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Videopoker male di Stato

****AGGIORNAMENTO 13/10/2010: Il ministero dell’Economia e il Consiglio di Stato riducono a soli 30 milioni di euro la multa di 88 miliardi che i concessionari delle slot machine devono pagare per compensare i tributi evasi.

Mentre il governo taglia su tutto, a cominciare dalla scuola, la corte dei Conti deve decidere sulla maxi sanzione che dovrà compensare le tasse evase dai big del gioco d’azzardo nel nostro paese. Ieri, nell’ultima udienza, il pm Marco Smiroldo non ha fatto un euro di sconto e ha chiesto che siano applicate alla lettera le penali previste da un accordo tra Stato e concessionari nel 2004: 88 miliardi in tutto, una cifra così alta da coprire tre volte e mezza l’ultima Finanziaria. Ma lo Stato non sembra essere interessato a farsi restituire il maltolto. Negli anni passati il ministero dell’Economia ha dato incarico ad una commissione di rimodulare le sanzioni. E la cifra è scesa a 800 milioni. Ma non è finita lì, il Consiglio di Stato infatti ha indicato un criterio ancora più favorevole che fissa il tetto delle “penali irrevocabili all’11% del valore medio del compenso per la gestione telematica”. Tradotto, significa che se i magistrati accoglieranno questa versione lo Stato incasserà solo le briciole, una trentina di milioni di euro in tutto. E al danno si aggiunge la beffa: mentre i concessionari evadevano, l’erario ha sborsato circa 40 milioni, tra pubblicità e implementazione dei sistemi di controllo di Marco Lillo e Ferruccio Sansa. (da Il Fatto Quotidiano)*****

Si allarga lo scandalo, considerato tale purtroppo ancora da pochi intimi, dei videopoker e delle slot machine all’Italiana. Viviamo in un paese che si cala le braghe per far rientrare qualche capitale dall’estero grazie allo scudo “condono” fiscale, ma che poi ignora o quasi le maxi penali da 98 miliardi di euro irrogate dalla Corte dei Conti ai danni dei concessionari delle slot machine.
Perché “ignora”? E’ notizia di qualche giorno fa che le maxi penali saranno rimodulate dal ministero dell’economia e probabilmente ridotte a poche decine di milioni di euro o addirittura azzerate.
Praticamente il nulla considerato l’alto fatturato prodotto da questo mercato “fuorilegge”.

Ma notizia interessante di ieri, grazie a Marco Lillo e a “Il Fatto Quotidiano”, è che in questo mondo miliardario esistono coincidenze inquietanti e trasparenza pari a zero. Infatti una delle concessionarie, anzi meglio scrivere la concessionaria leader indiscussa con il 30% di questo mercato miliardario (nel 2010 si prevede un introito di oltre 30 miliardi di euro) e che capeggia un raggruppamento di imprese a cui lo stato italiano ha affidato il controllo di questa enorme massa di denaro, la Betplus o già nota come Atlantis World, non ha padrone. O meglio dire che se si chiede al direttore dei giochi dell’Aams, l’associazione dei monopoli di Stato, chi sia la persona fisica che sta dietro la Betplus, si ottiene la disarmante risposta: “non lo so”. Quel che si sa è che nel 2004 Francesco Corallo, figlio di un amico di Nitto Santapaola – Gaetano, condannato a sette anni per associazione a delinquere – dichiarò di possedere una quota del 20 per cento della società… Quello stesso Francesco Corallo che la Farnesina tentò di nominare console onorario di Saint Marteen. Per questo furono inviate due mail da un funzionario della Farnesina al Console generale italiano a Miami, Marco Rocca, in cui si chiedevano informazione su Corallo e si spingeva per la nomina. Il diplomatico si oppose , si vide bruciare l’auto della moglie, infine ricevette una lettera di minacce.

Vi consigliamo di leggere il continuo dell’inchiesta di Marco Lillo… o quest’altro articolo di Ferruccio Sansa: da lì si intuiscono parecchie cosuccie niente male…

A fronte di tutto ciò, siamo ancora più orgogliosi di aver tentato di frenare questo mondo, almeno localmente, con la presentazione di una mozione in Consiglio Comunale a Guastalla con l’intento di porre un freno all’utilizzo dei videopoker.
Chissà se possono dire lo stesso i rappresentanti della maggioranza Guastallese (PDL-LEGA-UDC) che pensarono bene di bocciare la nostra iniziativa con l’incredibile motivazione, parole del Sindaco Benaglia: “che il Comune di Guastalla ha aderito alla campagna provinciale in collaborazione con il Sert facendo corsi di recupero per le persone con il vizio del gioco“…

Quindi niente cura preventiva, ma solo a posteriori sugli effetti: COSI’ CI SI RENDE COMPLICI DELLA ROVINA DI TANTE FAMIGLIE!

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