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L’impianto a biogas danneggia il Parmigiano Reggiano!?!

  • Il Movimento 5 Stelle, torna all’attacco sull’impianto di biogas di Gazzata (RE) che costruito con lo scopo principale di accaparrarsi incentivi pubblici dei “certificati verdi” sacrificherà terreno all’agricoltura a scopi alimentari e rischia di provocare danni al comparto del Parmigiano Reggiano. Su questo tema, leggi regionali alla mano il Movimento 5 Stelle ha protocollato una interrogazione con il consigliere regionale Giovanni Favia. ”La zona di Gazzata rientra all’interno delle aree di produzione di Parmigiano Reggiano e di coltivazione di foraggio per l’alimentazione delle mucche da latte” spiega Favia che poi spiega che la “La Regione Emilia-Romagna con delibera 51 del 26 luglio 2011 esclude, in merito alla localizzazione degli impianti a biogas, le zone di produzione del Parmigiano Reggiano, proprio in virtù delle possibili contaminazioni”. Il riferimento è in particolare agli impianti con insilato di mais come quello di Gazzata. “Il disciplinare di produzione del Parmigiano-Reggiano all’art. 4 e all’art. 5 del regolamento di alimentazione delle bovine, prevede l’esclusione di insilati come nutrimento per le proprie mucche da latte”.

“Tale divieto ha origine proprio per lo sviluppo di clostridi nel processo di insilamento, i quali, essendo tramite le proprie spore estremamente resistenti, una volta entrati a monte nella filiera produttiva del Parmigiano-Reggiano non ne vengono più espulsi, provocando rigonfiamenti e quindi compromettendo a valle le forme di formaggio”.

“I clostridi non vengono generati solo dal processo di insilamento, ma anche, dalle attività fermentative all’interno delle centrali alimentate a biogas”. Diversi gli studi , citati nell’interrogazione presentata da Favia. “Uno studio del CRPA di Reggio Emilia ha recentemente sottolineato come, insieme a nitrati e aflatossine i clostridi siano la principale criticità da monitorare nella qualità dei foraggi per la produzione di Parmigiano-Reggiano DOP”.

Il foraggio coltivato in zone agricole interessate dall’attività di centrali a biogas, attraverso lo spandimento sul terreno del digestato prodotto dalle stesse, subisce la naturale contaminazione delle spore di clostridi”. Favia spiega che “I clostridi sono batteri anaerobici ubiquitari in grado di generare spore, tali organismi sono presenti e persistenti sul terreno, ma anche sulle piante e sono dannosi per gli animali”. Tra gli studi viene citato anche quello del Prof Henge Böhnel, dell’Università di Gottinga o di Ernst-Günther Hellwig, Direttore dell’Accademia agricola e veterinaria di Horstmar ritengono i clostridi pericolosi anche per l’uomo. Le tesi del professor Bohnel sono state ribadite anche durante la sedicesima European Biosolid & Organic Resources Conferences (tenutasi in Gran Bretagna, a Leeds il 14-16 novembre 2011) all’interno della quale si è tenuto un seminario dal titolo: Botulism and other scares – how do we reassure the public on the safety of recycled organic wastes.

LA RICHIESTA ALLA GIUNTA – Da qui la richiesta del Movimento 5 Stelle che chiede alla Giunta Errani “ Se la delibera 51 del 26 luglio 2011, che esclude dalla localizzazione degli impianti a biogas, il territorio individuato quale “Comprensorio di produzione del formaggio Parmigiano-Reggiano” è applicabile all’impianto in questione che si vorebbe realizzare in località Gazzata di San Martino in Rio , in quanto a prescindere da quale sia la data di presentazione del progetto, clostridi e spore non stanno certamente a guardare la data delle carte bollate ed una centrale a biogas di questo tipo realizzata a Gazzata potrebbe avere effetti deleteri sulla produzione di Parmigiano Reggiano”.

“Sappiamo già che la ditta si nasconde dietro la foglia di fico della richiesta autorizzativa precedente al 26 luglio 2011, quando è stata emanata la legge a questo punto faccio appello all’amministrazione comunale, provinciale, regionale, al Consorzio del Parmigiano Reggiano, perché intervengano nel dibattito per spiegare che comunque questo impianto può creare enormi danni alla produzione del Parmigiano Reggiano ed il tema che vogliamo porre è: quanti impianti simili utilizzando il trucco della taglia sotto il 1 MW per eludere le valutazion d’impatto ambientale, sono stati presentati prima del 26 luglio in zone di produzione del Parmigiano Reggiano?. Se ci saranno forme di Parmigiano Reggiano che verranno danneggiate chi paga i danni ? E chi ripagherà i danni d’immagine all’intero comparto del Re dei Formaggi se esploderanno forme in zona ? Basta speculazioni energetiche con denaro dei cittadini a danno di prodotti tipici, agricoltura per agroalimentare”.

(Giovanni Favia, consigliere regionale Movimento 5 Stelle – Alessandro Bussetti, consigliere comunale San Martino in Rio Movimento 5 Stelle)

http://www.sassuolo2000.it

 

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