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Il ritorno dei CIP6?!?

Fonte: MoVimento 5 Stelle Emilia Romagna. Federambiente, la lobby delle multiutilities di cui fanno parte Hera ed Iren, è pronta a chiedere di rifinanziare – naturalmente con i nostri soldi – gli inceneritori di rifiuti! Sarebbe un gesto di forte contrapposizione contro l’Unione Europea, le leggi che regolano la libera concorrenza e le fonti rinnovabili. La clamorosa mossa anti-europea che Federambiente (presieduta da Daniele Fortini, AD di Asia Napoli ed in quota Pd) sta compiendo è rilevata nella lettera, che sta per essere inviata ed è in fase di redazione e di cui il Movimento 5 Stelle è entrato in possesso. QUI trovate la versione che sta girando tra i lobbysti ed esperti del settore per la sua redazione finale.
Cosa si legge nel documento?
Senza incentivi pubblici agli inceneritori, “la situazione degli investimenti è in stagnazione, pochi termovalorizzatori sono costruiti negli ultimi cinque anni e praticamente nessun nuovo impianto è stato programmato”. Ricordiamo che tra il 2007 ed il 2008, dando seguito alle indicazioni dell’Unione Europea che già aveva aperto procedimenti d’infrazione contro l’Italia, la normativa che tramite i così detti “Cip6” ed i “Certificati verdi” del decreto Bersani del 1999 incentivava con denaro pubblico l’incenerimento dei rifiuti, era stata rivista. Rispettando sia le norme Ue che il Trattato di costituzione dell’Ue in tema di libera concorrenza, erano stati così banditi gli incentivi relativi alla combustione dei rifiuti non biodegradabili.
Nel suo documento indirizzato al Parlamento Federambiente afferma nero su bianco “l’attenzione sulle difficoltà che stanno investendo gli impianti di termovalorizzazione realizzati, ristrutturati o ampliati nel periodo interessato dalle modifiche normative sul tema dell’incentivazione dell’energia da fonti rinnovabili sull’individuazione delle procedure per il calcolo della parte rinnovabile”. Tradotto: senza soldi pubblici non riusciamo più a costruire inceneritori.

Nel documento Federambiente parla di “investimenti di cui il paese ha drammaticamente bisogno” riferendosi agli inceneritori, ma non fa mai cenno di tutte le tecniche alternative: dai centri riciclo modello Vedelago , al trattamento meccanico biologico, alle tecniche Rifiuti Zero, a quelle “Cradle to Cradle” (dalla culla alla culla) applicate nei Paesi Bassi.
Federambiente non si accontenta. Nel documento sta definendo un altra proposta. In questo caso contro ogni norma democratica che di fatto azzera le proteste di comunità locali, Comuni o Province contro gli inceneritori. Si legge nel documento: “Non esiste ad oggi alcuna credibile “sanzione” per le amministrazioni che pure a fronte della legittimità delle richieste autorizzazione e della bontà dei progetti, rallentano o bloccano il processo autorizzativo per un malinteso e spesso ingiustificato senso del diniego precostituito a qualunque iniziativa che possa suscitare opposizione sul territorio”. Cosa propone Federambiente? “Se ad esempio una Provincia non rilascia l’autorizzazione o non fornisce un diniego motivato entro i tempi stabiliti, le subentra la Regione e se entro tempi prestabiliti il processo non è ancora concluso, i poteri degli enti locali sono surrogati dall’amministrazione centrale dello Stato”. Tradotto: scavalchiamo i cittadini e andiamo avanti.
Il MoVimento 5 stelle diffonde questo documento in modo che tutte le associazioni ambientaliste possano prevenire questo scempio e facciano pressioni affinché non sia presentato ed i partiti non approvino queste norme anti-europee e antidemocratiche. In tal senso sono state presentate da Giovanni Favia e Davide Bono, in Emilia-Romagna e Piemonte, due risoluzioni per impegnare le rispettive Giunte regionali a bloccare tali proposte.

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