza della irreversibilità della cementificazione del territorio, ormai inteso come “bene comune non rinnovabile”, l’affermarsi di nuovi modelli di consumo più sostenibili, delle filiere corte per ridurre la mobilità delle merci e delle persone e contrastare l’omologazione globale, sono tutti elementi che dovrebbero prevalere sui calcoli di corto respiro che aumentano provvisoriamente il gettito dei tributi locali grazie ai nuovi insediamenti – scrivono i sindacati – Non vale nemmeno la considerazione sui nuovi posti di lavoro che si creano, perché l’esperienza ha ormai dimostrato che si tratta in gran parte di lavoro precario, poco qualificato, mal retribuito, che comunque non si aggiunge ma si sostituisce a quello delle attività commerciali tradizionali a cui va a fare concorrenza”. 
“Ci stupisce che analoga preoccupazione non sia già stata manifestata dai sindaci della parte occidentale della bassa, quelli riuniti nella Unione Comuni Bassa reggiana. Negli ultimi anni lungo le rive del Po sono stati inaugurati diversi nuovi spazi commerciali medio-grandi. Quasi ogni Comune ha autorizzato il proprio, senza valutare in modo approfondito la reale potenzialità del bacino di consumatori di quell’area, le dinamiche demografiche e socio-economiche della crisi, proprio mentre in Europa si sta abbandonando il modello delle grandi superfici commerciali per andare verso le reti diffuse e la specializzazione – prosegue la Cgil – Attenzione perché questa corsa a saturare tutti gli spazi di offerta disponibili non la perderanno soltanto il comune e la catena commerciale che arriveranno per ultimi: la inevitabile concorrenza spietata per contendersi la sempre più ridotta capacità di spesa dei clienti potrebbe alla fine farli saltare tutti assieme, lasciando nella zona l’eredità dei contenitori vuoti e dei neo-disoccupati, mentre in tutta la bassa si assiste ad una crisi delle attività manifatturiere che non potrà certo essere sostituita da nuovi outlet”.
“Il tema della programmazione dell’offerta commerciale è l’esempio di come oggi sia necessario, per chi amministra i territori, superare i campanilismi e l’approccio localistico per adottare una visione ed una capacità di scelta condivisa ad un livello più largo rispetto ai confini medioevali dei nostri comuni” conclude la nota firmata da Matteo Alberini (responsabile Politiche economiche e del territorio della segreteria Cgil di Reggio), Luca Marchesini (segretario provinciale Filcams) e Ciro Maiocchi (coordinatore Cgil Bassa reggiana).

Dal sito www.24emilia.com

 

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