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I veri vincitori sono loro: i comitati dell’acqua bene comune

Dovrei essere felice, lo sono, ma non troppo. Questo referendum mi ha dato delle conferme, che già quasi avevo, ma di cui ora non ho veramente più dubbi.
I politici con la “p” minuscola sono tutti uguali, da destra a sinistra. Non è qualunquismo, ma è realismo.

Ho il vomito… sentire parlamentari di destra blaterare cazzate come quelle “che il popolo ha espresso quello che il suo governo aveva già abrogato poco tempo fa…” o come chi da sinistra salta sul carro del vincitore proprio prima di tagliare il traguardo, mi fa rivoltare lo stomaco ancor di più.
I caronte dell’informazione di regime dedicano tutte le prime pagine a loro. Non contenti d’averci preso per il culo fino ad oggi c’è chi persevera: “Un risultato chiaro, che non va ignorato“. E c’è invece chi chiede le dimissioni del governicchio attuale: “Si dimettano e vadano al Colle“. Ridicoli. Sentire queste parole da chi per 20 anni è stato la stampella del berlusconismo è davvero stomachevole. La seconda “B.” più famosa della repubblica – da oggi un po’ meno – delle banane si intesta la vittoria, ma il PD non ha fatto niente per questi referendum, li ha addirittura prima ostacolati e poi subiti. Lo smacco che subisce nelle regioni e città in cui governa, e in cui ha privatizzato l’acqua pubblica (vedi “IREN” – Non lasciamoci incantare dal giochino del 51% pubblico e 49% privato), costituisce la sconfessione delle sue politiche.

C’é tanto internet in questo voto. È stato il primo voto popolare dove si é capito che il web ha la capacità di mobilitare le folle eludendo qualsivoglia controllo.
Il referendum traino di questa consultazione si diceva fosse in primis il nucleare. Errato. E’ stato quello sull’acqua. Le prime pagine dovrebbero essere tutte per loro. Per tutti quei comitati dell’Acqua Bene Comune” che hanno lottato nella totale indifferenza dell’informazione di regime, per ripristinare il primato del “bene comune”. Sono loro ad aver raccolto 1,4 milioni di firme, lavorando in silenzio autonomamente dai partiti e dai loro subdoli calcoli.

Marco Dallai

p.s.
Un grosso in bocca al lupo al nostro mitico Antonio “Kampa” Campanini, in questi giorni convalescente, ma che a tutti i costi ha voluto porre il proprio sigillo sul quesito referendario. Grande Antonio!!!!!!! Ti vogliamo in piedi al più presto per festeggiare tutti insieme!!!

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