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Guastalla: dibattito pubblico sull’ordinanza Anti-accattonaggio

LUNEDÌ 10 MAGGIO si è svolto in sala civica a Guastalla, in seguito alla raccolta di firme, il cosiddetto dibattito pubblico sul tema della controversa “Ordinanza Anti Accattonaggio” emanata diversi mesi fa. Dibattito che si è svolto in un clima “inquinato” da stupide ideologie che ormai infestano la società odierna e non lasciano spazio al lume della ragione. L’altra sera più che partecipare ad un incontro tra amministrazione e cittadinanza, è sembrato di assistere ad un G8… vista la massiccia presenza delle forze dell’ordine.

La sera del 10 maggio 2010, nella sala civica di Guastalla, si è tenuta l’assemblea pubblica convocata da 500 cittadini Guastallesi, che avevano firmato una petizione, promossa dal coordinamento “anti-razzista “, che chiedeva la sospensione dell’ordinanza “anti-accattonaggio“ emessa dal Sindaco nel Luglio 2009. L’ordinanza era già stata oggetto di un ricorso al TAR, da parte del coordinamento, il tribunale non accoglieva il ricorso in quanto i soggetti firmatari non erano colpiti dall’ordinanza  non erano accattoni, o associazioni che sostengono i poveri. Di conseguenza il coordinamento presentava istanza al Consiglio di Stato, il quale nella sua sentenza non cancellava l’ordinanza ma invitava il Sindaco a precisare che non potevano essere colpiti i mendicanti che non sfruttavano i minori o i portatori di menomazioni fisiche, infatti quest’ultima attività è già considerata un reato penale, mentre l’accattonaggio fatto per necessità di sostentamento è stato depenalizzato già dal 1995.
Occorre sottolineare che questa opportunità di convocare una assemblea pubblica tramite una raccolta di firme è prevista dallo statuto del Comune alla voce “partecipazione popolare“ ed è la prima volta che viene applicata, quindi prima di tutto bisogna ringraziare chi ha scritto lo statuto in commissione, dando questo importante strumento ai cittadini Guastallesi. Io penso sia un patrimonio di tutti i cittadini, i quali dovrebbero usarlo più spesso!!!
Da rilevare che è ancora assente un regolamento in merito e quindi invitiamo le forze politiche a provvedere a colmare questa lacuna.

La serata è iniziata tranquillamente con un bell’intervento di Mons. Paolo Pirondini, incentrato sui valori umani della carità e in cui ha sottolineato come una comunità veramente democratica dovrebbe innanzitutto rimuovere le cause della povertà.
Durante il dibattito si rilevava l’assenza dei consiglieri di maggioranza e di alcuni componenti della giunta; erano infatti presenti solamente il vice presidente del consiglio comunale e gli assessori Iafrate e Bartoli.

All’interno della discussione è nata una proposta molto precisa da parte del coordinamento, cioè di recepire, da parte dell’amministrazione,   l’invito del Consiglio di Stato e quindi di varare un fase attuativa che precisi bene chi deve essere colpito dall’ordinanza: chi sfrutta i minori e disabili, e non perseguire chi mendica per necessità.
Mi sembra una proposta molto ragionevole che non vede nessuna delle parti “vincitrice” e permette a chi si trova in difficoltà di poter chiedere l’elemosina e di non essere multato.
Purtroppo la risposta degli amministratori presenti non è stata favorevole, e anche gli interventi delle persone PRO-ORDINANZA sono stati provocatori e denigratori rispetto anche all’ennesima discussione che si fa su questo argomento.
Dopo di chè il clima si è surriscaldato, con episodi veramente spiacevoli.

L’impressione è che questo argomento tocchi il “nervo scoperto” di una vera e propria “ideologia” basata su battutaccie da Bar che ha avvelenato la nostra società, non solo a Guastalla, sulla quale alcune forze politiche hanno costruito la loro fortuna e alla quale anche la sinistra non sempre ha dato delle risposte adeguate.

Voglio concludere con la mia esperienza personale, da operatore umanitario.
Ricordo che nel 1991, allo scoppio della guerra nella Ex Yugoslavia, io insieme a tante altre persone di Guastalla ed associazioni di vario tipo abbiamo dato vita a un comitato cittadino di aiuto alle popolazioni civili.
Ricordo anche che vi parteciparono diversi imprenditori, vi fù una vera e propria gara di solidarietà tra tutti i partecipanti.
Fù un’esperienza bellissima!
La maggior parte dei cittadini allora sfollati vivono a Guastalla da molti anni perfettamente inseriti.
Vorrei ricordare che nel 1994 il governo Dini emanò una legge modello, che potrebbe finalmente risolvere la questione (se la si vuol risolvere) degli ingressi in Italia: la legge 94, che permetteva agli sfollati, tramite una lettera di garanzia, di ottenere un permesso di soggiorno “umanitario con diritto al lavoro” e dopo l’ottenimento del permesso, l’ispettorato del lavoro, rilasciava immediatamente il libretto di lavoro che consentiva un’integrazione molto veloce.
Da allora sono trascorsi 20 anni e come recentemente l’on. Alessandri ha detto “i tempi sono cambiati”.
Sono convinto che i Guastallesi siano una comunità solidale e sensibile, tocca a noi decidere quali siano i “tempi migliori”, non vorrei sembrare nostalgico ma io preferisco gli anni 90, si viveva molto meglio.

Antonio Campanini

2 commenti

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