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Le rette scorRette delle scuole d’infanzia. Com’è andata a finire.

A Settembre 2011 sollevammo la questione delle “rette scorRette” a Guastalla, in merito alle rette mensili per gli asili e le scuole “materne” comunali.

Come potete vedere, da quest’immagine (rette nidi 2011/12 Guastalla) le rette arrivavano fino a considerare “oltre 18.000 €” di ISEE come la fascia di reddito più alta. Questa suddivisione, così com’era per il 2011/12 era identica a quando entrò in vigore, nel 2003 [Delibera 97 del 2003]. Solo che son passati 9 anni.

Non il massimo dell’equità: basta andare sul sito dell’ INPS e fare due tentativi con il simulatore, per vedere un’ISEE di 18.000 euro lo si raggiunge con una normale famiglia con stipendi poco oltre i 1.000 euro al mese, un figlio a carico e una casa di proprietà.
Insomma, non troviamo giusto che famiglie con un ISEE di 18.000 euro paghino la stessa cifra di quelle con un ISEE a 180.000 euro.

Notiamo con piacere che, quest’anno, le rette delle scuole sono state adeguate.

Mettiamo dunque a confronto la situazione prima e dopo, per gli asili d’infanzia.

Rette Anno scolastico 2011/12 [Delibera di Giunta 3 del 20 Gennaio 2011]

Rette Anno scolastico 2012/13 [Delibera di Giunta 7 del 25 Gennaio 2012]

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Sono state introdotte 2 fasce di reddito, ed ora quella più alta è “oltre 25.000 euro”. Adeguata? O forse è la solita montagna amministrativa che partorisce un topolino?

Chissà.

Altri comuni però, hanno graduatorie che arrivano ancora più in alto. E quindi fanno pagare di più ai più ricchi, e meno, a chi ha ISEE più bassi. Ad esempio Poviglio (immagine), che ha una classifica che arriva a 40.000 euro, o Gualtieri (immagine) che arriva fino a 50.000 [fonte asbr.it].

E voi che ne pensate? Vanno bene ora? Potevano fare di più per rendere le tariffe più eque? Potevano approfittarne per ridurre le rette per le fasce ISEE più “deboli”?

2 commenti

  1. Secondo me ,nn ha senso che le fasce con un isee fino ai 10000 euro paghino una retta…gia la vita è dura…ci vorrebbero piu fasce…e sinceramente anche matematicamente la proporzione è inadeguata..3500:65=25000:245 come se un dentista o un avvocato nn potessero pagarne 600 all’anno…ma pur di nn toccare quelle fasce si va a prendere quei 65 euro dai poveretti…per me è troppo poco!

  2. Penso che in un periodo difficile come questo nel quale il cittadino non ha piu fiducia nelle istituzioni che lo tutelano, ritengo che un maggior numero di fasce Isee, anche piu’ di Gualtieri, avrebbe dato un segnale di maggior attenzione ai bisogni sociali da parte dell’amministrazione locale. Si perché l’asilo è un diritto di ogni bambino. Una possibilità di apertura mentale e sociale in un ambiente che gli permette di sperimentare situazioni che formeranno un importante bagaglio di vita. L’asilo non è un parcheggio per chi va al lavoro ma una possibilità, un servizio sociale che il comune offre alle famiglie e per questo va maggiormente tutelata la possibilità ad ogni bambino di frequentarlo. E parlo di quelli comunali perché gli altri sono privati con regole di accesso e tariffe private.

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