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Guastalla: PDL, LEGA, UDC, PD uniti nel bavaglio bipartisan

***** AGGIORNAMENTO 27 NOVEMBRE 2011 *****
I consiglieri di minoranza Camilla Verona, Gianfranco Ferraresi (PD – Guastalla Insieme), Stefano Villani (Uniti per Guastalla), Rosa Maria Felicita De Lorenzi (Gruppo Misto) hanno presentato un emendamento alla delibera per oggetto “Approvazione modifiche ed integrazioni all’art 29 del regolamento comunale e delle commissioni consiliari dell’ordine del giorno del Consiglio Comunale del 29/11/2011.
In tale emendamento i consiglieri chiedono l’installazione di dispotivi tecnologici con la finalità di trasmettere le sedute del Consiglio Comunale via web in diretta streaming con telecamera fissa. Qui il testo integrale dell’emendamento presentato.

Il Gruppo Guastalla 5 Stelle è sicuramente favorevole alla diretta in streaming dei Consigli Comunali. Di fatto comunque il nostro pensiero in merito non cambia. Vietare a liberi cittadini di poter filmare i propri dipendenti pubblici durante lo svolgimento del compito che proprio i cittadini stessi hanno chiamato loro a svolgere E’ SBAGLIATO e antidemocratico.

Inoltre ci chiediamo il motivo per il quale questo emendamento sia stato presentato solo ora e non in svolgere della commissione consiliare adibita proprio alla stesura del testo che andrà a modificare il regolamento comunale, dato che di tale commissione fa parte anche la firmataria Camilla Verona (PD – Guastalla Insieme)
***** FINE AGGIORNAMENTO *****

La sera o più probabilmente la notte di martedì 29 novembre 2011, visto che non a caso il punto riguardante la votazione sulla modifica del regolamento che vieterà ai cittadini le riprese video in Consiglio Comunale è stato posizionato alla fine dell’ODG, Destra e Sinistra banchetteranno alla faccia della trasparenza.
Giunge quindi in Consiglio Comunale il testo redatto unanimamente in Commissione Consiliare dai rappresentati di PDL-LEGA-UDC-PD. Testo che oltre a limitare duramente le riprese video da parte degli organi di stampa, vieterà sistematicamente ogni ripresa video da parte di qualsiasi cittadino presente in sala del Consiglio. Anche con l’utilizzo della forza pubblica, senza se e senza ma.

E così il bavaglio bipartisan colpirà ancora una volta. Destra e Sinistra uniti nel celarsi dietro a quel diritto di Privacy che giusto in questi giorni ha colpito anche il parlamento Italiano del nuovo Governo Monti dove gli onorevoli, che già non possono essere arrestati, perquisiti, intercettati, processati quando insultano un cittadino, dichiarati ineleggibili e incompatibili quando lo sono, non potranno neppure essere ripresi se non quando pare a loro. Così infatti ha deciso l’Ufficio di Presidenza di Montecitorio che, bontà sua, cencede ai fotografi e cineoperatori di seguitare a lavorare dalle tribune, ma a patto che obbediscano a un “codice di autoregolamentazione” da concordare coi rappresentanti dei partiti che imbalsamerà per sempre la loro curiosità.

Ma torniamo a noi, a Guastalla e al suo prossimo Consiglio Comunale dove appunto in barba anche ad alcuni pareri dello stesso garante della Privacy, si legittimerà il divieto a tutti i cittadini di poter filmare i propri dipendenti pubblici durante lo svolgimento del compito che proprio i cittadini stessi hanno chiamato loro a svolgere. Incredibile ma è così.

La morale è sempre la stessa, e cioè quella che vietare le riprese in Consiglio è un gesto in evidente contrasto coi principi democratici che devono animare lo svolgimento in aula di un Consiglio Comunale. Aula perfettamente equiparabile ad una piazza. Addirittura lo stesso Presidente della camera Fini, riferendosi all’aula parlamentare, l’ha definita “luogo pubblico, come una piazza, per cui non si può evitare che un deputato venga fotografato mentre dorme o si mette le dita nel naso“.
Quello che viene discusso e deciso all’interno del Consiglio pubblico riguarda tutta la città e chiunque ne abbia il desiderio ha il diritto di potervi accedere in pienezza.

Sottolineato questo, visto che gli pseudo paladini della trasparenza spesso “tirano per la giacca” il Garante della Privacy, facciamo un po’ di chiarezza su quanto effettivamente lo stesso dice in merito.
Il Garante ha dato un parere, già nel lontano 2001, in materia di riprese audiovisive dei consigli comunali, a favore della loro legittimità, salvo solo i casi in cui si discuta di una persona specifica relativamente alla quale potrebbero esserci aspetti relativi a dati sensibili come quelli sanitari.

GARANTE PER LA PROTEZIONE DEI DATI PERSONALI
28 maggio 2001

“Sì alla trasmissione delle sedute pubbliche del consiglio comunale via Internet, ma niente webcam per le riunioni di giunta e per gli incontri del sindaco con i cittadini.
E’ quanto ha stabilito il Garante (Stefano Rodotà, Giuseppe Santaniello, Gaetano Rasi, Mauro Paissan) in un parere fornito ad un Comune, relativo all’uso delle nuove tecnologie per pubblicizzare i diversi momenti dell’attività amministrativa.
Il Garante ha precisato che la diffusione via Internet di alcune iniziative caratterizzate di per se stesse da un obiettivo di ampia conoscenza nel pubblico, come conferenze stampa, riunioni di consiglio ecc., non pone particolari problemi dal punto di vista della legge sulla privacy. E’ necessario però informare tutti i presenti della diffusione delle immagini, anche attraverso affissione di avvisi chiari e sintetici, ed osservare poi una particolare cautela per i dati sensibili, per i quali va rigorosamente rispettato il principio di stretta necessità, evitando in ogni caso di diffondere dati idonei a rivelare lo stato di salute di singoli cittadini…”.

Ed è importante evidenziare che “informare” NON implica il consenso di alcuno alla registrazione.

Inoltre lo stesso garante, in merito alla pubblicità di atti e sedute consiliari, dichiara che la stessa è “espressamente garantita dal testo unico delle leggi sull’ordinamento degli enti locali (d.lg. n.267/2000), il quale demanda al regolamento comunale l’introduzione di eventuali limiti. Proprio questa fonte normativa, a parere del Garante, può costituire la sede idonea a disciplinare modalità e limiti di pubblicità delle sedute, comprese le eventuali riprese televisive…“.

Si vuole quindi regolamentare le riprese? Bene, ma attenzione che “LIMITARE” non è sinonimo di “VIETARE“.

E volendo chiudure il discorso, è altresì importante sapere che il garante stesso citando il Paragrafo 19 della Relazione annuale 200 (pag. 63) dal titolo “Trasparenza dell’attività amministrativa”, dichiara anche che “In merito alla pubblicità degli atti e delle sedute del consiglio comunale, l’Autorità ha anche precisato che un consigliere comunale può registrare con l’ausilio di strumenti propri le sedute dell’assemblea consiliare a condizione che, quando la registrazione, in ipotesi particolari, è effettuata per fini esclusivamente personali, i dati non siano destinati alla comunicazione sistematica o alla diffusione, e quando invece è (più spesso) effettuata per scopi diversi, gli interessati siano posti previamente in condizione di essere informati (Nota 23 aprile 2003).

Ci vediamo martedì sera/notte in Consiglio Comunale a Guastalla…
STAY TUNED

 

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