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La scuola italiana: “approfondiamo o sprofondiamo”?

Alcune riflessioni sull’incontro avvenuto a Guastalla giovedi scorso sul tema SCUOLA.

Premetto che la Costituzione italiana tutela il diritto allo studio ed alla partecipazione della vita scolastica negli articoli 3 – 33 – 34: vorrei sottolineare che l’art. 3 sancisce che è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese, nell’art. 33 si parla di libertà di insegnamento e nell’art. 34 che la scuola è aperta a tutti.

Allora perché a fronte di un maggior numero di iscrizioni scolastiche, nell’ultimo anno in Emilia Romagna sono stati persi 1.637 insegnanti?

scuola

Ne consegue una drastica riduzione della qualità dello studio perché nelle classi sono state tagliate le compresenze, gli insegnanti di sostegno…

… e per l’OCSE (organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico) gli studenti italiani si confermano fanalino di coda dell’Unione Europea.

Uno studente dell’Istituto Russel di Guastalla, ha portato la sua testimonianza di alunno frequentante l’ultimo anno: in classe sono in 31 compresi 2 alunni con disabilità ed in 4 anni hanno cambiato 15 professori. Ha inoltre aggiunto che il bilancio dell’istituto è in rosso… quale offerta formativa si può dare agli studenti in questa situazione? E quale preparazione per affrontare il mondo del lavoro?

La scuola sta peggiorando di anno in anno: è decaduta anche la professionalità degli insegnanti a seguito di un indebolimento della società, dei valori. Come possiamo notare gli schemi sociali si ripercuotono nella famiglia, nella scuola, con un peggioramento della dispersione scolastica ed un maggior numero di studenti sfiduciati e disinteressati.

Come è possibile avere studenti che credono nello studio per acquisire professionalità quando manca un futuro davanti a loro? Quando l’unico pensiero è trovare un lavoro, un qualsiasi lavoro?

Si continua a dire che i soldi non ci sono, invece è la scuola che non è una priorità del governo italiano come sono invece le spese militari nonostante l’art. 11 della Costituzione sancisca che l’Italia ripudia la guerra come strumento di offesa alla libertà degli altri popoli e come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Si, perché le Forze Armate italiane sono sovradimensionate rispetto ai loro compiti costituzionali e agli obblighi internazionali. La sola cancellazione del programma di acquisizione del cacciabombardiere JSF produrrebbe un risparmio in 10 anni di ben 16 miliardi di euro, mentre la riduzione del 20% delle spese militari, sempre in due anni, un risparmio di ben 6 miliardi di euro.

Perché lo stato continua a “donare” finanziamenti pubblici alle scuole private e “tagliare” costantemente anno dopo anno finanziamenti pubblici alle scuole pubbliche?

Non dobbiamo scordarci che la scuola pubblica è il futuro. E’ la scuola che crea il futuro di un paese, forma le persone!

Ma quale futuro può avere la scuola se non migliora, non progredisce? Nel 2013 scomparirà la figura del ricercatore a tempo indeterminato nelle università… ma allora come si può migliorare? Cosa possiamo fare?

Noi del MoVimento 5 Stelle una risposta proviamo a darla.

Noi cittadini possiamo fare molto, l’abbiamo già fatto alle ultime elezioni regionali raggiungendo il 7%. Questo 7% siamo NOI CITTADINI, non sono i soliti politici che scaldano le sedie offrendole al “miglior offerente di favori e contro favori”.

IO, TU, VOI, NOI ci siamo e insieme possiamo fare la differenza!

Avremo due consiglieri in Emilia Romagna che saranno i nostri portavoce, NOI potremo parlare con loro, modificare insieme il programma del MoVimento… un passo alla volta… un gradino alla volta!

La scuola è sicuramente un argomento fondamentale.

I soldi si possono trovare… un esempio?

Il MoVimento 5 Stelle ha rinunciato ai rimborsi elettorali, riduce gli stipendi ai propri consiglieri regionali, chiede un adeguamento degli stipendi dei parlamentari, una maggiore trasparenza nella gestione del bene comune che eviti gli sprechi ed i favoritismi.

L’onestà è il primo passo… TOCCA A NOI CAMMINARE NELLA STESSA DIREZIONE!

2 commenti

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