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Considerazioni sulla manifestazione di sabato a Roma

Riportiamo l’articolo del blog di Beppe Grillo che parla di black bloc organizzati e i loro “piani di guerra”, a seguire, le considerazioni di un attivista del MoVimento 5 Stelle di Viadana indignato del proprio Paese

I black bloc salveranno la Seconda Repubblica? I media e i partiti ci provano. L’Italia sembra in preda a black bloc organizzati che scorrazzano nelle città, rompono vetrine e incendiano macchine. La gente ha paura, deve avere paura. Si preparano leggi speciali. Maroni le proporrà in Parlamento con il supporto, forse anche di una preziosa consulenza, dell’opposizione. I movimenti vanno messi fuori gioco con qualunque mezzo. Gli utili idioti per queste operazioni si trovano sempre. La crisi economica che sta travolgendo il Paese è improvvisamente scomparsa. I partiti, che ne sono responsabili, si sono riverginati grazie una manifestazione di 200.000 persone senza un servizio d’ordine degno di questo nome. Chi l’ha autorizzata? Un corteo appoggiato dal centro sinistra controllato a distanza dalle Forze dell’ordine di Zanna Bianca Maroni totalmente impreparate, lasciate a sé stesse. Un finale scontato e forse voluto.
Chi sono i black bloc? Il solo nome mette paura. Neri come la notte. Evocano nuovi fascismi. Perfetti per un’operazione di marketing e per spaventare le vecchiette. I violenti di Roma non sono un corpo alieno, sono persone, ragazzi esasperati che pagheranno per i loro gesti. Ma non vengono da Marte e senza una svolta radicale della politica il loro numero è destinato ad aumentare. Chi non ha più speranze, un posto di lavoro, una casa, è pericoloso per il Sistema. Divieti di manifestazione, arresti preventivi, irruzioni in centri sociali diventeranno routine.
La demonizzazione dei movimenti è in atto. La Repubblica titola un inquietante articolo di di Carlo Bonini e Giuliano Foschini “Il black bloc svela i piani di guerra. Ci siamo addestrati in Grecia“. Un’intervista a un ragazzo, del quale è nota solo l’iniziale “F.”, che svela l’esistenza di gruppi di black bloc istruiti militarmente in Grecia per seminare il panico in Italia. Il dialogo termina con queste battute:
Repubblica “Parli come un militare
F. “Parlo come uno che è in guerra
R. “Ma di quale guerra parli?
F. “Non l’ho dichiarata io. L’hanno dichiarata loro
R. “Loro chi?
F. “Non discuto di politica con due giornalisti
R. “E con chi ne discuti, ammesso che tu faccia politica?
F. “Ne discuto volentieri con i compagni della Val di Susa
R. “Sei stato in val di Susa?
F. “Ero lì a luglio
R. “A fare la guerra
F. “Si. E vi do una notizia. Non è finita
La Procura della Repubblica competente (credo che sia quella di Roma) deve accertare l’identità di questo fantomatico “F.”. I giornalisti devono provare che le sue affermazioni hanno basi fondate. L’articolo collega gruppi terroristici con la protesta legittima dei valsusini contro un’opera devastante per il territorio, che costerà 22 miliardi di euro pagati dalle nostre tasse, che finirà tra vent’anni per trasportare merci in costante diminuzione. I treni attuali che transitano in Val di Susa sono pieni solo al 50/60%. Gli anarco insurrezionalisti in Val di Susa sono studenti, agricoltori, anziani, preti e sindaci. A quando la retata, caro Ingegnere? -Beppe Grillo-

INDIGNATI ALL’ ITALIANA di Alberto Borelli

Indignati. Ieri c’ è stata, sotto i nostri occhi e sotto i nostri media, costretti a parlarne, forse la più grande manifestazione mondiale di protesta che si avvicina di più al concetto dei V-Day. I numeri fanno intimidire l’ 1% della popolazione mondiale che vive rintanata e se la gode dei benefici di un Sistema di rapina globale.

951 città di 82 paesi  come Zurigo, Londra, Parigi, Tokio, Sarajevo, Hong Kong, Bruxelles, Belgrado, Amburgo e tantissime altre città soprattutto nelle due americhe. Il fenomeno sfiora anche’ l’ Australia, l’ Africa e il mondo arabo. C’ è un aria di cambiamento nell’ aria, un aria di cambiamento che nella capitale d’ Italia, diversamente dalla quasi totalità delle altre città, ha portato un vaghissimo aroma di bruciato.

Ho seguito per tutta la giornata le notizie su Roma, e ho tantissime cose da scrivere su ciò che è successo nella capitale, spero di non sembrare noioso.

Intanto la nostra classe politica ha mediaticamente sprecato una bellissima opportunità per riflettere sulle ragioni della protesta degli Indignati. E parlano solo di scontri, del colore dei facinorosi, e del partito che ha più colpa. In una manifestazione in cui loro non sono i benvenuti , ne tantomeno interessati se non per criticare, parlano e si fanno puntualmente intervistare, quando non dovrebbero neanche fiatare mettendo il cappello e i commenti su ogni cazzata. Chissà chi sarà mai il miglior detonatore degli Indignados, forse lo sanno tutti tranne loro. I giornali nazionali di partito, servilmente, obbediscono. Guardando questi quotitidiani mezzi finanziati da noi, i titoli più indecenti (a mio parere), si trovano in stracci come l’ indebitata Padania, Libero e il Giornale che bollano il 15 ottobre come una manifestazione di estremisti di sinistra. Per certe affermazioni ci vuole un bel coraggio.

Ma in generale l’ informazione italiana tutta ha dedicato il 95% dei servizi su Roma ad un migliaio di black block e il 5% agli almeno 200mila veri indignati. Terremotati  d’ Abruzzo, No Tav valsusini, tantissimi precari, moltissime associazioni come i Draghi Ribelli o il Teatro Valle che ha esibito un coloratissimo camion, e persone comuni sono stati quasi completamente ignorati. Complimenti vivissimi.

E poi abbiamo la marcia dei mille. Con i petardi. Bardati e coperti da caschi neri, vestiti di nero, che giravano in gruppo silenziosi tra i manifestanti, per poi partire con divertentissimi incendi ai simboli del capitalismo ladro come una Lancia o una Fiat Punto, magari quella di un manifestante venuto ad assistere e a sostenere la protesta. Impugnando i soliti pali da segnaletica come alabarde e scatenando la solita guerriglia urbana che abbiamo già visto il 14 dicembre scorso. Sbagliare una volta è consentito, ma alla seconda cominci a passare per idiota.

Ed è per questo motivo che ora scrivo le parole dell’ “emerito” Kossiga, giusto per cercare di capire se dietro a questi 1000 distruttori di partecipazione civile c’è qualcuno che ne tira i fili:

”Maroni dovrebbe fare quello che feci io quando ero ministro dell’Interno.
In primo luogo lasciare perdere gli studenti dei licei, perche’ pensi a cosa succederebbe se un ragazzino di dodici anni rimanesse ucciso o gravemente ferito…

Lasciar fare gli universitari. Ritirare le forze di polizia dalle strade e dalle universita’, infiltrare il movimento con agenti provocatori pronti a tutto, e lasciare che per una decina di giorni i manifestanti devastino i negozi, diano fuoco alle macchine e mettano a ferro e fuoco le citta’. Dopo di che, forti del consenso popolare, il suono delle sirene delle ambulanze dovra’ sovrastare quello delle auto di polizia e carabinieri. Nel senso che le forze dell’ordine non dovrebbero avere pieta’ e mandarli tutti in ospedale. Non arrestarli, che tanto poi i magistrati li rimetterebbero subito in liberta’, ma picchiarli e picchiare a sangue anche quei docenti che li fomentano. Soprattutto i docenti. Non dico quelli anziani, certo, ma le maestre ragazzine si’.”(Cossiga l’ emerito, 22/10/2008).

Niente da fare, i mitili non rispondono positivamente, li vedo messi piuttosto male. Faticano ad apprendere queste cozze, dovrebbero applicarsi di più. Fosse per me, io le boccerei all’ istante.

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