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Emilia Romagna 5 Stelle, lotta alle mafie: ecco interrogazione e proposte

Altri due cantieri, appaltati dalla Provincia di Reggio, sospesi per cautela. Il Primo è la variante di Fabbrico, per opere di rifinitura subappaltate alla ditta di Boretto. il secondo è la manutenzione delle strade provinciali del comparto nord, appaltate ad un’Associazione temporanea di imprese di cui fa parte anche la Bacchi, ditta reggiana doc di Boretto.

Lo stop segue quello alla Tangenziale di Novellara, in cui l’informativa che ha giustificato il provvedimento del Prefetto indica come la Bacchi avrebbe consapevolmente eluso la normativa antimafia per il controllo dei subappalti.

Il MoVimento 5 Stelle Emilia Romagna presenta un’interrogazione specifica sulla ditta Bacchi ed emendamenti antimafia al Progetto di legge:

Interrogazione a risposta scritta

Il sottoscritto consigliere Defranceschi

PREMESSO CHE:

-In data 23 marzo 2011 la Prefettura di Reggio ha negato il certificato antimafia alla ditta Bacchi spa di Boretto (Reggio Emilia) sospendendo l’appalto per la realizzazione di una opera pubblica nel Comune di Novellara (Reggio Emilia).

-L’indagine, partita dalla DIA di Firenze, ha portato ad evidenziare un comportamento anomalo nell’assegnare due subappalti per la Tangenziale di Novellara. e la Bacchi avrebbe consapevolmente eluso la normativa antimafia per il controllo dei subappalti i cui beneficiari erano due aziende con sede in Provincia di Parma, la Tre Emme Costruzioni di Roccabianca e il Consorzio edile M2 di Soragna. Entrambe le imprese sono riconducibili alla famiglia Mattace di Cutro, ritenuta vicinissima al clan della n’drangheta dei Grande Aracri.

-Ispezionando il cantiere della ditta Bacchi, le forze dell’ordine vi hanno trovato Giuliano Floro Vito Trentanove anni, cutrese, Floro Vito è l’ex cognato di Domenico Mattace, il presidente della Tre Emme. E’ considerato dagli inquirenti un elemento di elevato spessore criminale, legato prima al clan Dragone e poi ai Grande Aracri. Già arrestato nel 2001 e poi assolto nell’ambito dell’operazione Scacco Matto, Floro Vito finì nuovamente in manette per usura insieme a diversi membri della famiglia Silipo nell’aprile 2010. Per questa vicenda Floro Vito è agli arresti domiciliari e sorvegliato speciale, ma nel febbraio scorso le forze dell’ordine se lo ritrovarono sul cantiere di Novellara come dipendente della Tre Emme.

-La ditta Bacchi spa gode di numerose concessioni pubbliche, come quella dell’estrazione di sabbie dal fiume Po, ed altri appalti pubblici.

INTERROGA LA GIUNTA  PER SAPERE:

– Se La ditta Bacchi si è aggiudicata negli ultimi dieci anni appalti  assegnati dalla Regione Emilia Romagna e/o ha appalti in corso.

– non ritiene opportuno vista la delicata ed importante attività della ditta Bacchi Spa nel ramo delle estrazioni di sabbie dal fiume Po, mettere in campo una serie d’iniziative legislative e di controllo in collaborazione con la DIA e le Prefetture, le Province dell’Emilia Romagna per monitorare tutti gli appalti ed eventuali subappalti in questo settore. Sia quelli assegnati dalla ditta Bacchi Spa che di altre ditte che risultano aggiudicatarie di concessioni pubbliche nel ramo estrattivo e non solo.

Bologna, 16 aprile 2011

Emendamenti:

Fondi strutturali da stanziare, anno dopo anno, per l’educazione alla legalità.

Un’intera settimana da dedicare ad iniziative ed incontri sulla lotta alla criminalità organizzata.

Controllo del flusso di soldi in nero che attraversa tutta la via Emilia per approdare a San Marino.

Massima trasparenza nelle catene di appalti e subappalti, soprattutto nei settori dell’economia più interessati dalle infiltrazioni.

L’istituzione di un osservatorio regionale, che contenga le segnalazioni di situazioni sospette anche ad opera di associazioni e società civile, da girare poi all’autorità giudiziaria.

La costituzione a parte civile della Regione Emilia-Romagna nei procedimenti di mafia.

Sono alcuni dei temi contenuti negli emendamenti che il Gruppo assembleare del Movimento 5 Stelle presenterà al Progetti di legge d’iniziativa della Giunta relativo alle “Misure per l’attuazione coordinata delle politiche regionali a favore della prevenzione del crimine organizzato e mafioso, nonché per la promozione della cultura della legalità e della cittadinanza responsabile”.

I punti, a dire il vero, erano già tutti presenti nel nostro Progetto di legge, presentato ben prima di quello dei colleghi del Pd. E cioè all’inizio della Legislatura. Ma visto che, come al solito, a colpi di voti la Maggioranza ha fatto passare compatta il proprio testo come “base”, presenteremo ciò che non è stato recepito da quel testo come emendamenti in Aula. A differenza delle altre forze politiche, a noi interessa fare della legalità un tema al vertice dell’agenda politica, come abbiam fatto fin dalla campagna elettorale per le Regionali 2010.

Non ci interessa mettere le bandierine sulle leggi. Nonostante questo, è bene ricordarlo, se il Progetto a firma Pd è arrivato è grazie alle nostre iniziative precedenti, ai nostri 26 emendamenti.
Di entrambi i documenti si è parlato, qualche giorno fa, alla Commissione regionale Bilancio, alla presenza anche di “esperti” della materia.

Le cronache di tutti i giorni ci hanno ormai insegnato che le mafie sono ben organizzate anche nella nostra Regione, non è più sufficiente allora ragionare sulle infiltrazioni nell’edilizia o in qualche singolo campo dell’economia. Bisogna iniziare a lavorare seriamente sull’educazione alla legalità, con l’aiuto concreto sul territorio anche di quelle associazioni che della lotta alle mafie hanno fatto la propria bandiera.

L’articolo comparso sull’Informazione:

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