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Saviano: “Con la Tav a Reggio 60 cosche”. E nessuno se n’è accorto

inoltriamo da 7per24.it

A Reggio Emilia l’alta velocità è stata il volano per far arrivare una sessantina di cosche che hanno iniziato a egemonizzare i subappalti nell’edilizia in Emilia Romagna”. Lo scrive Roberto Saviano oggi su Repubblica in un lungo articolo dedicato alle infiltrazioni della mafia nell’Alta velocità. Avete letto bene: 60 cosche che agiscono attraverso imprese apparentemente immacolate, perfettamente in regola e dotate dei certificati antimafia. E fanno affari.

I cantieri Tav hanno avuto anche un’altra funzione per la criminalità organizzata: sono serviti per smaltire illegalmente tonnellate di rifiuti. Nel 2008 è stato accertato che una montagna di materiale non bonificato, ricorda l’autore di Gomorra, è stato scoperto nel cuore del Parco lombardo del Ticino. Anche i cantieri reggiani sono stati utilizzati come discariche? Sono state fatte verifiche? Con 60 cosche all’opera tutto può succedere.

Dai tempi delle inchieste nate dalla scia di sangue della cosiddetta Faida di Cutro, che tra la fine degli anni novanta e i primi del 2000 ha visto scontrarsi i Dragone e gli Arena contro i Nicoscia e Grande Aracri, facendo diversi morti anche a Reggio, in città poco o nulla si è mosso sul fronte giudiziario. La magistratura ha avviato indagini relative a casi isolati relativi ad auto bruciate, usura e racket, ma in dieci anni le inchieste e gli arresti “di peso” si contano sulle dita di una mano. A riportare l’attenzione sul fenomeno hanno contribuito le interdittive antimafia emesse dal prefetto di Reggio Antonella De Miro che hanno portato alla ribalta casi come quello della tangenziale di Novellara e, solo pochi giorni fa, quello di un imprenditore in odore di mafia che si occupava della movimentazione rifiuti per conto di Iren. Ma è evidente che ciò che è emerso fino ad oggi è solo la punta dell’iceberg. E su una grande opera come la Tav chi aveva il compito di vigilare sulla trasparenza degli appalti e la regolarità dei lavori?

“La priorità – scrive Saviano in uno dei passaggi fondamentali dell’articolo – non può che essere la “messa in sicurezza dell’economia”, per sottrarla all’infiltrazione e al dominio mafioso, dotandola di anticorpi che individuino e premino la liceità degli attori coinvolti e creino le condizioni per una concorrenzialità, vera, non inquinata dai fondi neri. Oggi questa messa in sicurezza non è ancora stata fatta e il Paese, per ora, non ha gli strumenti preventivi per sorvegliare l’enorme giro degli appalti e subappalti, i cantieri, la manodopera, le materie prime, i trasporti, e lo smaltimento dei rifiuti, settori tradizionali in cui le mafie lavorano (inutile negarlo o usare toni prudenti) in regime di quasi monopolio. Quando i cantieri sono giganti con fabbriche di movimenti umani e di pale non ci sono controlli che tengano”.

 

Il Comune: noi non c’entriamo

“Il Comune di Reggio Emilia – si legge in una nota dell’ufficio stampa – ispira alla massima trasparenza il proprio operato in materia di appalti di sua titolarità, come dimostrano i Protocolli, i documenti e le prassi adottati in materia e la costante collaborazione con le autorità e le forze dell’ordine. Sul tema specifico degli appalti e dei lavori per la costruzione della linea ferroviaria Alta velocità e della stazione Mediopadana, si ricorda che in questi due casi il Comune di Reggio non è stato e non è stazione appaltante.

“Ciò – si legge ancora – vale per i lavori della linea Alta velocità, che furono assegnati, senza gara d’appalto, attraverso la modalità dei subaffidamenti. E vale per la stazione Mediopadana, i cui lavori – anche su richiesta del Comune di Reggio, per ragioni di trasparenza ed equità – sono stati “scorporati” dal pacchetto Alta velocità e assegnati attraverso gara d’appalto, poi vinta da una ditta molto nota e strutturata nel settore delle costruzioni in acciaio e vetro”.

“Se siano state usate aree nel comune di Reggio come discariche abusive per i lavori della Tav, – conclude la nota – ad ora non risulta, ma ovviamente l’Amministrazione controllerà qualsiasi eventuale segnalazione sul tema”.

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