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Acqua Pubblica: la politica non rispetta il referendum, il M5S si!

Attacco ai referendum sull’acqua pubblica: il governo vuole privatizzare, mentre regioni e province già lo stanno facendo.

Il ministro Passera s’ingegna per inserire nel disegno di legge di gennaio nuove norme per la privatizzazione del servizio idrico ed il mantenimento in bolletta del 7 per cento di rendimento del capitale investito; a Cremona viene riconfermato il Piano d’Ambito della società gestrice Aem, che prevede tappe serrate per la privatizzazione; persino in Puglia la giunta Vendola annuncia aumenti in bolletta e dichiara di non voler rinunciare al 7 per cento. Cosa sta succedendo? Eppure appena 7 mesi fa due referendum sancivano, con il 96 per cento di sì, che l’acqua è un bene comune, e pertanto deve essere pubblica, fuori dal mercato e su di essa non si devono fare profitti.

Ma se lo stato sembra muoversi a passi spediti in direzione contraria ai referendum, le amministrazioni locali non sono da meno. Giustificazioni a parte, resta il fatto che l’applicazione dei risultati di un referendum non dovrebbe certo essere discrezionale. Al pari di una legge un referendum deve sancire una decisione del popolo sovrano che va rispettata in quanto tale. Al governo e alle amministrazioni spetta il compito di trovare il modo di applicare correttamente questa decisione, non certo quello di decidere se e in quali circostanze applicarla.

www.ilcambiamento.it

Proprio ieri a Bologna il consigliere comunale Marco Piazza è riuscito a fare approvare un importante odg sull’Acqua!

“Vi allego il testo con in rosso gli emendamenti che mi sono stati chiesti dal PD. Vi assicuro che e’ stato un serratissimo confronto all’ultimo comma.

Alla fine c’e’ stata la convergenza sul seguente testo:

http://files.meetup.com/206830/110622-ODG%20ACQUA-Approvato.pdf

Considerando che dopo la discussione in commissione, pensavo di riuscire ad ottenere molto meno, devo dire che sono soddisfatto.

Ora si dovra’ organizzare una sottocommissione statuto per trasformare questi “concetti” in “commi” da inserire nello statuto del comune di Bologna.

Votanti 34, favorevoli 23 (PD, IDV, SEL, Amelia x Bologna, M5S), un non votante e NESSUN CONTRARIO.

Vi copio di seguito la parte dispositiva (ma merita di essere letto il testo completo: sono partito dalla proposta del forum dei movimenti per l’acqua pubblica e ho raccolto il meglio da decide di ODG approvati negli altri comuni):

SI IMPEGNA A

Dare seguito alla chiara volonta’ popolare espressa con l’esito del primo quesito referendario, inserendo all’articolo 2 dello statuto comunale i seguenti commi concetti:

– Il comune riconosce l’acqua quale patrimonio dell’umanita’ e lo status dell’acqua come bene comune pubblico.

– Il Comune riconosce l’accesso all’acqua come diritto naturale, inalienabile di ogni essere vivente.

– Afferma inoltre il principio che tutte le acque, superficiali e sotterranee, anche se non estratte dal sottosuolo, sono pubbliche e costituiscono una risorsa da utilizzare secondo criteri di solidarietà (anche in rapporto alle generazioni

future) e rispetto degli equilibri ecologici;

– Il Servizio idrico integrato e’ di interesse generale

– La proprieta’ delle infrastrutture e delle reti del servizio idrico integrato e’ pubblica e inalienabile

– La gestione del servizio idrico integrato e’ effettuata esclusivamente da soggetti interamente pubblici o a controllo pubblico con meccanismi che garantiscano la partecipazione sociale, in quanto servizio pubblico essenziale per garantire l’accesso all’acqua per tutti e pari dignità umana a tutti i cittadini

INVITA LA GIUNTA

– a valutare l’opportunita’ e la fattibilità dell’istituzione di un “minimo vitale idrico”, finalizzato, a garantire tendenzialmente a tutti i cittadini la disponibilità domestica di un quantitativo minimo vitale giornaliero di acqua potabile per persona.”

Marco Piazza – MoVimento 5 Stelle Comune di Bologna

 

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