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CMR- Tassi altissimi e benefit a tutti, così la Cooperativa Muratori si è ammalata

Riportiamo la notizia riguardante un’azienda importante nella zona connessa al problema del consumo di territorio

Da il giornaledireggio.it

REGGIOLO (15 marzo 2012) – La mamma. Se nessuno dei 2.000 risparmiatori di Cmr scende in strada con le pentole per reclamare la restituzione del credito, è perchè la Cmr era molto più di una coop. Più di una banca perchè se queste erano chiuse la Cmr poteva sempre darti quegli spiccioli che ti facevano arrivare a fine mese. Più di un’industria che elargiva sul territorio: tutto a Reggiolo era incentrato sulla manus Cmr. Iniziavi a giocare a calcio con la Cmr, passavi a fare ateltica e c’era la Muratori a sovvenzionare la squadra. La “Mamma” c’era per le mostre d’arte, per i computer alle scuole, per quelle opere di welfare sussidiario che hanno retto il paese. Coop dalla culla alla tomba: le case di riposo della Cmr e ancora le bollette pagate ai braccianti che dopo la guerra non ce la facevano. Comprava un terreno da un contadino. Bene, quel contadino sapeva che la figlia, o la nuora potevano avere un posto di lavoro. «E’ la loro storia che li perdona», racconta Enrico Sacchi – imprenditore, ex consigliere provinciale Ds, anch’ègli tra i soci che ieri sono andati a bussare alle porte della coop per vedere di che morte morire. Ai cancelli di via Di Vittorio ieri mattina era un via vai di piccoli e grandi risparmiatori. Arrivano alla spicciolata, qualcuno lamenta di essere stato preso in giro, ma se ne stanno in silenzio perché la mamma è sempre la mamma. «E’ la rete di consenso che fa si che la situazione non esploda – prosegue Sacchi -. Qua credevano più alla Cmr che alle banche o al Comune: tutti hanno un debito di riconoscenza. Anche se ci dovremo perdere, certo». Ma se la situazione è precipitata ci sarà un perché. E le analisi di questi giorni, tese a delineare gli scenari futuri, tra Newco di immediata costituzione e un concordato preventivo ancora da approvare, non spiegano perché la mamma si sia esposta per 150 milioni di euro di debiti. Forse c’è un non detto, un vizio caratteriale che ha fatto sì che la mamma continuasse a elargire anche quando il piatto piangeva. Si parla di sprechi e gestione poco oculata. «Sì, è vero che hanno continuato a chiedere il prestito fino a qualche mese fa – prosegue Sacchi -: c’è stata una serie di benefit ed elargizioni che fanno discutere». Sacchi ci spiega che «le cose andavano male da 4 anni e solo chi guardava dentro i bilanci lo scopriva. Voi del GdR lo avete fatto». Ad esempio il tasso altissimo per chi conferiva i soldi. «Sempre un punto in più rispetto alla banca», e poi «i dipendenti pagati bene, molto bene. Un impiegato arrivava ad avere anche il 30% rispetto allo standard». Si scopre che ai pensionati della Cmr venivano dati come benefit «540 euro all’anno». Poi sono anche scelte strategiche sbagliate «come il non aver orientato gli investimenti sul settore pubblico, come hanno fatto gli altri. Le politiche di risanamento andavano fatte cinque anni fa». E Parco Ottavi, ma su questo «hanno anche colpa la Spaggiari e Malagoli», insiste Sacchi anche se a onor del vero le licenze partirono sotto la Colzi e Ferrari, ma è chiaro che la colpa in questo tunnel non la vuole prendere nessuno. C’è un’immagine che rende il senso di smarrimento in cui si sono trovati i risparmiatori. E’ un cartello. Quello apposto alla cassa all’ingresso del colosso edile, come racconta un socio. Lo sportello era chiuso, per la prima volta: «Operazione economica straordinaria». La cassiera non riusciva a dare spiegazioni, il funzionario addetto al prestito nemmeno. Così qualcuno capì che un’epoca si era conclusa. Era appena giovedì scorso e i vertici Cmr avevano deciso di tentare la strada del concordato preventivo. La mamma era andata a curarsi urgentemente per una diagnosi infausta, ma non aveva detto ai suoi figli che era gravemente malata. Se i figli si salveranno si vedrà, ma dopo aver venduto il patrimonio, il cuore e i polmoni di questa storia centenaria fatta di sudore e solidarismo, la mamma sarà morta per sempre.

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