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Tangenziale di Guastalla, Variante 5, “l’araba fenice“: guarda chi si rivede!

Nel penultimo consiglio comunale del 26 Novembre 2009, al punto 9 dell’ordine del giorno, è stata inserita una variante al PSC, abilmente camuffata con la terminologia “terzo stralcio della Tangenziale Sud”, ma a tutti gli effetti è il completamento della famosa Variante 5, che tante polemiche procurò negli anni 90 .

Ricostruiamo pazientemente la vicenda.
Nel 1995 viene presentato il progetto di questa strada, che doveva collegare la Cispadana con via Sacco e Vanzetti fiancheggiando la ditta Padana Tubi.
Diversi contadini residenti nella zona ricevettero offerte per la vendita della terra, se non addirittura espropri.
Nacque un comitato di cittadini molto numeroso e sostenuto dagli ambientalisti, che promosse molte assemblee pubbliche. Me ne ricordo in particolare una, molto infuocata, al Bar di Solarolo dove fu costretto (si rifiutava di partecipare ad assemblee pubbliche) a partecipare l’allora Sindaco Moreschi Matteo.

Le questioni erano molto semplici: la ditta P.T. avrebbe partecipato alle spese di realizzazione della strada in cambio di una autorizzazione a un allargamento dell’area, molto osteggiata dai residenti della zona per il conseguente inquinamento rumoroso e di altro tipo. Abbiamo anche reperito un’ordinanza dell’USL, che proibiva ulteriori allargamenti della ditta per evidenti problemi di inquinamento acustico.

Poi c’era la questione del terreno agricolo a cui i contadini non volevano rinunciare.

Inoltre esisteva un grave problema di sicurezza.
La ditta in questione faceva trasportare i coils di acciaio su vagoni ferroviari, che arrivavano alla stazione commerciale in via Circonvallazione, e poi a sua volta trasportati su strada, da motrici che attraversavano la città. Mi ricordo che uno una volta si rovesciò, per fortuna l’incidente no ebbe conseguenze.
La questione era che questi vagoni non dovevano attraversare il centro abitato e transitare sulla cispadana per entrare dall’argine del Po, in direzione Luzzara.
Divenne quindi indispensabile la stazione di San Giacomo, che venne realizzata dopo qualche anno.
Dopo diverse trattative si convenne che, per evitare il transito in città dei coils, l’unico tratto della strada Variante 5 veramente utile era il tratto tra la Cispadana e la ditta, e si realizzò.

La vicenda sembrava chiusa e sepolta, ritrovare in consiglio comunale il completamento dell’acquisto del terreno per questa strada, che partirà da via Sacco e Vanzetti arrivando alla cispadana attraversando via Solarolo,  mi ha sorpreso molto!
E’ chiaro che sono passati molti anni, si è costruito molto in quella zona, con una rete viaria e molto confusa.
Noi, come ambientalisti, abbiamo sempre sostenuto che la zona agricola tra via Solarolo e via Sacco e Vanzetti debba essere conservata come tale, polmone verde della città.


Con il completamento tra via Solarolo e via Sacco e Vanzetti, tutta quella zona diventa ad alto rischio di urbanizzazione, come ha le ore contate anche la zona a destra di via Sacco e Vanzetti, in direzione Novellara.

Per migliorare la viabilità abbiamo sempre caldeggiato l’ottimizzazione dell’esistente.

In conclusione vorrei ricordare che Guastalla è situata in territorio a “rischio“, il grande fiume Po è sempre più minaccioso, quindi una eccessiva impermeabilizzazione del territorio (vedi cemento e asfalto) in caso di esondazione provocherebbe danni ingentissimi.

A voi le conclusioni.

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