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Asili nel bosco

Alla scuola statale, ormai agonizzante, si contrappongono molte esperienze educative locali di tipo positivo, che si espandono e si contagiano vicendevolmente per tutta la nostra penisola dal nord al sud.

Sono le piccole e grandi amministrazioni comunali, che nell’ambito delle loro scuole dell’infanzia e asili nido, hanno la libertà e la possibilità di progettare e ideare percorsi a misura di bambini/e, adulti e ambiente.
Si tratta di moltissime esperienze spesso diversificate tra loro ma con molte costanti:

  • la ricerca dell’equilibrio tra natura e bambino/a,
  • l’intenzione di rispettare nel percorso di crescita il proprio pianeta,
  • la ricerca e riscoperta di stili di crescita e di vita a minor impatto ambientale,
  • il ricercare nella natura il proprio benessere psicofisico e tanto altro ancora.

La risorsa di queste scuole sta nel poter agire in autonomia, senza curricoli predisposti dal Ministero della Pubblica Istruzione, nel poter valorizzare le idee e la creatività delle persone, la specificità dei territori, la memoria delle tradizioni locali, tutto questo come valore aggiunto.
Nascono così le prime esperienze di asili nel bosco conosciuti nel Nord Europa come modello educativo efficace.

In una società dove si vive sempre di più in spazi chiusi, c’è una crescente evidenza scientifica che la salute mentale ed il benessere emotivo dei bambini sono migliorati dal gioco all’aria aperta, soprattutto tramite il contatto con la natura.
Altri studi indicano gli asili nel bosco come una potente terapia per molti dei più seri problemi comportamentali e di apprendimento dei bambini.
I ricercatori sono convinti della profonda correlazione tra benessere del bambino e naturalità dell’ambiente in cui crescono, e affermano che il contatto con la natura può essere importante per loro quanto lo è una corretta alimentazione e sufficiente sonno.

Nascono così a Reggio Emilia i Cantieri Infanzia Città percorsi formativi e aggregativi rivolti primariamente, ma non solo, ai genitori dei servizi educativi e scolastici reggiani, che offrono un’occasione per acquisire competenze ed abilità, da mettere a disposizione della comunità.
Infatti ogni Cantiere richiede ai partecipanti un accordo implicito: la disponibilità, anche minima, a restituire alla comunità le competenze possedute e acquisite: narrare, cucinare, coltivare, suonare, creare.
Sbocciano così i Cantieri del “come coltivare un orto in città; l’arte del cucinare per i bambini; l’arte del narrare; il suono tra le mani; attaccar bottone; gruppi di acquisto solidale: un modo diverso di fare la spesa.

Crescono  anche associazioni di genitori e mamme: a Carpi “G.A.A.M.” che promuove esperienza di allattamento al seno, sostenendo il latte materno come miglior nutrimento per il cucciolo dell’uomo.
Si moltiplicano i libri a sostegno di pratiche puericultrici dettate dal buon senso, dal consumo critico e consapevole, ne è un esempio il libro di Giorgia Cozza “ Bebè a costo zero

Questi sono solo pochi esempi, ma illuminanti, su ciò che si sta diffondendo “a misura di bambini e per i bambini”, sono modelli di apprendimento ai quali ispirarsi che mettono i bambini stessi nella condizione di diventare protagonisti di un nuovo modello sociale, culturale ed economico di vita.

4 commenti

  1. In primis complimenti per il progetto così articolato e interessante che avete messo in campo, che da quanto tu dici è sostenuto anche dal Servizio Sociale Associato e poi il progetto con il Tempo integrato della Scuola Primaria, e questo non è peccato anzi è risorsa impareggiabile riuscire a coinvolgere le strutture pubbliche.
    Non è certo bugia dire che il nostro territorio è ricco di esperienze di partecipazione tra genitori e scuola così preziose, soprattutto in questi tempi.
    Quanto è importante valorizzare e sostenere i dipendenti pubblici, le insegnanti, i dirigenti che credono nei valori della collaborazione, del confronto e che si impegnano per costruire modelli di scuola nuova. Io stessa sono insegnante e ti assicuro che nel mio lavoro, insieme a tante altre colleghe, investiamo molto sulla presenza dei genitori nei progetti che quotidianamente portiamo avanti, perchè l’educazione non è una pratica separabile ma è un insieme sinergico di forze che insieme investono e si spendono per la stessa causa: dare la possibilità ai bambini/e, ai ragazzi di essere protagonisti delle propria vita, di saper fare delle scelte personali, di poter diventare persone felici e consapevoli di ciò che ognuno di loro intente scegliere per se stesso al di là delle mode, dei consumi e dei condizionamenti che la società di oggi propone. Teniamoci in contatto, sono affascinata dalle “scuole nel bosco” e nella nostra provincia non credo ne esistano altre. Sono modelli da diffondere e sostenere perchè ormai sono moltissimi gli studi che dimostrano i benefici psicofisici che sviluppano nei bambini.
    Grazie ancora per la tua testimonianza.

  2. “Sono le piccole e grandi amministrazioni comunali, che nell’ambito delle loro scuole dell’infanzia e asili nido, hanno la libertà e la possibilità di progettare e ideare percorsi a misura di bambini/e, adulti e ambiente.”

    …non parlerei di amministrazione comunale, bensì dell’impegno, della dospinibilità, della creatività e della volontà di un gruppo di genitori che nell’estate del 2008 hanno creato un comitato…
    buona lettura:

    Il Comitato Noè :
    una realtà a sostegno della genitorialità e della crescita dei bambini/ragazzi da 0-18 anni del territorio vianese.

    Quale genitore non si è trovato ad affrontare situazioni di dubbio, di difficoltà organizzativa e di solitudine nel crescere i propri figli?
    Proprio per accogliere i bisogni espressi dai singoli e favorirne la condivisione è nato, nel luglio 2008, il Comitato Noè-idee e progetti per crescere.
    Le famiglie unite in questo comitato hanno intrapreso un percorso di scambio e confronto, di individuazzione delle risorse del territorio dando vita a molteplici progetti e iniziative, mantenendo un dialogo operativo e patrocinante con l’amministrazione comunale.
    Così, sul nostro territorio caraterizzato da tante piccole borgate, il comitato cerca di costruire e rafforzare un’idea di comunità, superando le modalità individuali di affrontare i problemi e proponendo attività e progetti condivisi.
    Fin dalla sua nascita il Comitato promuove i seguenti progetti :

    1. Progetto incontri : il terzo martedì di ogni mese al Centro polivalente di San Giovanni, incontro per conoscersi e confrontarsi sui bisogni educativi. Il gruppo è sostenuto da Maria Calvo del Servizio Sociale Associato di Scandiano con una animatrice per i bambini.

    2. Progetto Tempo Integrato : Spazio di attività educative integrate con l’orario scolastico della Scuola Primaria di San Giovanni di Querciola, progettato e realizzato in collaborazione con le famiglie del territorio. Da quest’anno le attività si collegano al progetto Ciccì Coccò-Crescere nel bosco.

    3. Progetto Ciccì Coccò-Crescere nel bosco : Proposta di esperienze educative (ispirate alle scuole del bosco del nord Europa) svolte durante tutto l’anno nel bosco di Monte Cerlino coinvolgendo bambini, genitori ed educatori. Il mercoledì pomeriggio per la fascia di età 3-10, mentre il venerdì mattina per i più piccini di età da 1-3 e una domenica al mese per le famiglie.
    Una volta al mese è prevista una serata di riflessione/formazione su quanto emerso dall’esperienza vissuta nel bosco con i bambini.
    A primavera, inoltre, sono previsti dei progetti educativi in collaborazione con le scuole primarie e secondarie di Regnano.

    4. Progetto “Divertiamoci studiando assieme” è l’ultima proposta del Comitato rivolta ai ragazzi delle scuole medie. Un’incontro settimanale, il mercoledì dalle 15,00 alle 18,00 al Centro Polivalente di San Giovanni di Querciola, per svolgere i compiti in gruppo e proseguire con giochi “da tavolo” che favoriscono la socializzazione e la collaborazione in un contesto più allargato rispetto a quello domestico.

    Oltre alle proposte continuative il Comitato organizza dei singoli eventi come “La notte dei racconti” che permettono ad adulti e bambini di trascorrere una piacevole serata favorendo nuove aggregazioni.

    Lo statuto del Comitato può essere consultato sul sito del comitato: http://comitatonoe.bloog.it/ e negli uffici del Comune.
    Per informazioni : ideeperilquerciolese@libero.it
    Noele Mrazek 0522 858240

    • vero, i cittadini dovrebbero essere i primi interessati a promuovere iniziative come queste.
      Ma non sempre ci sono i presupposti perché ciò accada e allora perché non sperare nel sostegno dell’amministrazione locale?

      credo che queste siano esperienze da coltivare, sia che siano gruppi di genitori, come il vostro a realizzarle, sia che siano gli asili comunali; non credo che le due cose vadano separate, anzi possono e devono supportarsi rafforzandosi vicendevolmente.

      E intanto approfitto per farvi i complimenti per il vostro progetto Noé!
      …siete per caso in contatto con altre realtà come la vostra?

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