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Unioni Civili: se ne parla ma il Parlamento pensa ad altro

Il vicepresidente di FLI (il neonato gruppo parlamentare legato a Fini), Benedetto della Vedova, ha proposto di riaprire alla Camera il dibattito sui temi etici, in particolare sulle coppie omosessuali e conviventi, sulla legge 40 e sul testamento biologico per “disarmare” lo scontro laici-cattolici e dare risposte positive alla forte domanda di diritti che proviene dalla nostra società. Le risposte non si sono fatte attendere: levata di scudi dal Pdl, Udc e Binetti varie che minacciano di stracciare subito le presunte alleanza dell’altrettanto presunto “terzo polo”, sparo ad alzo zero del quotidiano dei vescovi Avvenire e silenzio del Pd (ma a questo ci siamo abituati).

I diritti delle coppie conviventi, per esempio, e delle coppie omosessuali in particolare hanno trovato soluzione giuridica in moltissimi paesi occidentali. Solo per citare le ultime notizie ricordiamo la sentenza di un giudice californiano che ha dichiarato illegittimo il risultato del referendum che aveva cancellato la legge sui matrimoni fra gay voluta dal Parlamento locale, in Messico la Corte Suprema ha dato il via libera ad una legge analoga, in Argentina nonostante l’opposizione della chiesa locale (peraltro compromessa nel rapporto con la dittatura) il Parlamento ha varato una legge che riconosce i diritti delle coppie omosessuali come nella Spagna di Zapatero.

In Europa le leggi che riconoscono i diritti delle coppie omosessuali sono in vigore dappertutto tranne che in Italia e in Grecia. Laddove sono state approvate hanno avuto un grande successo e si sono consolidate nella cultura e nel costume. In Francia, ad esempio, il Pacs (Patti Civile di Solidarietà) ha superato un anno fa il numero dei matrimoni tradizionali, segno che il “pluralismo” degli istituti giuridici in campo familiare non è più soltanto una richiesta del movimento lgbt, ma un bisogno della società nel suo complesso.

D’altra parte si stanno moltiplicando gli episodi di vere e proprie discriminazioni legati alla mancanza in Italia di una legge che riconosca la pari dignità di ogni nucleo familiare:

  • rifiuto di consentire al convivente la visita al proprio partner in ospedale,
  • cacciata dall’abitazione del partner del convivente deceduto.

La destra quando dice no ad una nuova legge in materia di diritto di famiglia straparla di presunte minacce alla famiglia tradizionale e alla sua stabilità. Si arriva persino a dire, come ha fatto il sub ministro Giovanardi, che occorre privilegiare la famiglia tradizionale rispetto agli altri nuclei familiari, come se tra i conviventi, etero od omosessuali che siano, non ci fossero esseri umani in tutto e per tutto uguali agli altri e con gli stessi diritti.

Laddove le leggi di tutela sono state approvate si è assistito alla felice convivenza tra le varie forme di famiglia con grandi benefici per la società e per le persone coinvolte. Ed è per questo che è giunto il momento di modernizzare anche il nostro paese riconoscendo quei diritti che sono ormai dati per scontati in tutti i paesi civili.

Fonte fb: Informare Controinformando

unioni gay

 

 

 

 

 

 

 

 

Elisa Pizzi

3 commenti

  1. Sicuramente è un tema che farà sorgere opinioni contrastanti.
    Personalemente sono d’accordo per riconoscere le unioni civili etero e gay ribadendo la laicità dello Stato… anche facendo riferimento all’Art. 3 della Costituzione:
    “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali. È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese.”

    • … anche il blog di Beppe Grillo ha parlato dell’argomento:
      http://www.beppegrillo.it/2010/08/gay_senza_tutel/index.html

      • L’Alta Corte tedesca di Karlsruhe, con una recente sentenza, ha stabilito che le coppie omosessuali devono avere gli stessi diritti di quelle eterosessuali sposate in materia di eredità. Il governo tedesco ha fatto sapere che entro il 2010 adeguerà la normativa nel senso indicato dalla corte costituzionale federale.Il pronunciamento è arrivato a seguito del ricorso di una donna e un uomo, che avevano entrambi partner dello stesso sesso morti tra 2001 e 2002. Le autorità amministrative avevano preteso da loro le imposte su parte dell’eredità, cosa che non accade nel caso di persone che perdano il coniuge. I due si sono quindi rivolti alla corte di Karlsruhe, che ha evidenziato in questo trattamento una discriminazione verso le coppie gay tale da violare la Costituzione. Non regge, secondo il tribunale, l’argomento secondo cui vi è una salvaguardia particolare per la famiglia fondata sul matrimonio per discriminare le coppie omosessuali. Infatti, afferma il tribunale, certe coppie vivono di fatto come se fossero sposate, in unioni durature e rafforzate dalla registrazione, ammessa in Germania.

        http://www.uaar.it/news/2010/08/17/germania-corte-costituzionale-su-eredita-coppie-gay-hanno-stessi-diritti-di-quelle-etero/

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