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Il MoVimento 5 Stelle reggiano aderisce allo sciopero

Il Movimento 5 Stelle reggiano aderisce allo sciopero nazionale di oggi.

Il Governo nazionale sta dimostrando di non avere alcuna idea per risolvere la crisi, per creare posti di lavoro e risanare il Bilancio dello Stato. Continui cambi e stravolgimenti della manovra di Bilancio, con l’unica certezza che a pagare sarà  chi non arriva alla fine del mese, richiedono un no deciso per evitare che il Paese venga condotto allo sfacelo con misure depressive. 

I palliativi ipocriti per risollevare l’economia (vedi la cancellazione delle feste civili) dimostrano che il bene dell’economia non passa nemmeno per l’anticamera del cervello di chi ci governa, mentre qualche comodo piacere ad industriali già  ben sovvenzionati dallo Stato sembra essere l’unico risultato. Lo spauracchio del licenziamento, quando corrotti e truffatori ai vertici delle massime istituzioni politiche ed economiche se la cavano sempre con yacht e deliziosi cocktail, e’ un insulto all’intelligenza degli italiani.

In questi mesi neanche un accenno ai 98 miliardi di euro evasi dai gestori delle slot e Videopoker, già  accertati dalla Corte dei Conti. Nessun accenno all’assurdita di spendere 22 miliardi di euro per un buco nella montagna in Val di Susa. Nessun retrofront sui 15 miliardi stanziati per comprare i cacciabombardieri F-35 e simili che, pare, non si reggano nemmeno in volo. (Fonte: Reggio 5 Stelle)

Ricordiamo inoltre che il 12 e 13 Giugno il voto referendario di ben 27 milioni di cittadine e cittadini ha chiaramente indicato la voglia di partecipazione attiva alle decisioni importanti per il Paese.

Chiara è stata la risposta dei cittadini: NO alla privatizzazione dei servizi pubblici locali d’interesse generale, a partire dalla gestione dell’acqua ma non solo, NO ai pro fitti del mercato sui beni comuni essenziali. Le persone hanno chiaramente indicato una nuova stagione che metta al centro l’essere umano e i beni comuni e non le agenzie di rating e la speculazione fi nanziaria. Si è indicata la strada che esce dal mercato e cammina verso i diritti per tutti/e.

Purtroppo il Governo cerca di far rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta. Infatti, con la manovra economica in fase di discussione parlamentare, si tenta di aggirare la volontà popolare riproponendo la privatizzazione dei servizi pubblici locali.

Il Governo non solo non ha ancora attuato le indicazioni referendarie retrocedendo sulle privatizzazioni già attuate e abolendo i profitti sull’acqua ma, con la manovra economica ha riproposto in altra forma la sostanza delle norme abrogate ignorando la volontà popolare. Infatti, l’articolo 4 ripresenta il vecchio Decreto Ronchi e persino nuove date di scadenza per le prossime privatizzazioni dei servizi pubblici locali. Addirittura l’articolo 5 arriva a dare un premio in denaro agli enti locali pur di convincerli a lasciare al mercato delle privatizzazioni i propri servizi essenziali per le comunità.

Tutto ciò oltre a non rispettare la volontà di partecipazione e le decisioni dei cittadini è anche una chiara violazione della Costituzione poiché il popolo italiano si è pronunciato con referendum contro l’affidamento al mercato di tutti i servizi pubblici locali previsti dal Decreto Ronchi, e tale decisione è vincolante per almeno cinque anni (come affermato dalla giurisprudenza costante della Corte Costituzionale). (fonte: Comitato Provinciale Acqua Bene Comune – Reggio Emilia)

Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?) NOI NEPPURE!!!

Sabato 10 settembre ci vediamo davanti a Montecitorio per chiedere un Parlamento Pulito!!!

Un commento

  1. I disabili e lo sciopero generale del 6 settembre: per rivendicare diritti e dignità
    Rivendicare“Diritti e dignità”, una ondata di ingiustizia sociale è in procinto di travolgere le persone con disabilità e le loro famiglie, la manovra finanziaria di luglio 2011 e la manovra bis diagosto, se non modificate, avranno effetti devastanti, con tagli pesanti nella vita quotidiana delle persone disabili, nell’assistenza, nel percorso formativo, nell’inclusione scolastica, nell’inclusione sociale,nell’inserimento lavorativo.
    Gli attacchi ultimi del Ministro Calderoli agli assegni di invalidità, nonché alle indennità di accompagnamento, sono la prova inconfutabile di come questo Governo voglia trasformare la giustizia sociale in un ibrido di assistenza compassionevole e caritatevole, delegando alla “bontà dei privati”i bisogni dei cittadini.
    Il Ministro del Lavoro Sacconi, prosegue, inoltre, lo smantellamento della legge 68/99 (collocamento obbligatorio con le persone con disabilità), infatti, l’articolo 9della manovra bis, di cui la CGIL con forza ne chiede la soppressione, elimina le autorizzazioni degli uffici preposti del lavoro ad eventuali compensazioni territoriali delle aziende richiedenti.
    L’articolo consegna alle imprese pubbliche e private la libertà di agire autonomamente sulle compensazioni territoriali previa semplice comunicazione. Inoltre, questa facoltà viene estesa a tutte le aziende facenti capo ad una unica società, anche se operanti in regioni e comuni diversi. In questa maniera si perde il controllo della presenza dei disabili all’interno delle grandi aziende rendendo impossibile la rivendicazione di ogni legittimo diritto.
    Ed ancora, vengono penalizzate le regioni più povere e con alte percentuali di disoccupati disabili. Gravissimo però resta il rischio che con questo articolo si possa tornare ai“reparti confino”, ossia luoghi di lavoro con all’interno tutti i lavoratori disabili assunti obbligatoriamente per legge. Con questo articolo si rende impossibile il controllo e la rivendicazione di ogni legittimo diritto per le lavoratrici e i lavoratori con disabilità.
    fonte Ufficio delle Politiche per la Disabilità della CGIL Campania – Napoli

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