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Falde acquifere e aria inquinate nella bassa

******Aggiornamento di Sabato 11 Febbraio h10:00***

Se siete interessati ai riferimenti concreti, potete trovare tutto in questo link della Regione Emilia Romagna.

In cui sono presenti i pdf presentati direttamente dall’arpa. Qua in merito all’acqua, e qua in merito all’aria.

******Fine Aggiornamento******


Concentrazioni di elementi inquinanti, ammoniaca in particolare, sono presenti nell’acqua e nell’aria del territorio dei Comuni di Cadelbosco, Gualtieri, Bagnolo e Novellara. Lo certifica uno studio dell’Arpa di Reggio che per la prima volta ha monitorato per una anno 32 pozzi, concentrandosi per quanto riguarda l’acqua sulle falde superficiali fino a 30 metri di profondità
. Si tratta di serbatoi idrici da cui non viene attinta acqua per il consumo umano, la cui contaminazione non comporta dunque rischi per la salute. La valenza dello studio commissionato dalla Provincia risiede invece nei dati (seppure preliminari) raccolti, utili per il rilascio delle autorizzazioni ambientali alle aziende zootecniche del territorio.
La contaminazione delle falde si lega infatti strettamente alla pressione antropica delle aziende del settore zootecnico e in particolare: 31 allevamenti di suini per circa 75 mila capi e 76 allevamenti di bovini per circa 15 mila capi. Quasi il 18% della popolazione residente, inoltre, non dispone di allaccio alla fognatura. Per quanto riguarda le falde acquifere, la maggiore concentrazione di ammoniaca si rileva in quelle profonde (100 metri circa), ma per Adriano Fava dell’Arpa “è di origine naturale, riconducibile ai depositi alluvionali del Po”.
L’inquinamento delle falde più in superficie deriva invece da diversi fattori: spandimento di liquami e fertilizzanti e influenza de liquami fognari
. Per quanto riguarda l’aria invece le percentuali di ammoniaca riscontrate sono molto al di sotto dei valori di guardia per la salute ma, derivando dai liquami animali, incidono per il cattivo odore sulla vita dei residenti. In questo caso è rilevante anche il metodo di spargimento dei liquami (a spruzzo o interrati).
Alla luce dei risultati ottenuti, dice l’assessore provinciale all’Ambiente Mirko Tutino, “sarà importante ottimizzare a rete di monitoraggio anche con un confronto con la Regione che abbiamo già richiesto, per ottenere un quadro di scala piu’ vasta sui problemi riscontrati e le possibili soluzioni”.

Fonte Dire (Il Resto del Carlino – Reggio Emilia)

 

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