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La strage dimenticata…

Oggi é il “Giorno del Ricordo” giornata di commemorazione al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati.
Dal sito del comune di Guastalla apprendiamo che tale data verrà ricordata anche dal Sindaco e dalla Giunta con un evento organizzato in biblioteca.

Ci chiediamo come mai il “Giorno della Memoria” non sia stato preso altrettanto a cuore, neppure una semplice menzione sul sito del Comune, non meritava forse la stessa attenzione?
E’ giusto ricordare tali eventi nefasti della storia unicamente per non ripeterli, io personalmente ben poco sapevo delle Foibe, cercando informazioni su internet ho trovato tantissimi articoli (come questo) e siti dedicati. Ho così iniziato a farmi una personale opinione sul perché la vicenda sia stata volutamente segregata da alcuni nel dimenticatoio e perché venga da altri fortemente ricordata.
Non esprimerò il mio giudizio in merito, ognuno può farsi il proprio… credo certamente che le vittime di questi massacri non vadano MAI dimenticate e MAI strumentalizzate, ma solo RISPETTATE!

E’ trascorsa da poco la “Giornata della Memoria”, il 27 gennaio, e siamo alla “Giornata del Ricordo”, il 10 febbraio. C’è un rapporto, tra le due date e le due celebrazioni? Ed esauriscono, prese insieme, il nostro bisogno e il nostro dovere di ricordare? E chi poi, con precisione, dovrebbe ricordare che cosa? E a quale scopo?

Mi pongo queste domande proprio oggi, domenica 7 febbraio, perché all’uscita dalla mia chiesa c’era un gruppo di suorine che stava facendo la questua per una loro casa di riposo, dov’esse ospitano anziani del tutto poveri o provvisti di mezzi talmente modesti da non potersi permettere residenze comode o magari anche solo decorose per passarvi la vecchiaia. Queste religiose vivono esclusivamente della carità pubblica: e la loro è un’esperienza molto dura, al limite della sopravvivenza. C’è tanta gente, oggi, anche nel nostro felice e ricco Occidente, che tira avanti male: e molti sembrano non tenerne conto, anzi fingono d’ignorarlo e si mostrano seccati se qualcuno lo ricorda loro. Qualcuno ha detto che due giorni “del ricordo” o “della memoria”, per giunta a ruota, sono troppi. Al contrario: credo siano troppo pochi. Questo non è un mondo che ricorda troppo. E’ un mondo di smemorati, e spesso della peggiore specie: quella di chi non ricorda perché non vuol ricordare. E che ricorda solo quel che gli conviene, e quando non costa né rischio né fatica. E magari ricorda qualcosa per nasconderne qualche altra.

Il 10 febbraio si ricordano le foibe istriane, i 350.000 italiani esuli, le migliaia di persone spesso del tutto innocenti scaraventate nelle voragini carsiche e lasciate a morire spesso senza nemmeno la “carità” di una pietosa sventagliata di mitra ad accorciarne l’agonìa. Sono storie nostre: del nostro tempo, della nostra gente. Ma io sono del ’40: abbastanza vecchio per ricordarmi bene di un tempo nel quale non si parlava nemmeno della shoah. Delle foibe, poi, manco a pronunziarle: o erano una menzogna, o c’era sì qualcosa di vero, ma si era trattato di regolamenti di conti contro i “fascisti”. E fascista era chi insisteva su quel tema, chi pretendeva di parlarne. Ho sott’occhio mentre scrivo il vol. IV della prestigiosa Enciclopedia Europea, uscito nel ’77. Era il fiore all’occhiello, laico e lungimirante, di quello straordinario, raffinatissimo uomo di cultura ch’era Livio Garzanti. Vi collaboravo anch’io. Ebbene, al volume che raccoglie la voci da Delacroix a Fozio, sulle foibe non c’e nemmeno una riga. E non era certo una pubblicazione “comunista”.

Oggi che finalmente delle foibe si può, anzi si deve parlare (il “dovere della memoria”!) dovrei essere finalmente contento. Ebbene: non lo sono granché. Ho vissuto anche in prima persona – ho qualche amico politico, che a suo tempo mi ha chiesto consigli – l’instaurazione delle due giornate, “memoria” e “ricordo”. Ne parlai a suo tempo anche a lungo con l’amico Furio Colombo, promotore del disegno di legge relativo alla prima. Ho l’impressione che le intenzioni iniziali di chi ha voluto queste due celebrazioni siano state malintese e tradite: e non involontariamente. Non a caso, qualcuno ha creduto che in fondo si trattasse della solita tecnica: un colpo al cerchio, un colpo alla botte. Ricordo la shoah e cosi faccio piacere alla sinistra, ricordo le foibe cosi e contenta anche la destra. E’ un parere bécero, ripugnante: ma più diffuso di quanto non si pensi.

Invece il discorso è un altro. Rileggetevi la nobilissima requisitoria conclusiva del procuratore generale dei processi di Norimberga: essi non dovevano servire solo a punire i responsabili delle atrocità naziste, ma a impedire che esse potessero in qualche modo ripetersi in futuro.

Ebbene: questa seconda parte di quel nobile programma è fallita. Da allora, la terra ha continuato a rigurgitare di vittime innocenti e d’insaziabili carnefici: e non alludo soltanto a Pol Pot. Alludo anche alle vittime delle “guerre democratiche”, quelle “del fuoco amico” e dei “danni collaterali”; alludo a chi ancora oggi, da Tijuana in Messico a Belfast in Irlanda a Melilla in Marocco a Gaza in Palestina, vive ghettizzato dietro un muro e magari viene ammazzato se cerca di evadere. Alludo ai bambini che dall’Africa centrale ad Haiti muoiono di povertà, di mancanza di cure mediche, di carenza di cibo e d’acqua, di AIDS.

I morti di Auschwitz e quelli delle foibe, purtroppo non possiamo più averli con noi. Credo sia necessario far in modo di non dimenticarli. Ma il modo migliore per onorare il loro ricordo sarebbe fermare una buona volta i massacri presenti e futuri. Anche quelli che in apparenza non hanno responsabili: perché l’egoismo, la disinformazione, la pigrizia, possono essere assassini ancora peggiori di un carnefice armato. La memoria è necessaria: non è sufficiente. Quel che resta ancora da fare, è uscire dal cerchio stregato della complicità passiva e incosciente, disinformata e incurante, ai massacri di oggi.

Fonte: francocardini.net

5 commenti

  1. ancora una volta bisogna rispondere ai revisionismi volti
    a distorcere la memoria storica con la vera cultura!lle foibe
    sono cavita’ carsiche diffuse soprattutto nella provincia di Trieste nelle zone della Slovenia nonche’ in altre zone dell’Istria e della Dalmazia.le foibe sono state usate per
    occultare cadaveri in diversi periodi storici, in particolare
    nel corso della 2°guerra mondiale nel periodo 1943-45.
    come premessa va ricordato il fatto che il regime fascista,
    dopo l’annessione all’Italia di Gorizia. Trieste,Istria,Zara e
    Fiume negli anni ’20, opero’ sulle minoranze slave presenti in questi territori una italianizzazione forzata:venne
    imposta la lingua italiana,vennero licenziati gli insegnanti
    o costretti ad emigrare ,vennero eliminate tutte le istituzioni
    nazionali slovene e croate,vennero posti limiti all’accesso
    degli sloveni nei pubblici impieghi.questo porto’ 105.000
    sloveni e croati ad emigrare.inizio’ quindi a svilupparsi un
    forte sentimento anti-italiano e quindi anche anti-fascista.
    nel clima di vendetta che segui’ l’armistizio dell’8 settembre
    1943 si registro’ il primo fenomeno di foibe in Istria e in
    Dalmazia con l’uccisione da parte dei militanti della resistenza guidata da Tito ,di alcune centinaia di italiani.
    segui’ una nuova ondata di violenze di matrice nazifascista,
    che mise a ferro e fuoco l’Istria, uccidendo 3000 partigiani
    e deportando nei campi in Germania 10.000 persone.
    in seguito alla ottenuta indipendenza della Jugoslavia nel
    1945 inizio’ la rappresaglia nei confronti degli italiani nei
    territori di confine, i quali vennero appunto infoibati in seguito ad esecuzioni sommarie.l’ondata di violenze fini’
    il 9 giugno 1945 quando Tito e il generale Alexander
    tracciarono la linea Morgan che ancora oggi definisce il
    confine orientale dell’Italia.
    (Tratto dalla”Relazione della Commissione mista
    storico-culturale italo-slovena” 1993-2000, pubblicata
    nell’anno 2001).ANTIFASCISTI SEMPRE!

  2. Marco Dallai

    A guastalla e non solo stiamo prendendo una piega mooolto pericolosa…

  3. http://www.youtube.com/watch?v=byNq8jm0v-o
    guardate cosa ho trovato , è un cult Fascist Legacy il documentario della BBC mai trasmesso in Italia che racconta le imprese dei nostri Italioti , si capiranno meglio le Foibe , lo tasmise soloLA7 in un bel programma , ma dopo la proiezione il conduttore , camicia bianca e occhiali , fu sostituito chossà perchè , attenzione ci vuole lo stomaco forte

  4. Anch’io penso che la memoria serva a ricordare situazioni bellle ma anche quelle brutte facendo si che non si ripetano più. I massacri ci sono anche al giorno d’oggi… forse ci stiamo troppo abituando al clima di violenza che passa davanti l’indifferenza generale?
    Parlo di violenza in generale: tra le mura domestiche, psicologica, mafiosa e clienterale…ecc…
    Inoltre vorrei sottolineare il mio dispiacere per il fatto che l’amministrazione ricordi le foibe e si scordi del 26 gennaio.
    I fatti successi in passato dovrebbero essere ricordati indipendentemente dall’appartenenza politica dell’amministrazione, anzi, nelle azioni quotidiane l’amministrazione dovrebbe rappresentare idee ed azioni di tutti i cittadini ed agire di conseguenza… e penso che i guastallesi hanno RICORDATO il 26 gennaio!!!!

  5. grazie Olivia , su questo argomento ci sarebbe tanto da parlare , mi sembra emblematico che noi Itlaiani non riusciamo a fare i conti con la nostra storia e siamo sempre esposti ai revisionismi , ci sono alcune verità sacrosante l’esercito di Tito era un esercito di partigiani a cui aderirono diversi Italiani disertori ( sempre brava gente ) dopo l’8 settembre , l’esercito fascista era di occupazione collaborazionista del regime Ustascia ( Croato ) che gestiva dei campi di sterminio Jasenovac e Tito con i suoi partigiani combatteva contro tutto questo ! Le foibe sono una diretta conseguanza di tutto questo , dove sta la verità , per me non ci sono dubbi , ma sesanta anni da tutto questo abbiamo imparato qualcosa il fascismo e il razzismo e morto ? io non ho dubbi NO

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