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Unione dei Comuni. Voluta dai democratici. Ma quanto è democratica?

****Aggiornamento dell’ 11 Novembre h 00.36

Lo Statuto dell’unione definisce il gettone dei consiglieri
” di valore massimo pari a quello previsto dall’ordinamento degli enti
locali per i consiglieri comunali dei comuni con dimensione
demografica”

Ma delibera #11 del 2009 del Consiglio dell’ Unione è emerso che il gettone è stato ridotto e portato a 19,99 allineato a quello del Comune di Guastalla

*****Fine aggiornamento

*****Aggiornamento del 10 Novembre h 20.00

Apprendiamo con piacere, dai commenti, che è intenzione del Presidente dell’Unione Maestri (e sindaco di Gualtieri) avviare un percorso per integrare lo strumento referendario all’interno dello Statuto dell Unione.
Auspichiamo caldamente che si faccia la scelta di adottare un Referendum privo di quorum. Ancora una rarità in Italia (solo qualche comune della provincia di Bolzano ha referendum privi di quorum), ma opzione “standard” in Stati, e enti locali “democratici per davvero”.
*****Fine aggiornamento

Da qualche anno Guastalla fa parte dell’ Unione dei Comuni della Bassa Reggiana.

Vuol dire che il nostro comune, all’atto della costituzione, ha delegato alcuni servizi all’unione, affinchè essi venissero erogati in maniera coordinata tra i vari comuni.

Ovviamente in questo modo si ottengono positive economie di scala, ed i vari servizi sono: Appalti, Protezione Civile, Difensore Civico, …

L’ Unione dei Comuni, è, a tutti gli effetti, un’Ente locale. E funziona come tale. Quindi ha un consiglio, una giunta di assessori, un presidente, dei dirigenti, dei segretari. Il tutto con dei costi, che sono comparabili a quelli di un comune di pari dimensioni (70.000 abitanti circa). Pertanto, seppur genera delle economie ha dei costi in più. Specialmente politici.

Ma, come sempre, il diavolo si nasconde nei dettagli.

1) I meccanismi d’elezione indiretti (cioé non sono i cittadini che eleggono direttamente il consiglio dell’unione) fa sì che nel Consiglio dell’unione siedano tipicamente solo i più grandi partiti.
Su 26 Consiglieri, 16 son del PD (61%), 8 del PDL (30%), 1 Lega(4%), 1 Sinistra democratica(4%).
La presenza praticamente dei soli due partiti maggiori (non c’è bisogno di dire quali!) non garantisce certo la rappresentanza delle minoranze, come invece richiede espressamente il già citato art. 32 (comma 3) del T.U.E.L., e non pare molto rappresentativo della nostra comunità.
Infatti l’elezione indiretta, permettendo l’esclusione da quella sede delle liste civiche dei vari comuni, la priva dell’espressione di quella parte di cittadinanza attiva per la propria comunità, non strutturata ma il cui contributo potrebbe essere preziosissimo (si pensi ad esempio all’ufficio appalti!!!).
2) La distanza dell’unione dal cittadino é un’altro degli aspetti spiacevoli.
Già, perchè sembra (ma dico sembra!!) che i cari democratici con i loro Sindaci “navigati” (pure troppo), che hanno voluto e attuato l’unione dei comuni, si siano scordati di prevedere l’istituto di partecipazione del “referendum” nonostante ben conoscano il T.U.E.L. e le sue disposizioni. 

Una semplice dimenticanza?

Come potrebbe in tal caso far sentire la propria voce il cittadino, e far valere la propria volontà? Semplice, non può!

La situazione ravvisa, tra l’altro, una difformità con altre unioni dei Comuni (vedi Unione dei comuni dell’ Appennino reggiano,Bassa ModeneseBassa parmense, si potrebbe continuare…) che, invece, prevedono il Referendum come istituto di partecipazione.

Nutriamo dubbi tecnici riguardo alla possibilità di definire lo statuto di un ente locale SENZA l’istituto di partecipazione principale che chiama in causa la sovranità del popolo.
Ma sopratutto nutriamo dubbi in merito all’opportunità politica della sinistra che ha scelto (non può esser una dimenticanza!…) di definire l’Unione dei comuni, trasferendo ad essa servizi, senza dare la possibilità al cittadino di intervenire cancellando le scelte che reputa sbagliate.

Non staremo con le mani in mano, e non intendiamo polemizzare a vuoto.

Infatti questa mancanza nell’unione dei comuni può essere risolta, e faremo il possibile per farlo e nei prossimi giorni avanzeremo una proposta ai consiglieri Guastallesi che rappresentano il nostro comune in tale sede, affinché procedano alla modifica dello statuto dell’unione integrandolo con lo strumento del Referendum.

Nel frattempo invitiamo i “democratici” di Guastalla (che guardacaso questo fine settimana alla loro festa parleranno proprio dell’Unione) all’incontro che si terrà a Reggio Emilia il 10 Novembre, nel quale si sperimenterà e si parlerà con Paolo Michelotto proprio di democrazia diretta. Quella vera, dal basso.

Questo incontro sarà una buona occasione anche per i giornalisti ed i cittadini di prepararsi alla festa democratica del 13 e trarre ispirazione per qualche domanda da porre ai democratici, come ad esempio il perchè di tali scelte antidemocratiche nell’Unione dei Comuni della Bassa Reggiana.

22 commenti

  1. massimiliano maestri

    Davide a forza di parlare di referendum mi è balenata un’idea!
    Perchè non proporne uno a Guastalla per la questione della polizia municipale?
    Io da residente offro la mia prima firma

    • Davide Zanichelli

      Ovviamente parlo solo per me stesso (dato che le posizioni della lista civica vengono prima condivise fra tutti i collaboratori) direi che sono più che favorevole.

      Da cittadino di Guastalla non avrei problemi a sottoscrivere la proposta. Anzi! Più che volentieri.

  2. Non me ne frega niente se il gettone di presenza è pari a pochi euro. Potrebbero essere anche pochi centesimi, il punto non è quello. Io mi chiedo perchè quelle persone siedono lì? Chi ha deciso per me? VOGLIO POTER ESPRIMERE LA MIA OPINIONE.

    • massimiliano maestri

      l’Unione dei comuni è un ente locale di secondo livello normato dal testo unico (non è un comune e non ha le copetenze e i poteri decisionali di un comune), è un ente operativo che dipende dai comuni.
      I consiglieri sono eletti dagli otto consigli comunali degli otto comuni aderenti.
      Si potrebbe dire che sono scelti indirettamente dai cittadini.
      Comunque posso anche capire che non piaccia ma questo è quanto prevede la legge italiana.
      Ribadisco poi il gettone di presenza non c’è!
      I consiglieri e i memri della giunta dell’Unione lo fanno gratis.

  3. massimiliano maestri

    Grazie a Candolo, membro del primo consiglio dell’Unione Bassa Reggiana, per il richiamo normativo, giusto per essere precisi fino in fondo la finanziaria 2010 ha azzerato il gettone di presenza quindi è intervenuta una modifica da quella deliberazione è cioè il costo politico dell’Unione (se pur piccolo circa 4000 €/anno)è stato completamente annullato.
    Quindi l’Unione non ha costi politici!
    Aggiungo la stessa finanziaria ha abolito la figura del direttore generale nei comuni piccoli, quindi anche questo costo si è ridotto.
    Comunque non è compito dell’Unione ridurre il compenso dei singoli direttori generali dei comuni, la invito a verificare ne suo comune cosa è stato fatto e magari a porre il suo quesito al suo Sindaco.
    Da ultimo credo veramente che ci sia bisogno di far conoscere meglio l’Unione ai cittadini con incontri pubblici e serate a tema, continuo a ritenere il referendum per l’Unione strumento inutile pur considerandolo fondamentale se applicato allo stato o ai comuni per quanto già menzionato.
    Il sito internet,una pubblicazione periodica o altre forme di divulgazione andranno studiate anche se il periodo economico ci permette di investire solo pochi spiccioli.
    Sia chiaro che la franchezza dei miei interventi in nessun modo deve essere scambiata er mancanza di rispetto per il lavoro che svolgi.

    • Ah, ma c’era una commissione dell’unione questa settimana?

      …che strano, non lo sapevo, dal sito dell’unione bassa reggiana non ….traspare….

      Di solito gli eventi in cui è auspicata la partecipazione della cittadinanza dovrebbero essere almeno comunicati…

  4. Adelmo Candolo

    Per verità storica il compenso dei consiglieri dell’Unione,ovvero il gettone di presenza è pari a quello in essere per i consiglieri del Comune di Gusstalla = a 19,99 € lordi. Si veda la deliberazione del Consiglio dell’Unione nr.11 del 16-02-2009,avente oggetto: ” DETERMINAZIONE GETTORE DI PRESENZA PER PARTECIPAZIONE ALLE
    SEDUTE DEL CONSIGLIO DELL’UNIONE”. Reperebile sul sito dell’unione bassa reggiana alla voce delibere; che da allora non credo abbia subito modifiche.
    saluti Candolo Adelmo

    • Davide Zanichelli

      Ottima risposta!!

      Dopo qualche giro sono riuscito a trovare la delibera.

      Grazie per il chiarimento

  5. Davide Zanichelli

    caro dott. Maestri,
    io non volevo tornare sulla questione.
    La mia intenzione era di aggiornare l’articolo e lo farò, ma per scrupolo, son tornato a guardare lo statuto. E non ci sto a passare per persona che dice cose false.

    Anzi, mi vien da dubitare che lei abbia letto lo statuto dell’ente che amministra.

    Come fa a dire “Mi pare evidente la falsità della sua affermazione, il gettone di presenza previsto per i consiglieri (sono esclusi i Sindaci) è calcolato sul gettone del comune più numeroso dell’Unione (Guastalla) lei potrà quindi fare il calcolo e renderlo pubblico considerando che è il gettone che è previsto dal consiglio in cui siede.”

    quando lo statuto, reca, all’art 10 comma 7 “I consiglieri dell’Unione hanno diritto unicamente a percepire un gettone per la presenza alle sedute del Consiglio dell’Unione di valore massimo pari a quello previsto dall’ordinamento degli enti locali per i consiglieri comunali dei comuni con dimensione demografica UGUALE A QUELLA DELL’UNIONE.”

    Ora, sa come me che sotto i 30.000 è un importo per i gettoni sopra i 30.000 è un altro.

    Ora, io posso capire che i consiglieri possano prendere meno del massimo, ma, per lo meno potrebbe indicarmi la determina che acclara la cosa.
    Altrimenti il mio è un riferimento ad uno statuto e le sue sono solo parole.
    Tra l’altro parole che m’hanno ferito.

    M’ha dato del calunniatore per aver detto che l’unione ha costi politici, quando poi le ho dimostrato, dalle stesse parole dello statuto dell’unione che LEI ha votato e sta seguendo, che l’organo politico esiste, pur essendo di secondo livello.

    Ora, capisco che è questione di lana caprina, che pur un gettone di 40 euro a consigliere, per i 26 consiglieri (1000 euro) a seduta per la dozzina (o più ?) di sedute all’anno, a cui si sommano eventuali rimborsi dei gruppi consiliari, fanno qualcosa dell’ordine di 15.000 euro o poco più….
    ….ma allora potrebbe essere utile un piano economico dell’unione stessa, da presentare (magari ora che è passato qualche anno), per dimostrare le economie di quest’ente.

    Penso che la cittadinanza ne trarrebbe giovamento, e potrebbe sentire maggiormente l’ Unione dei Comuni.

    Però dispiace prendere del calunniatore per aver detto che l’unione ha costi politici (e ne ha), e per il fatto che i gettoni dei consiglieri sono di un certo tipo, quando ho fatto riferimento alle chiare lettere dello statuto, a cui, nell’articolo ho fatto riferimento.

    E mi dispiace…perchè ancora si scade su queste questioni, che ritengo dettagli, mentre ritengo ben peggiore il fatto che il coinvolgimento della cittadinanza all’unione sia molto molto scarso.

    Ripeto, sia io che lei riteniamo strategico il ruolo dell’unione, siamo nel 2011, e se ci si può organizzare in maniera più efficiente va fatto.
    Ma credo che la cittadinanza non si senta affatto coinvolta. E, magari, pur volendo, ho visto che ha pochi strumenti.

    Se permette, questo m’ha deluso. Me lo sarei aspettato dal PDL Lega, ma da sinistra questo m’ha deluso.
    Cosa devo fare? Non dirlo?

    È chiaro, apprezzo la sua intenzione di ovviare alla questione, spero intenda, con gli altri definire un regolamento per la partecipazione all’unione che la renda ACCESSIBILE ai cittadini, e spero che vengano calendarizzati incontri con la cittadinanza per presentare l’attività dell’unione (che ancora molti cittadini non conoscono, lo ammetto, io compreso)

    Se vuole mi scuso per i modi, ma non accetto di passare per persona che dice il falso. Dato che ogni contenuto che m’ha criticato (dall’organo politico presente alla dimensione di riferimento per i gettoni) è supportato da un’unico documento: Lo Statuto dell’unione. Quell’atto che ha approvato e che segue per il funzionamento dell’ente che presiede proprio lei.

    Ps. Non m’ha ancora detto se i direttori generali dei 7 comuni hanno visto ridotto il loro stipendio in seguito alla presenza del direttore generale dell’unione. Non vorrei andarmi a spulciare tutte le loro buste paga in questi anni.

    PPS. Una preghiera. Che l’unione diventi MENO unione delle amministrazioni dei comuni e PIÙ unione dei cittadini dei comuni.

  6. massimiliano maestri

    cara elisa condivido e apprezzo il tono e i contenuti del suo intervento lo sottoscrivo completamente e la ringrazio

  7. Ringrazio innanzitutto il Sindaco di Gualteri e Presidente del’Unione dei Comuni per la discussione aperta.
    Si, è vero, abbiamo avuto poche volte confronti costruttivi nel nostro Comune.
    Vorrei soffermarmi su un paio di cose.
    1. Il MoVimento non lavora per “propaganda elettorale”, queste mosse le lasciamo ai partiti; qui ognuno parla per sè e basta.
    2. Ritengo che se ai cittadini viene data una corretta informazione trasparente sui costi, sulle risorse, sui servizi, sulla qualità e sulla partecipazione anche tramite la rete non si crea divario tra i cittadini e la politica. Anche perchè è vero che i rappresentanti nell’Unione non vengono eletti dai cittadini!
    3. Alla domanda di quanti cittadini dell’Unione sono a conoscenza dei servizi gestiti e del perchè… butto una cifra… secondo me il 90% non lo sa e il 50% non sa nemmeno cosa sia l’Unione dei Comuni Bassa Reggiana.
    4. Suggerisco di programmare più incontri con la cittadinanza. Se c’è ascolto su temi comuni da parte delle amministrazioni ci saranno sicuramente meno cittadini che singolarmente si lamentano direttamente. Se vengono fatti progetti insieme ascoltando le proposte, saranno sicuramente meglio intraprese azioni nell’interesse della collettività.
    Il MoVimento 5 Stelle non vuole denigrare l’Unione dei Comuni e il suo intento ma porre l’attenzione dei partiti sul vero ruolo del cittadino attivo in politica.

  8. massimiliano maestri

    se continuiamo così alla fine della discussione avrò raggiunto tre, quattro lauree…..
    scusami tanto ma non puoi fare accuse precise “il costo politico dell’unione è pari a quello di un comune di 70000 abitanti” e poi smascherato girarla solo sulla questione del referendum che per altro credo di aver già dichiarato che mi occuperò personalmente di proporre alla commissione statuto questa sera.
    Mi piacerebbe sapere in quante altre occasioni hai avuto aperture di disponibilità così immediate.
    Nulla toglie però che la tua richiesta è una falsa richiesta di partecipazione!
    Ci riprovo: non avendo l’Unione potere decisionale al di fuori di quanto stabilito dalle deliberazioni dei consigli comunali e quindi non deliberando ma solo recependo le deliberazioni degli stessi a cosa serve un referendum abrogativo se non c’è nulla da abrogare???
    Sacro santo è il referendum nei comuni!
    Comunque ribadisco sono pronto ad affrontare seriamente la questione con te e con gli aderenti al vostro movimento.
    Il dubbio però che la questione sia solo un lancio pubblicitario, scusami ma rimane, mai nessun cenno direttamente sulla questione ma solo un improvviso lancio stampa con tra l’altro delle informazioni non corrette, scusami ancora ma non credo che si faccia così, senza nulla togliere alla necessaria informazione da dare ai cittadini.
    Scusatemi ancora per la mia insistenza ma l?unione è una scommessa a cui tengo particolarmente e che non vorrei vedere mai infangata come oggi

  9. Davide Zanichelli

    dott Maestri
    ….può dire quello che vuole…semplicemente mi dispiace sentire in questi giorni di eventi per coinvolgere la gente sul tema dell’unione e sulla sua funzione strategica (che condivido)
    ma poi nello statuto (e mi dispiace che sostenga che solo lei l’ha letto) manca il più importante istituto di partecipazione
    …manca il regolamento per i restanti istituti….
    …manca un confronto ISTITUZIONALE con la cittadinanza in merito all’unione

    …ma quest’unione l’avete fatta per i cittadini?
    …perchè la mia impressione è proprio il fatto che non sono affatto coinvolti….specialmente nelle scelte…

    Poi anche lei può soffermarsi sui costi politici…ma il discorso è ben più ampio….e parla di coinvolgimento della cittananza che intendete amministrare.

  10. veramente mi pareva di essermi espressa solo sul referendum.

    ..devo dedurre che non sia stata fatta?

  11. massimiliano maestri

    @Silvia
    Forse la domanda te la saresti dovuta fare, e di conseguenza ti saresti dovuta informare, prima di sputare sentenze o no?

  12. @Massimiliano Maestri
    non mi è chiaro: esiste un’analisi costi-benefici a dimostrazione di quanto affermato sotto?
    Le teorie lasciamole ai qualunquisti.

  13. massimiliano maestri

    Caro Zanichelli cercherò di essere schematico:
    Art 14. Comma 1.
    “1. Il Consiglio è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’Unione;”

    Non c’è scritto che è l’espressione politica dell’Unione ne tantomeno che ha una funzione rappresentativa, se non dei consigli che lo eleggono.
    Il fatto che l’Unione sia un ente locale DI SECONDO LIVELLO non lo hanno deciso i sindaci comunisti della bassa reggiana ma la normativa nazionale.
    Comunque ribadisco che controllo politico amministrativo non significa controllo partitico.
    Il senso è che il consiglio decide le politiche dell’ente e ne controlla l’attuazione, sempre nell’ambito di quanto definito dalle convenzioni approvate dai consigli comunali.

    Per quanto riguarda i costi politici lei ha affermato: “L’ Unione dei Comuni, è, a tutti gli effetti, un’Ente locale. E funziona come tale. Quindi ha un consiglio, una giunta di assessori, un presidente, dei dirigenti, dei segretari. Il tutto con dei costi, che sono comparabili a quelli di un comune di pari dimensioni (70.000 abitanti circa). Pertanto, seppur genera delle economie ha dei costi in più. Specialmente politici.
    Mi pare evidente la falsità della sua affermazione, il gettone di presenza previsto per i consiglieri (sono esclusi i Sindaci) è calcolato sul gettone del comune più numeroso dell’Unione (Guastalla) lei potrà quindi fare il calcolo e renderlo pubblico considerando che è il gettone che è previsto dal consiglio in cui siede.
    Non ci sono altri costi politici.
    Aggiungo il segretario dell’Unione è a turno un segretario dei comuni membri e non percepisce indennità agiuntive.
    Il costo del Direttore credo proprio non possa essere ricompreso nei costi politici, è certo un costo aggiuntivo ma come da lei stesso affermato necessario ad ottenere economie di scala che di gran lunga lo ricompensano.
    Quello che mi fa imbestialire è che riuscite a “mandare in vacca” concetti e principi sacrosanti, IL COSTO DELLA POLITICA E’ UN PROBLEMA SERIO MA NON E’ ACCUSANDO CHI SI BATTE QUOTIDIANAMENTE NEL TERRITORIO E FACENDO DI TUTTA L’ERBA UN FASCIO, PER SOLI SCOPI ELETTORALISTICI, CHE SI TROVERA’ LA SOLUZIONE.

  14. “Però, visto che a differenza vostra, non è il populismo quello che ricerco nella mia azione di amministratore tengo a precisare che l’istituto del referendum in seno all’Unione è assolutamente inutile.”
    sarà per questo che nella nuova unione di terre d’acqua il pd c’ha infilato il 10% di firme da raccogliere di cui almeno il 7% in ogni singolo comune(6), un quorum del CINQUANTA% scegliendo pure di specificare una serie di questioni da NON sottoporre a referendum come l’urbanistica………….
    “come dire mettiamocelo pure nello statuto tanto è un istituto inattuabile” …. nei terre d’acqua si vede che non avevano proprio niente da fare, da avere il tempo di vincolare un in maniera così restrittiva un istituto di partecipazione popolare come il referendum…

  15. Davide Zanichelli

    “Il populismo paga in prima battuta ma poi occorre saper fare e non solo ululare alla luna.”

    Apprezzo la sua sincerità.

    La prego di andare nella sezione “Programma”. La prego di confrontare ciò che è scritto, con altri programmi comunali.

    Non solo, la prego di verificare quante di quelle proposte hanno o non hanno riferimenti concreti già presenti nel 2009.

    Cordiali Saluti.
    Un populista.
    …perchè se desiderare che si smetta con il consumo di territorio…desiderare che si smetta con gli inceneritori….desiderare che si smetta a finanziare le scuole private….
    …se questo è populismo…sono un populista.

  16. Davide Zanichelli

    L’articolo l’ho scritto io. E me ne assumo piena responsabilità.

    ..non ho problemi a rettificare nel caso abbia commesso imprecisioni, come apprezzo la sua volontà d’impegnarsi per rendere l’unione maggiormente aperta ai cittadini.

    Ho letto lo Statuto dell’ U. B. R, ed a differenza degli altri citati (bassa parmense, appennino reggiano….), con un CTRL+F “referendum” non è saltato fuori nulla….e sinceramente, questa difformità non m’è andata giù.

    Art 14. Comma 1.
    “1. Il Consiglio è l’organo di indirizzo e di controllo politico-amministrativo dell’Unione;”

    Art 10. Comma 7.
    “7. I consiglieri dell’Unione hanno diritto unicamente a percepire un gettone per la presenza alle sedute
    del Consiglio dell’Unione di valore massimo pari a quello previsto dall’ordinamento degli enti locali per i
    consiglieri comunali dei comuni con dimensione demografica uguale a quella dell’Unione.”

    Art 10 Comma 9
    “9. Nessun altro tipo di compenso può essere erogato a Consiglieri,
    Presidente o membri della Giunta, fatti salvi eventuali rimborsi per
    spese precedentemente approvate dal Consiglio e regolarmente rendicontate.”

    Il consiglio è organo politico e pare abbia un costo.
    …per altre unioni non è così.

    Ci tengo a fare una premessa. Che forse è doverosa, una frase che doveva essere inserita per definire meglio una posizione, ma che per dimenticanza non ho inserito:
    Di per sè l’unione dei comuni è una cosa positiva in quanto permette economie di costi e gestioni coordinate di servizi. In questo è positiva.
    Però per la Bassa Reggiana, da com’è definita, e dal fatto che manca l’istituto di partecipazione decisionale per i cittadini, viene ridotta la rappresentatività elettorale, e, sopratutto, viene (inutilmente) emarginato il cittadino dalle decisioni. Ci voleva poco a prevedere la possibilità del
    referendum. Solo volerlo.

    Concludo, perchè devo andare in ufficio.
    Nessuno è contro all’unione dei comuni, ci mancherebbe.
    Trovo strano parlare però di unione e di importanza per la comunità, quando in essa non è definito lo strumento di partecipazione più concreto, e, da quanto ho visto (ma la prego di smentirmi se è il caso) non è presente il regolamento degli istituti di partecipazione (Come sarebbe indicato dall’ Art 25 Comma 2)
    …se questo regolamento è stato prodotto la prego di indicarmelo.

    Ribadisco, non ho problemi a rettificare quanto ho scritto ed aggiornare l’articolo (tempi permettendo) ma la prego di argomentare quanto detto.

    Ah…domanda…L’Unione ha un direttore generale ed un segretario generale (il cui stipendio non è ovviamente trascurabile).
    Da quanto è stata istituita l’unione i compensi dei direttori generali e dei segretari comunali dei vari comuni è stato ridotto?

    Grazie per l’attenzione e per la risposta.
    Davide Zanichelli

  17. massimiliano maestri

    Cari amici di guastalla 5 stelle, forse dovrei dire caro Davide ma visto che il pezzo non è firmato non vorrei commettere errori, inizio subito dicendo che prima di porre delle critiche, anche pesanti, come quelle contenute nel vostro articolo sarebbe bene informarsi sulle questioni che si vogliono affrontare.
    L’apertura del vostro pezzo è una solenne calunnia, vi invito ad approfondire e immediatamente dopo a smentire quanto da voi affermato relativamente ai costi dell’Unione.
    Se vi foste fermati un attimo e aveste chiesto o meglio aveste letto lo statuto dell’ente vi sareste accorti che l’Unione non ha costi politici!
    Il presidente e la giunta non percepiscono alcun compenso ne rimborso spese!
    Aggiungo che questa, che nella Bassa Reggiana è stata una scelta fatta prima, è oggi legge dello stato.
    L’apparato dell’Unione poi è prevalentemente composto da dipendenti dei Comuni appartenenti alla stessa.
    Quindi il maggior costo dell’apparato dell’Unione è compensato dal minor costo nei singoli Comuni.
    Un esempio gli addetti degli uffici personale dei sette comuni (Guastalla non partecipa a questo servizio) prima del servizio associato in unione erano 11 oggi con l’Unione sono 4.
    Se la matematica non è un opinione mi pare evidente quanto sia reale il risparmio a carico dei cittadini.
    E’ ovvio che il risparmio sarà maggiore man mano che le figure che risultano in eccesso andranno a ricoprire ruoli all’interno del loro ente sostituendo mobilità o pensionamenti.
    Relativamente alla questione della rappresentanza non mi esprimo, dico solo che il consiglio dell’unione non è un organismo politico proprio perchè non eletto dal popolo, è l’organo di controllo dei consigli comunali in seno all’Unione.
    I consiglieri rappresentano, proprio da statuto, le maggioranze e le minoranze da cui sono stati eletti e non il loro partito di riferimento.
    Per la questione del referendum dico subito che non è un problema inserirlo nella revisione dello statuto che è in atto proprio in questi mesi.
    Oggi, scrivo alle una di mattina di giovedì 10, ci sarà una riunione della commissione statuto e sarà mia cura proporre questa questione.
    Però, visto che a differenza vostra, non è il populismo quello che ricerco nella mia azione di amministratore tengo a precisare che l’istituto del referendum in seno all’Unione è assolutamente inutile.
    L’unione infatti non può fare altro che quello che viene previsto nelle convenzioni di trasferimento dei servizi dai singoli Comuni, in pratica gestisce la procedura, lasciando in capo ai singoli comuni il controllo e l’indicazione.
    Per l’ufficio appalti poi, che incomprensibilmente citate lasciando intendere chissà quali misteri, tutta la parte di definizione delle scelte rimane in capo al Comune, l’Unione si occupa della redazione della documentazione e dello svolgimento della gara ma la responsabilità rimane sempre in carico al Comune ed al suo funzionario.
    Tornando al referendum, quindi è bene prevederlo ma è solo quello comunale che può influire sull’attività dell’Unione.
    Come dire mettiamocelo pure nello statuto tanto è un istituto inattuabile, intanto voi avete fatto la vostra battaglia di falsa partecipazione e avete vinto (magra vittoria)!
    Da ultimo permettetemi, siete un movimento molto interessante composto da persone intelligenti, saper rappresentare la rabbia e le richieste del popolo non può voler dire essere promotori della macchina del fango.
    Il populismo paga in prima battuta ma poi occorre saper fare e non solo ululare alla luna.
    Resto a vostra disposizione per ogni chiarimento del caso.
    Con simpatia.
    Massimiliano Maestri Sindaco di Gualtieri e presidente dell’Unione Bassa Reggiana

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