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Guastalla: Biblioteca senza quadri, sono tutti nell’ufficio dell’Assessore Eugenio Bartoli

Sabato 11 Dicembre, ore 11.00.

I Consiglieri Comunali di Guastalla Davide Zanichelli (Movimento 5 Stelle) e Massimo Comunale (PRC – Rifondazione Comunista) sono andati stamattina (Sabato 11 Dicembre) a verificare l’effettiva presenza dei famosi libri pagati 2.000€ nella biblioteca di Guastalla.

Risultato? I libri sono presenti sì, ma nello scantinato della biblioteca, dentro a scatoloni grigi e di fianco a numerosi altri libri abbandonati in attesa di catalogazione e frutto di acquisti di questa amministrazione e della precedente.

In totale ci sono migliaia di libri (in decine di inutili copie) nelle cantine e nelle soffitte della biblioteca del tutto inutilizzati, frutto dello sperpero di denaro pubblico e di carta.
Gli stessi libri dell’associazione di Bartoli (Assessore della Lega nord) si sono rivelati essere libri di storia antica Guastallese del tutto scorrelati dal progetto di raggiungimento del diploma (per cui i soldi erano stati destinati).
Tra l’altro con siparietto di Bartoli che con arroganza dice “Guardate pure: vedere non è capire” e Comunale che risponde “Sì, e parlare non è rispondere”, riferendosi all’inutile dialettica di Bartoli al Consiglio Comunale scorso.
Oltre a ciò è uscita la questione dei quadri.
Già perchè se fino all’anno scorso le pareti delle sale della biblioteca erano arredate con quadri (raffiguranti i Gonzaga, o gli edifici simbolo di Guastalla), ora, alle pareti non ne restano che solo le ombre.
Alle pareti ci sono spazi vuoti e tristi macchie quadrate.

E così i ragazzi che vanno a studiare in biblioteca vedranno pareti vuote, e gli ospiti di Bartoli capiranno quanto è grande l’ego e l’egoismo dell’assessore all’identità Guastallese.

Infine, il triste siparietto s’è concluso con l’ammissione dell’Assessore Bartoli, che i diversi viaggi fatti (come quello inutile per la ricorrenza dell’anniversario di matrimonio di Napoleone) sono stati fatti a spese del comune.

….e poi dicono che non ci sono i soldi…
Ribadiamo, Eugenio Bartoli deve dimettersi.
Il comune di Guastalla ha bisogno di un Assessore alla Cultura. Ora non ce l’ha.


Qua sotto le foto delle sale della biblioteca:
E qua sotto le foto dell’ufficio dell’assessore che egli stesso dichiara essere pubblico ma come si vede dal filmato è proprio chiuso a chiave:
E qua sotto il video, che spiega meglio di qualunque parola cosa c’è all’interno dell’ufficio.

8 commenti

  1. L’ASSESSORE BARTOLI FA SUO L’ANTICO DETTO: IMPARA L’ARTE, E METTILA DA PARTE… (detto e fatto) . Esorto la giunta di Guastalla a tenere sotto controllo costante i preziosi libri della Maldotti.

  2. Oggi sono andato personalmente a chiedere a palazzo Frattini se potevo vedere i quadri nell’uffico dell’assessore che come ha dichiarato Bartoli sono “in ogni caso sempre accessibili, dato che il mio ufficio è aperto al pubblico, su semplice richiesta, come da direttiva data ai miei collaboratori di palazzo Frattini.”

    Nessuno ne sapeva nulla, pertanto questa è l’ennesima balla raccontata dall’assessore…

    • Marco Dallai

      Bravo Gianluca!!!
      Così si fa… finchè il cittadino non si preoccupa della cosa pubblica… il politico (con la “P” minuscola) di turno farà sempre ciò che vuole e chi gli piace.

      BRAVO!!!

  3. Lorenzo Artioli

    mi sa che d’ora in poi dovremo rivolgerci all’Assessore Bartoli col titolo di Illustrissimo Gran Lup Mann… , ecc. ecc.
    ci deruba della cultura e se ne vanta!!!

  4. S C A N D A L O S O ! ! ! ! !

  5. PS Tra l’altro una quadreria di CROSTE assolute! Segno dell’insipienza totale di Bartoli, che di arte, come di tutto il resto (cappotti e consulenti compresi) non capisce assolutamente nulla. Dio abbia pietà di lui!

  6. Scusate: ma siamo al comico! Ci vuole molto a capire che questo Bartoli è un mascalzone acclarato? Credo che nessuna giunta nella storia della Repubblica italiana si sia distinta per aver come unico progetto concreto il difendere un cialtrone conclamato come questo Eugenio Bartoli. La vicenda sta raggiungendo livelli di comicità assoluta. Nella quale Totò e Bartoli, senza offesa alcuna per il principe De Curtis, ma Peppino (lo scemo del villaggio) è il sindaco Benaglia (anche qui senza offesa per Peppino, genio assoluto, a differenza dell’omologato: mala tempora currunt). Berlusconi difende Dell’Utri. Difendere Bartoli è davvero comicamente eroico. Al confratello Benaglia la mia ammirazione!

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