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Fabio Gazzabin (Portavoce del governatore leghista Zaia): "…nessuno, visto gli accordi presi, gli aveva detto (a Marco Lusetti) che doveva anche avere attività operative, quindi deliberare, determinare consulenze etc... Il suo lavoro era finito con la consegna delle due relazioni.". Beh più chiaro di così!!!

Consulenze ENCI: lo stop di Zaia a Marco Lusetti

“…nessuno, visto gli accordi presi, gli aveva detto (a Marco Lusetti) che doveva anche avere attività operative, quindi deliberare, determinare consulenze etc… Il suo lavoro era finito con la consegna delle due relazioni..

Beh più chiaro di così!!!

Ecco l’intervista integrale rilasciata al Giornale di Reggio, da Fabio Gazzabin, principale braccio operativo di Zaia sia al ministero delle politiche agricole, in qualità di capo della segreteria particolare del ministro, e oggi in Regione portavoce dello stesso governatore leghista:

Gazzabin, andiamo con ordine. Perché avete scelto Lusetti come commissario?
Perché non potevamo metterci certo un commercialista. Lusetti era esperto di cani e ci sembrava la scelta migliore.

Quando entrò in carica?
Nell’aprile 2009. Incarico di sei mesi, che venne poi rinnovato alla fine di quell’anno.

Che compiti aveva?
Abbiamo istituito l’incarico di commissario ad acta per verificare la correttezza dei libri genealogici e la normale iscrizione dei pedigree dei cani. Dato che questo è un lavoro che il ministero delega all’Enci, Lusetti è entrato così nell’ente milanese.

E come ha operato?
Ha lavorato sodo per 8 mesi nella sede dell’Enci.

Nella sede? Quelli dell’Enci dicono che non si è mai visto…

Mi sembra strano dato che nel corso della sua inchiesta, durata oltre tre mesi, aveva prodotto una mole di dossier e relazioni cospicua. Impossibile che non abbia mai messo piede in Enci.

Un passo indietro. Che cosa doveva fare all’Enci Lusetti? Perché l’Enci avrebbe avuto bisogno di essere commissariata?
Tecnicamente doveva verificare gli atti relativamente alla tenuta dei libri genealogici.

Parliamo terra terra. Ammettiamo che nè il sottoscritto nè i nostri lettori abbiano un cane o che nessuno sia iscritto all’Enci…
Le faccio un esempio. Lei ha un cane che si chiama Pippo, io ho una cagna che sia chiama Trudy. Sappiamo dal libro genealogico di chi è figlio Pippo e chi sono i genitori di Trudy.

Stiamo parlando ovviamente di cani di razza?

Esatto, dunque cani che costano, un giro non indifferente di soldi.

Riprendiamo…
Se Pippo e Trudy si accoppiano e nasce un cucciolo, il proprietario ha l’obbligo di registrarlo in un registro.

Il libro genealogico, appunto.

Esatto. Nel quale andare a scrivere la razza certificata ed avere un libretto.

Perché allora un commissario? Non vi fidavate di come l’Enci registrava i cani? Temevate abusi o speculazioni?
Volevamo verificare la presenza di anomalie. Ricordiamo che l’Enci, ente di diritto privato, operava per conto del Ministero.

A quel punto Lusetti che cosa scoprì?
Fece ben due relazioni dettagliate che ci consegnò ad ottobre 2009 e un’altra a fine 2009. Dalla sua fotografia emersero anomalie che documentò abbondantemente. Un lavoro ottimo.

E Zaia che fece?

Si complimentò e passò tutto agli uffici del Ministero che aprì un’istruttoria per capire se esistevano dei risvolti amministrativi. Nel frattempo però il lavoro di Lusetti subì dei contraccolpi.

Perché?
Dopo la sua nomina partì un ricorso dell’Enci al Tar del Lazio. Che Lusetti vinse. Fu di fatto una vittoria del ministero contro l’Enci.

Veniamo ai giorni nostri…

Ecco, qua, sta il buco nero. Il 7 aprile Zaia si trasferisce a Venezia come presidente della Regione e ce ne andiamo dal ministero.

E arriva Galan.
Le delibere contestate a Lusetti da Galan sono state fatte tutte nel mese di maggio. La prima è del 18 maggio scorso, l’ultima il 24 maggio.

Galan ha mai chiesto spiegazioni a Zaia?
No. Noi non sappiamo quello che ha fatto Lusetti dopo la nostra partenza.

Ma voi sapevate qualcosa di queste delibere e di queste consulenze?
No.

In che cosa consistevano?
Leggendo velocemente le delibere si parlava di incarichi per commissioni di valutazione.

Dunque non le avevate concordate insieme?
Assolutamente no. Lusetti doveva solo segnalare le anomalie. E così fece. Tant’è che nella lettera d’incarico di Lusetti non si faceva nessuna menzione a queste delibere.

Nella lettera si parlava anche di nota spese e stipendio pattuito?

Avevamo concordato che l’incarico avesse un rimborso spese e il compenso fosse deciso dal Cda dell’Enci.

Che idea vi siete fatti, lei e l’ex ministro Zaia di questa vicenda?

Avendo lavorato con Marco per un anno direi che è stato bravo e professionale.

Il direttore generale dell’Enci Fabrizio Crivellari sembra sostenere il contrario. Lusetti lo tira in ballo e lo accusa di aver passato ad Alessandri l’elenco delle dei consulenti. Il casus belli.
Ma nessuno ricorda che Crivellari era il vice commissario ad acta, in pratica il vice di Lusetti. L’abbiamo nominato noi, in modo che ci fosse la massima trasparenza e l’Enci lavorasse di concerto con il ministero. Ma c’è di più.

Cioè?
Le relazioni che ci diede Crivellari erano meno corpose, ma nei contenuti erano uguali a quelle di Lusetti. Segno che lavoravano insieme ed evidentemente bene.

Quando ha sentito Lusetti l’ultima volta?
Una decina di giorni fa per dirmi che lo avevano cacciato dalla Lega a causa del suo lavoro svolto al ministero.

E come avete reagito?
Siamo rimasti stupiti. Ma è anche vero che nessuno, visto gli accordi presi, gli aveva detto che doveva anche avere attività operative, quindi deliberare, determinare consulenze etc… Il suo lavoro era finito con la consegna delle due relazioni.

Come mai nel sito dell’Enci, Lusetti figura come membro del Cda su nomina dell’Aia (Associazione Italiana Allevatori)?

Questa avvenne in aprile, con la scadenza del vecchio Cda.

Contemporaneamente al passaggio di consegne tra Zaia e Galan. Non è un po’ strano?

Per quel che ne so io è una coincidenza.

2 commenti

  1. E’ vero, Gino: il giorno è fatto di 24 ore! Per questo io resto convinta che, per LEGGE, NESSUNO dovrebbe MAI avere la possibilità di fare … “doppio lavoro”! In nessun caso e in nessun modo nell’esercizio di funzioni pubbliche. Chi è, per esempio, un libero professionista, non dovrebbe MAI poter fare anche l’Assessore nel suo Comune o qualcos’altro nell’ambito pubblico! Prima di tutto per problemi legati, appunto al tempo, che è limitato in una giornata, ma anche e SOPRATTUTTO, per una questione di “conflitto di interessi” : espressione che vale NON solo per chi è molto “in vista” perchè magari di interessi ne ha di grossi, ma vale per tutti! E’ abbastanza ovvio che chi ha 2 incarichi, ogni volta che ne avrà l’occasione tenderà a “privilegiare” la SUA “vera” attività, a discapito di quella che svolge per il Comune (o la Regione o altro Ente) per cui sta “lavorando”. E non parlo solo delle ore di tempo che dedica all’una e all’altra professione!!!

  2. MA SCUSATE
    IL TAR BOCCIO’ IL COMMISSARIAMENTO DELL’ENCI, NON E’ VERO CHE LUSETTI VINSE IN TRIBUNALE
    FU RIMESSO AL SUO POSTO SOLO GRAZIE AD UN EMENDAMENTO INSERITO NE ‘MILLE PROROGHE’ FATTO AD HOC.
    L’EMENDAMENTO STABILI’ CHE L’ENTE CINOFILO SI POTEVA COMMISSARIARE

    QUESTA STORIA E’ DAVVERO STRANA

    NESSUNO HA PERO’ MESSO IN RISALTO IL PROBLEMA DEI DOPPI INCARICHI

    LUSETTI:
    RESPONSABILE LEGA NORD PROVINCIALE
    COMMISSARIO AD ACTA DELL’ENCI
    VICESINDACO DI GUASTALLA

    SECONDO VOI COME PUO’ AVER LAVORATO BENE PER TUTTI? IL GIORNO E’ COMPOSTO DA 24 ORE………… IMPOSSIBILE!

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