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Pensioni troppo “onorevoli” alle persone con disabilità

“Sono in discussione le proposte da parte di tutti i gruppi politici per individuare i falsi invalidi: un compito gravoso e impegnativo. Ogni partito espone il proprio punto di vista e propone una modalità per metterlo in pratica. Mentre sul proprio punto di vista ogni gruppo parlamentare si è espresso con chiarezza, sulla parte relativa al metodo rimangono molte lacune da parte di tutti gli schieramenti. Purtroppo siamo ancora immersi in una vecchia politica abituata a diffondere slogan facilmente votabili che non ci dicono nulla sul “come” saranno attuati risultando, quindi, totalmente vuoti nel loro significato e accaparrandosi la prima fila nel settore delle frasi demagogiche.

La campagna denigratoria della Lega Nord e dei giornali di partito nei confronti delle persone con disabilità non smette neanche nei giorni vicini alla Pasqua, giornata simbolo dell’amore dei religiosi cristiani, a cui i leghisti pretendono di appartenere – nella forma, poco nella sostanza. L’onorevole Reguzzoni (Lega Nord) ha finalmente espresso liberamente quello che è il pensiero di questo lodevole partito nato per ascoltare i cittadini, per denunciare e vietare le assunzioni dei familiari in politica, per combattere lo sporco e la corruzione. Questo, 20 anni fa. Poi da quando ha occupato gli scranni di Montecitorio ha dimenticato i suoi bei propositi adeguandosi al modello di vita dei politici italiani: corruzione, abuso dei benefit, inserimento di figli e parenti vari nel mondo della politica senza alcuna condizione di merito. Ma questo è un dato di fatto sotto gli occhi di tutti.

Quelle che forse non tutti conoscono sono le parole pronunciate dal suddetto onorevole proprio in tema di pensioni di invalidità e individuazione dei falsi invalidi. Ringraziando la rete che si presenta ogni volta come l’unico mezzo di informazione veramente democratico vi lascio ascoltare il video.

Forse le considerazioni sarebbero vane. Ma il silenzio non è una risposta sufficiente di fronte a queste parole; per questo la Fish (Federazione italiana superamento handicap) attraverso il suo presidente Barbieri ha rilasciato questa dichiarazione: “Le affermazioni, già pesanti se pronunciate in stato di ebbrezza in una qualsiasi bettola, assumono una valenza ancora più grave e razzista provenendo da un parlamentare, viepiù membro di un partito di Governo. E’ la riprova che quel pregiudizio contro le persone con disabilità, i più deboli, i diversi, sta permeando pericolosamente i gangli della nostra società”.

Si continua, infatti, in questa campagna di demonizzazione dell’assistenza ai disabili – come se non bastasse l’aver già portato a 0 (zero) il fondo per la non autosufficienza – a non fare distinzioni all’interno di una categoria così ampia e così disomogenea, si continua a non chiedersi il perché di una proliferazione di false invalidità e si evita deliberatamente di istituire un piano d’azione serio e concretamente attuabile che eviti di sparare alla cieca su tutta la popolazione invalida.

Chi ascolta le parole dell’onorevole – onorevole? Ma un titolo, una nomea, non bisognerebbe anche guadagnarsela e rappresentarla? Di onorevole cosa mai avrà una persona in grado di pronunciare senza una piega tali parole? – alimenta quell’idea della persona con disabilità che è veramente molto lontana dalla realtà delle cose.

Allora alcuni chiarimenti sono d’obbligo, se non altro nel rispetto di chi con quelle laute pensioni ci sopravvive.

1) I 12 miliardi di cui parla sono la spesa totale delle pensioni di invalidità: vere + false. E’ quindi una cifra totalmente erronea contando che la maggior parte sono veri invalidi e non il contrario come continuano a volerci far credere.

2) La lauta pensione cui fa riferimento è di ben 256 euro mensili. Con quei 256 euro una persona dovrebbe viverci. Ricordando al signor Reguzzoni – assodato che il titolo di onorevole non gli spetta si ritorna al semplice signor – che la sua pensione sarà ampiamente più lauta anche se non facesse nulla in Parlamento, vorrei chiarire anche che il discorso economico non è una sottigliezza per chi ha una disabilità seriamente invalidante. Da un lato c’è il mercato del lavoro che esclude totalmente queste persone che sarebbero in grado di lavorare e rendere se solo fosse data loro la possibilità, mentre ancora le aziende preferiscono pagare la multa piuttosto che inserire una persona attraverso il canale delle assunzioni obbligatorie – si dice categorie protette, ma ancora ci si chiede protette da cosa o da chi. Tutti questi invalidi preferirebbero lavorare e perdere la pensione piuttosto che sopravvivere con 250 euro. Preferirebbero rinunciare all’assistenzialismo ed essere considerate persone piuttosto che un peso come il video lascia intendere. Dall’altro c’è una quotidianità molto più costosa delle persone normodotate: i trasporti pubblici non accessibili costringono a usare taxi o servizi comunali come quello reggiano che per prendere un mezzo attrezzato ti costa 7 euro a fronte di 1 euro per il biglietto del pullman; i treni accessibili sono dall’Eurostar in su, ovvero quelli più costosi; le medicine non sono tutte garantite gratuitamente dal sistema sanitario, ci sono molte sostanze che una persona con disabilità deve assumere per vivere e che deve pagare; se sono autonoma e riesco a comprarmi un’automobile mi costa almeno 12mila euro (con un rimborso di 2400 da parte dello Stato) in più per poterla adattare e guidare senza l’uso dei pedali; e così via.

3) La pensione di invalidità è legata al reddito, ergo se la persona guadagna più di 5000 euro lordi all’anno gli viene tolta. Forse si ritorna al discorso dell’inserimento lavorativo che permetterebbe una riduzione delle pensioni di invalidità e una liberazione delle persone dal peso dell’assistenzialismo. Certo che se si continua a offrire a un ingegnere che in un incidente ha perso una gamba e che fino all’altro ieri lavorava dignitosamente le stesse opportunità che vengono offerte a una persona con una disabilità che non gli lascia capacità di intendere e di volere non verranno mai inserite le cosiddette categorie protette; si continuerà a fare di tutta l’erba un fascio come a Reggio dove le persone con disabilità vengono indistintamente inserite in progetti di tirocinio ventennali con uno stipendio netto di 200 euro senza contributi. Non si fa accenno all’assegno di accompagnamento, ma ne parlo io in questa sede per chiarire anche questo aspetto evitando così fraintendimenti. Tale assegno, di 480 euro, non è legato al reddito ed è erogato solo a coloro che hanno un’invalidità al 100% con impossibilità di deambulazione; quindi non è diffuso a pioggia a tutti gli invalidi. Rimane comunque la triste veritiera considerazione che 480 euro al mese non permettono a nessuno di pagarsi un’assistenza giornaliera.

4) “A carico dei nostri pensionati che vedono così ridursi le pensioni”. Che cosa significa, che i soldi risparmiati dall’individuazione dei falsi invalidi andrà ad arricchire le pensioni degli anziani che hanno lavorato tutta la vita e non serviranno invece per aumentare quelle dei veri disabili che a causa dello stigma e dell’ignoranza della società sono costretti e non lavorare? Allora per avere una vita dignitosa anche le persone con disabilità devono aspettare di diventare dei vecchi.

Il signor Reguzzoni ha risposto alle repliche della Fish ribadendo che il suo era un modo per sottolineare che le pensioni sono laute per chi non ne avrebbe bisogno. Personalmente credo che nemmeno per un falso invalido 250 euro sia una lauta pensione. Non lo sarebbe per nessuno.

Ribadisco, alla fine del discorso, che l’unico metodo che il leghista propone per questa caccia alle streghe è quello di raddoppiare i controlli. Non c’è nessun accenno alle modalità per evitare di chiamare a visita persone allettate che devono andare all’Inps con l’ambulanza. Raddoppiare i controlli, a pioggia, e continuare a punire tutti, indistintamente.

Allora lode alla professoressa Leone che mi insegnò, molti anni orsono, che le parole non sono noccioline.

Le parole hanno un senso e non dobbiamo smettere di cercarlo nelle frasi dei politici perché il loro uso nasconde sempre un obiettivo.”

fonte: Nadia Covacci www.24emilia.com

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