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Via J. B. Tito: Ma la storia non si può cambiare!

Oggi, nel “Giorno del Ricordo”, pubblichiamo questa lettera scritta da Antonio Campanini Presidente dell’Associazione  “MirniMost – Un Ponte per la pace”.

Abbiamo seguito qualche giorno fa sulla stampa locale la vicenda legata alla proposta di alcuni consiglieri comunali di opposizione ( PDL – Lega ) del comune di Reggio di togliere il nome di una via dedicata a J.B. Tito.
A tal proposito ci sentiamo di intervenire e dire la nostra opinione in merito a questa proposta.

Da molti anni (dal 1991) frequentiamo i territori della Ex Jugoslavia per realizzare progetti di cooperazione rivolti alle vittime di questa assurda guerra, abbiamo conosciuto tantissima gente di tutte le etnie e religioni, parlato con loro, approfondito e cercato di capire i motivi di questo disastro e come prima cosa possiamo dire di non aver mai sentito parlare male di Tito, anzi molti lo rimpiangono e addirittura in diversi ricordano ancora il suo compleanno con feste e celebrazioni.

Quindi il luogo comune che spesso sentiamo “Tito con la repressione obbligava questi popoli così diversi a convivere” è falsa. Tito era molto amato dal suo popolo, era il simbolo della resistenza al nazi-fascismo e la nascita della Repubblica Federale degli Slavi del Sud con la costituzione scritta a Jaice, che molti considerano un esempio per uno stato federale che garantisce i diritti a tutte le minoranze etniche.
Poi ricordiamoci che Tito fu il primo a rompere con STALIN e fondò gli Stati non allineati, fuori dal blocco Sovietico e Occidentale.

Tra le tante cose che abbiamo letto, quella che più ci ha sbalordito è il paragone fra Mussolini e Tito, ma per smentirli basterebbe ricordare cosa è successo dopo la loro morte.
Mussolini: sappiamo bene la fine che ha fatto a Piazzale Loreto.
Tito: la sua salma venne caricata su un treno che percorse tutta la Jugoslavia e si fermò in ogni stazione dove una folla in lacrime lo aspettava.
Ma questi signori hanno studiato la storia?

Tito con il suo esercito di partigiani di tutte le etnie fu uno dei principali protagonisti della lotta al nazi-fascismo. Al suo esercito aderirono anche molti militari Italiani che, dopo l’otto settembre ‘43, disertarono dall’esercito fascista e si arruolarono con Tito.
Come dovremmo chiamarli questi Italiani, traditori della patria?
Direi proprio di no, sono stati dalla parte giusta!

La vicenda delle Foibe è stata sicuramente una tragedia, ma per capirla bisogna guardare un po’ indietro, a cosa era successo in Croazia durante il periodo Ustasca, un regime sanguinario che alcuni storici ritengono più crudele delle SS Naziste.
Nei campi di sterminio dell’isola di KRK e di Jasenovac vennero massacrate centinaia di migliaia di persone: oppositori politici, Serbi, Rom, Comunisti.
La chiesa cattolica Croata ha avuto grandissime responsabilità in tutto quello che accadde, con proselitismo e aiuto nel dopoguerra ai gerarchi Nazisti a fuggire in Sud America.
E anche l’esercito fascista collaborava con il regime Ustasca, alcuni generali Italiani addirittura erano i responsabili dei campi di sterminio.
I piani di Mussolini erano chiari: un predominio sul Mediterraneo e quindi colonialismo a tutti gli effetti in Jugoslavia, Albania e Grecia.

Quindi siamo alle solite…Tutte le vittime vanno rispettate, ma la storia non si può cambiare!
Il revisionismo non può riscrivere la storia e J. B. Tito può ancora avere vie intitolate a lui senza che se ne discuta così tanto.

Campanini Antonio
Presidente Associazione MirniMost
www.mirnimost.org

6 commenti

  1. Jacopo Della Porta

    Caro Antonio, Tito sarà anche stato un eroe dell’antifascismo, ma anche Stalin lo è stato: questo non toglie che Stalin abbia commesso qualche piccolo crimine. O mi sbaglio?

    • antonio campanini

      ciao Jacopo , ma certo Stalin secondo me per quello che ho conosciuto della società Jugoslava non è paragonabile a Tito , Stalin ha fatto ammazzare i suoi concorrenti di partito , Tito aveva incarcerato i leader nazionalisti come ad esempio Izebegovic che dopo la sua morte sono stati liberati e poi hanno provocato il disastro degli anni 90 . Quello che voglio dire è che anche Stalin va riconosciuta la resistenza al nazi-fascismo , è quello che è successo dopo che è stato molto diverso tra Stalin e Tito , comunque è una opinione personale maturata conoscendo il popolo Jugoslavo .

  2. Wikipedia riporta che il suo regime è ritenuto responsabile di numerosi crimini contro l’umanità in più il stile di vita sembrava quello di una star di hollywood piuttosto che di quella di un capo di stato di un paese povero, insomma non certo un santo!
    A mio parere a nessun dittatore dovrebbe essere dedicata una via e mi stupisco che sia già stato fatto, ma in un paese dove si dedica una piazza pure a craxi ormai non ci si stupisce più di niente…..

    • antonio campanini

      ciao Joe , sicuramente Tito di errori ne ha commesso ad esempio non ha capito il 68 e le sue istanze che volevano smilitarizzare la società Jugoslava , i famosi campi di rieducazione contrastarono gli Stalinisti ! vedere il film Papà in viaggio di affari di Kusturica , la Yugoslavia non era un paese povero ! aveva un’economia molto ricca industrie , materie prime , commercio liberalizzato e Tito mori senza aver accumulato nessuna ricchezza come Chausescu in Romania . Parlando di crimini contro l’umanità mi piacerebbe sapere come mai i generali fascisti autori di atrocità documentate anche dalla BBC non sono mai stati perseguiti .

  3. Alessandro Marmiroli

    Bravi. Non si possono accettare le balle strumentali degli ebolini di turno che pensano di poter prendere fatti storici e taroccarli a loro piacimento per conseguire i loro bassi fini politici.
    Il punto è che, con l’avvicinamento del 10 febbraio, i fascisti, perchè tali sono anche se riciclatisi in altri partiti, sentono il bisogno di farsi notare andando sui giornali, ottenendo cosi quella visibilità che non sono in grado di procurarsi con proposte e iniziative concrete a vantaggio della cittadinanza.

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