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Diossina nella bassa reggiana, controlli anche sul latte

Rischio contaminazione da diossina: oltre alle 168 uova, i controlli verranno estesi anche al latte. L’importante novità è stata annunciata nelle scorse ore dal Servizio Veterinario dell’Azienda Usl di Reggio.

«Nel caso a fianco dei pollai rurali sia presente un allevamento di bovini – spiega il direttore Antonio Cuccurese – gli esami verranno effettuati anche sul latte». Dall’Ausl confermano poi che le indagini riguarderanno i sette comuni rivieraschi della Bassa. A questa iniziale scelta è dovuta la presenza di Rolo e l’assenza di Poviglio e Novellara.

Le sostanze ricercate sono diossina e Pcb. Fanno sapere dall’Ausl: «In questa, come in altre situazioni, si desidera acquisire informazioni su una popolazione senza esaminare tutte le unità statistiche (rilevazione totale) che la compongono, ma rilevando invece la sostanza o le sostanze inquinanti in una parte di questa popolazione (rilevazione parziale) ».
I motivi che inducono a scegliere una rilevazione parziale «anziché totale sono diversi: minor tempo, minor costo (rilevazioni ed elaborazioni si riferiscono ad un minor numero di unità)», ma soprattutto «maggior accuratezza delle rilevazioni totali, migliore supervisione di tutte le operazioni riducendo gli errori, compilazione di un questionario che è particolarmente complesso e delicato per la natura delle domande rivolte agli intervistati».

Per il campione sono state scelte quelle unità statistiche «che rappresentano maggiormente il fenomeno: uova di galline presenti da almeno un anno, alimentate con mangime prevalentemente locale, tenute in pollai e adiacenze annesse non inquinati da carente o non corretta gestione del privato». Le modalità del programma di monitoraggio sono state condivise con l’Assessorato politiche per la salute della Regione e con l’Istituto Zooprofilattico.

L’Ausl sottolinea che sono state scelte «unità campionarie non casuali». Scelte cioè non impiegando un metodo di estrazione casuale, ma al contrario selezionate «sulla base di informazioni a priori o “mirate”, con la garanzia quindi di non inficiare l’accuratezza delle conclusioni». E sulla quantità degli esami: la numerosità campionaria «è stata desunta dalla tabella di probabilità di rilevare almeno un caso positivo in una popolazione infinita, con una confidenza del 95% (da Cannon and Roe – 1982). Tale tabella determina in 14 campioni, e quindi in 14 pollai la numerosità campionaria».
I 14 campioni e quindi i 14 pollai da campionare «testimonieranno, in caso di positività alle ricerche disposte, una presenza di almeno il 20% di pollai rurali interessati dagli inquinanti ricercati. E sarà dai dati che emergeranno dalle analisi di laboratorio sia sulle uova che sul latte che si attiveranno tavoli multidisciplinari di approfondimento con Regione ed Istituto Zooprofilattico Sperimentale». L’attività di prelievo – iniziata nei giorni scorsi – terminerà entro la metà di marzo. (Luc. Sol.)

P.S.

Questa sera il Comitato Salute ed Ambiente della Bassa ha indetto una riunione – assieme ai medici firmatari – per «fare il punto della situazione e parlare di proposte e suggerimenti per affrontare la questione diossina» alle ore 21.00 presso il Centro Sociale 1° Maggio – Guastalla (RE)
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