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Quando il “Mi Piace” e il “Condividi” non bastano

Viviamo un periodo cruciale sia dal punto di vista internazionale che nazionale. Dal mediterraneo si leva al cielo il grido e la voglia di rivoluzione e libertà. In Giappone è in atto una seconda Cernobyl, che nonostante ci sia chi ha avuto il coraggio di sollevare dubbi pure sulla prima, sarà probabilmente ancora più devastante della precedente. E nel nostro paese, mentre un manipolo di piduisti fan di tutto per salvaguardare l’orticello; il “nano da giardino” e la finta opposizione , l’Italiano che fa?
Un po’ di grande fratello… una seratina con l’Isola dei Famosi… qualche partitella alla TV di un calcio ormai finito come il suo pubblico allo stadio… passando nelle migliori delle ipotesi ad un bel profilo Facebook in cui cliccare su “Mi Piace” e su “Condividi”.

L’ultima puntata domenicale di Report ha destato stupore e anche polemica. Il popolo della rete si dice indignato per l’attacco gratuito del programma della Gabanelli a Facebook e al mondo dei Social Network.

Di certo la trasmissione di RAI3 non ha rivelato nessun oscuro retroscena per chi come me, come noi, è abituato ad usufruire di questo nuovo e potente veicolo di informazione alternativa. E non è stata un gran scoperta lo scoop che vuole Facebook e Google utilizzare i dati personali degli utenti per cucire loro addosso le pubblicità più appropriate e venderli agli inserzionisti come fossero un prodotto.

Il vero scoop la Gabanelli, a mio avviso, l’avrebbe fatto indagando sulla psiche di una buona parte d’Italiani, che nonostante gli stiano portando via il proprio futuro e quello dei loro figli, il loro massimo sforzo civico – quando va bene – è quello del click su “Mi Piace” e su “Condividi”.

Intendiamoci, nulla da ridire sull’informazione libera che hanno portato i Social Network, ma per cambiare questo paese non bastano un computer, un nickname o un profilo su Twitter o su Facebook: CI VOGLIONO LE PALLE per farsi su le maniche e per mettersi in gioco in prima persona. C’è già chi lo sta facendo ed ha bisogno tremendamente di una mano perché altrimenti lo sforzo sarà vano.

Nei prossimi mesi ci aspettano avvenimenti cruciali per il nostro futuro, c’è la battaglia dei referendum da vincere: c’è bisogno di fare informazione in piazza, di organizzare eventi, di studiare documenti, di dare supporto a chi di noi è già nelle istituzioni e sacrifica una gran parte della propria vita per il prossimo…

Non demandate il vostro futuro ad altri…
C’E’ BISOGNO DI VOI!!!
CONTATTATECI!!!

Marco Dallai
Gruppo Consiliare Guastalla 5 Stelle

5 commenti

  1. Posizione sacrosanta la tua, Marco Dallai. Tuttavia, l’italiano medio non è più recuperabile con le consuete opzioni convenzionali. Di “straordinario” non c’è solo la particolare congiuntura economica e politica nazionale ed internazionale. Di “straordinario” c’è soprattutto lo status anomalo nel quale il popolo ristagna da più di 3 lustri.
    E allora, chi è causa del suo mal, pianga se stesso e che muoia Sansone con tutti i filistei…

  2. Condivido vero , è ora di manifestare in piazza il nostro profondo sconforto…

  3. Davide Zanichelli

    Grande Marco!!! Ottimo articolo!!!

  4. sì, veramente azzeccato questo post!!!

    Tutti capaci di avere un’opinione, di approvare o (soprattutto) criticare, di inviare, inoltrare, condividere ecc…
    Ma quando c’é da schiodare il cu..o dal divano e impegnare in maniera più concreta un po’ del proprio tempo, e magari metterci anche “la faccia”, come dice Marco, si vede chi fa la differenza!!

    …citando liberamente…
    tra il DIRE e il FARE…FALLO!!!

  5. Bellissimo articolo Marco… realistico! E’ ora di darsi una “mossa”… oltre al computer c’è di più!
    Bisogna attivarsi per eliminare il nostro disgusto e a volte assuefazione agli eventi del nostro Paese, per alcuni dei quali Crozza ieri sera ha eccellentemente ribattezzato l’Italia… “Assurdistan” 😛

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