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9 Ottobre: 1°Giornata Nazionale per le vittime delle tragedie ambientali e industriali

Il 9 ottobre 1963, una frana nel bacino idroelettrico contenuto dalla diga del Vajont causava un’inondazione provocando 1.918 morti e migliaia di sfollati. Il rischio c’era e si sapeva. Quest’anno, per la prima volta, il suo anniversario è diventato per legge una Giornata Nazionale dedicata alle vittime dei disastri ambientali o industriali causati dall’incuria dell’uomo.

E’ stato chiesto al Ministero dell’Ambiente quali sono i disastri e quante le vittime ma non hanno saputo dire nulla. Pertanto il geologo Zampetti di Legambiente ha provato a fare una lista. Le cause sono molteplici: non è semplice incuria ma scarsa prevenzione, controlli mancanti, avidità. Ecco qual’è il Bilancio.

1972-1993 Petrolchimico di Porto Marghera: Il polo Montedison produce cloruro di vinile che intossica gli operai e l’ambiente. Accertati almeno 157 morti di tumore e 103 malati. Condannati (nel 2004 in appello) i dirigenti ma l’omicidio colposo è prescritto.

10 luglio 1976 Diossina di Seveso: Un reattore dell’industria chimica Icmesa esplode e libera diossina: 6 mila persone contaminate e 240 colpite da cloracne (una grave dermatosi). Allo studio gli effetti a lungo termine, Condannati due manager, negati i danni morali.

19 luglio 1985 Catastrofe della Val di Stava: Un bacino di decantazione della miniera di Prestavel rompe gli argini a causa di una frana. Travolta la frazione di Stava:  268 morti e 71 case distrutte. Dieci condannati nel 1992 per disastro colposo.

1986 l’Amianto a Casale Monferrato: Dal 1962 si conoscono gli effetti mortali delle fibre di amianto, ma la Eternit ha continuato a produrle fino al 1986. Provocando tra Torino e Alessandria circa duemila morti silenziose. Nel 2009 chiesti 20 anni di carcere per due dirigenti dell’azienda. Il processo è in corso.

14 aprile 1991 Affondata la petroliera Amoco Milford Haven: Un’esplosione al largo di Voltri, davanti a Genova. 144mila tonnellate finiscono in mare uccidendo ogni forma di vita e depositandosi sui fondali. E’ ancora inquinato vent’anni dopo (secondo Legambiente). Gli armatori però sono stati tutti assolti.

5 maggio 1998 Alluvione nella Valle del Sarno: Dalmonte di Pizzo d’Alvano scendono fango e detriti sui centri di Sarno e Quindici (Sa), portando via 180 case e uccidendo 159 persone. “Fu anche colpa delle costruzioni in luoghi a rischio”, spiega Legambiente. Una settimana dopo l’alluvione c’erano già due nuove case abusive.

6 aprile 2009 Terremoto a l’Aquila: Una scossa di 5,9 gradi Richter (preceduta da altre 114) distrugge l’Aquila e dintorni: 309 vittime, oltre 1.600 feriti e 10 miliardi di euro di danni stimati. Aperta un’inchiesta per omicidio e disastro colposo: molti edifici, come la Casa dello Studente, non erano a norma.

29 giugno 2009 Disastro Ferroviario di Viareggio: Deraglia un treno che trasportava 14 cisterne di Gpl. L’esplosione distrugge due palazzine e uccide 33 persone ferendone 25. Con 38 avvisi di garanzia, il processo inizierà nel 2012. Si pensa siano state disattese le norme di sicurezza.

1 ottobre 2009 Alluvione a Messina: Diverse frane travolgono dieci centri del messinese: 31 morti e 6 dispersi, un migliaio di sfollati, 95 feriti. “Ancora colpa dell’abusivismo edilizio” spiega Legambiente. Aperta un’inchiesta per disastro colposo ma nessuno è indagato.

fonte: Vanity Fair 5 ott. 2011

 

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