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Nasce sul web la mappa degli edifici abbandonati

Senza andare troppo lontano, appena scesi dal ponte sul Po che collega Guastalla (RE)  e Dosolo (MN), sulla sinistra c’è un mega albergo a 4 stelle già ultimato e subito abbandonato, in un mega appezzamento di terreno appena dietro l’argine maestro. Ha senso lasciare una costruzione costata “fior di soldi” così?

Fra le tante emergenze italiane c’è la combinazione fra la galoppante cementificazione e l’alto numero di edifici abbandonati e affitti ben salati.

A Legambiente risultavano 5,2 milioni di alloggi vuoti nel 2009 solo nelle grandi città, che rappresentano 1,2 milioni di alloggi in più rispetto a quelli edificati nel decennio precedente.

Un’assurdità di portata galattica, ma rispetto alla quale non è facile trovare dati aggiornati. Non esiste un censimento degli edifici abbandonati.

Il sito Impossible Living prova a crearelo sul web. Raccoglie le segnalazioni degli utenti in una mappa che vuole essere non solo italiana ma addirittura mondiale. Si è appena arricchito di un’applicazione gratuita per iPhone. E’ nato da poco ma ha già un database con centinaia di edifici vuoti. E che edifici.

Ci sono anche gli scatoloni di cemento privi di qualsiasi personalità nelle periferie urbane, ma la mappa è ricca di alloggi in centro città, ville con giardino, stabili d’epoca.

Rovistando un po’ nel sito: archeologia industriale nel cuore di Milano, qui sotto è l’ex Borletti di piazza Carlo Irnerio 18, una bellissima architettura dei primi decenni del Novecento. Un esempio di quello che esiste già e che è sprecato mentre si continua a costruire ex novo.

In un’intervista a Wired Italia i fondatori di Impossible Living, Daniela Galvani e AndreaSesta, dicono che stanno cercando un modo per dare un futuro a tutto il bendidio inutilizzato di cui è piena l’Italia: “Si potrebbero cercare i proprietari e stabilire degli accordi per organizzare mostre temporanee, centri ricreativi, concerti”.

Sì, però secondo me tutto questo imponente patrimonio edilizio sprecato non è da vedere solo in chiave di cultura e tempo libero.

Va usato per ricavare alloggi, uffici, negozi e centri commerciali, evitando nel contempo di aprire cantieri per nuovi edifici finchè quelli vecchi non saranno reimpiegati.

Ci sarebbe da lavorare nelle ristrutturazioni anzichè nelle nuove costruzioni, e contemporaneamente il cemento smetterebbe di inghiottire terra e campi per sputarli fuori sotto forma di urbanizzazioni superflue. E’ una semplice questione di buonsenso. Non vi pare?

Su Wired Italia l’app che mappa gli edifici abbandonati

fonte: http://blogeko.iljournal.it

 

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