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Questa mattina il quotidiano nazionale "Il Giornale" (pagato da noi cittadini) riporta una foto di Beppe Grillo in prima pagina: "Beppe vuole i rimborsi elettorali". A quanto pare, l'agenzia di stampa uscita qualche giorno orsono e colpevolmente incompleta, fa gola a chi ha paura dell'ascesa del MoVimento 5 Stelle e a chi invece i RIMBORSI ELETTORALI li pretende. Per gli stolti, ribadiamo ancora una volta: NOI NON PARTECIPEREMO MAI AL FURTO AI DANNI DEI CITTADINI CHIAMATO "RIMBORSO ELETTORALE".

MoVimento 5 Stelle: Rimborsi-refurtiva, non li avremo!!!

***** Questa mattina il quotidiano nazionale “Il Giornale” (pagato da noi cittadini) riporta una foto di Beppe Grillo in prima pagina: “Beppe vuole i rimborsi elettorali”. A quanto pare, l’agenzia di stampa uscita qualche giorno orsono e colpevolmente incompleta, fa gola a chi ha paura dell’ascesa del MoVimento 5 Stelle e a chi invece i RIMBORSI ELETTORALI li pretende.

Per gli stolti, ribadiamo ancora una volta: NOI NON PARTECIPEREMO MAI AL FURTO AI DANNI DEI CITTADINI CHIAMATO “RIMBORSO ELETTORALE”.

Qui potete leggere la smentita inviata questa mattina da Giovanni Favia alla redazione (se si può chiamare tale) de “Il Giornale” *****

Informazione fuorviante da parte della stampa: quei 193mila non potranno mai essere versati dallo Stato nel conto del Movimento 5 Stelle.
Rieccoci, ancora una volta una bufala inizia abilmente a girare per il web…. hanno tentato di accusarci di falso, ripescando la nostra vecchia richiesta di rimborsi alla presidenza della camera (volutamente incompleta quindi ineficcace) fatta quando si discuteva ancora la possibilità di prendere i rimborsi per poi usarli a fini sociali. Come al solito tirano frecce spuntate. I tentativi di screditarci ormai sono continui e sempre più comici, tenete duro, dobbiamo rispondere agli strumenti dei media tradizionali con il tam-tam orizzontale dei cittadini!

Dovrebbe invece creare scalpore e indignazione una classe politica che accetta la refurtiva elettorale, in barba al referendum popolare che nel 1993 abrogò il finanziamento pubblico ai partiti. Che facciano come noi e, con rispetto della volontà popolare e delle difficoltà economiche del Paese, rimettano quel denaro alla disponibilità dell’Erario Pubblico.

Stiamo parlando di belle cifre, e ci riferiamo solo all’Emilia-Romagna: al Pd andranno 1.306.201,52 euro all’anno per i prossimi 5 anni (cioè oltre 6,5 milioni di €), al PdL 789.798,68 euro per 5 anni (cioè 4 milioni in totale), alla Lega 440.150,85 euro (2,2 milioni in 5 anni), all’IdV 207.984,26 euro, che per 5 fa oltre 1 mlione. Sommando anche Udc (120.989,47 euro), Federazione della sinistra (90.316,92 euro) e Sel-Verdi (57.626,38 euro) e moltiplicando per cinque anni si totalizzerebbero 15,4 milioni di €.
Un bel risparmio, no?

Il Gruppo Assembleare del Movimento 5 Stelle desidera chiarire la situazione in merito alle notizie di stampa diffuse oggi, riguardanti l’assegnazione dei rimborsi elettorali.
La nostra richiesta, inviata presso la Segreteria del Presidente della Camera e datata 5 marzo 2010, era stata fatta preventivamente in seguito ad un’assemblea tenutasi a Bologna. In effetti prima delle elezioni pensavamo di ritirare i rimborsi per poi darli in beneficenza, per evitare che venissero spartiti fra le altre forze politiche. La nostra richiesta era a puro scopo cautelativo essendo stata spedita priva di dati di accreditamento che potessero consentire l’erogazione dei rimborsi.
La Legge 157/3 giugno 1999, che regola l’assegnazione dei rimborsi elettorali, specifica chiaramente che sia necessario farne richiesta “pena di decadenza” (art. 1 comma 2). E così, in seguito alla nostra decisione di rinunciare ai rimborsi, è stato fatto: abbiamo lasciato decadere la richiesta evitandone la corretta compilazione ed invio formale con ricevuta di ritorno.

Le notizie di stampa sono dunque incomplete. La somma di 193.258,87 € è effettivamente indicata in una delibera che assegna i fondi che, però, non sarebbero mai stati trasferibili per mancanza delle coordinate bancarie come ci ha confermato la Presidenza della Camera.

Per sicurezza oggi abbiamo provveduto ad inviare un fax per ribadire la nostra intenzione di rinunciare ai rimborsi elettorali, per quest’anno e per gli anni a venire.
La notizia è l’occasione per ribadire la vergogna di una classe politica che accetta la refurtiva elettorale, in barba al referendum popolare che nel 1993 abrogò, con il 90,3%, il finanziamento pubblico ai partiti. Che facciano come noi e, con rispetto della volontà popolare e delle difficoltà economiche del Paese, rimettano quel denaro alla disponibilità dell’Erario Pubblico.

Andrea Defranceschi  – Giovanni Favia
Gruppo Assembleare Movimento 5 Stelle Emilia-Romagna

Qui sotto potete vedere il fax inviato il 23 Luglio 2010 alla Camera e i rapporti di trasmissione per i fax dei distinti uffici. A scanso di equivoci…

P.S. 24/07/10 Correggiamo quanto riportato da Carlino, Nazione e Giorno: E’ vero che il Movimento del Piemonte, a differenza di quello dell’Emilia-Romagna, inviò revoca scritta alla presidenza della Camera in merito alla loro precedente comunicazione, ma è anche vero (e ad arte assente nell’articolo) che a differenza nostra il Movimento del Piemonte, effettuò una richiesta valida a tutti effetti e con tanto di conto corrente bancario. La nostra richiesta invece non necessitava di alcuna revoca essendo stata (in attesa di una decisione definitiva) formulata priva dei più basilari dati per approvare l’erogazione dei rimborsi elettorali.

www.emiliaromagna5stelle.it

3 commenti

  1. Nella politica non ci devono essere i soldi. Se la politica non è in grado di sopravvivere senza finanziamenti allora non ha motivo di esistere.

    Così come i finanziamenti pubblici all’informazione. Se un giornale per sopravvivere ha bisogno di soldi pubblici vuol dire che non viene premiato dai lettori, e non ha ragione d’esistere.

    Il denaro è il cancro della politica.

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