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Chiude il Centro pomeridiano “LA COMETA”? Ragazzini diversamente abili a casa

Della scuola che va verso lo sfascio abbiamo già scritto molto, ma mai abbastanza. Così oggi pubblichiamo ben volentieri una lettera ricevuta da Giancarlo Paterlini, genitore ma anche ideatore, a San Martino di Guastalla, del centro pomeridiano per ragazzini diversamente abili con atelier di attività di cucina, espressive (disegno) e bricolage, chiamato “La Cometa“.
Il suo è l’ennensimo grido d’allarme, per una situazione insostenibile ed ormai arrivata al capolinea. Questa lettera è rivolta a tutti i genitori dei ragazzi/e che frequentano “La Cometa” e per conoscenza a tutti i cittadini, COMPRESO, aggiungiamo noi, A TUTTI I NOSTRI AMMINISTRATORI COMUNALI.

“Cari genitori, sono Giancarlo Paterlini, qualcuno di voi mi conosce e qualcuno no, per chi non lo sapesse sono quello che 6 anni fa ha aperto in collaborazione con l’associazione AUT AUT, la parrocchia di San Martino, l’AUSL di Reggio Emilia, la struttura chiamata “La Cometa” che i vostri figli frequentano.

Non è mia intenzione farvi tutta la storia di questa struttura, ma è mio dovere informarvi su quelle che sono le ultime vicende che quasi sicuramente porteranno alla chiusura definitiva della Cometa: molti pensano che questo posto sia messo a disposizione dall’Ausl e dal Comune di Guastalla, in verità no!

La Cometa è stata, fino al termine del contratto con la parrocchia di San Martino, dell’associazione AUT AUT: la struttura è stata messa a disposizione per 2 giorni a settimana anche per quei ragazzi/e con patologie diverse, caricandosi come associazione, anche per loro, delle spese di mantenimento (riscaldamento, luce, acqua e pulizie) per un totale circa di 8.000,00 euro l’anno; inoltre tutte le attrezzature sono della nostra associazione.

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Da anni le istituzioni si erano impegnate per trovare una soluzione che sistemasse definitivamente la struttura in un posto adeguato visto il numero importante di utenti (diversamente abili) che la frequentano ed il numero di richieste per entrare.

Da aprile 2009, quasi ogni settimana, i responsabili dei servizi sociali dell’Ausl e dei Comuni del distretto mi facevano una proposta di un posto nuovo per trasferire la Cometa poi automaticamente dopo una settimana si rimangiavano le parole: spesso si giustificavano che non era possibile per ragioni ogni volta diverse per arrivare fino ad oggi quando manca meno di un mese alla scadenza definitiva del contratto con la parrocchia di San Martino.

Ora non rimane che trarre le conclusioni:

  1. Alle Istituzioni interessa la struttura ed il tipo di lavoro che viene fatto?
  2. I genitori sono stati informati della situazione in modo corretto? Ai genitori è stato chiesto se questo servizio è importante per i ragazzi/e e le loro famiglie? E se lo è, perchè non si fa nulla per mantenere aperta la struttura?
  3. Chi deve decidere se questo servizio deve essere mantenuto o no? Specialisti (neuropsichiatri, psicologi, ecc…) o politici che spesso non hanno nessuna preparazione scientifica per comprendere l’importanza del lavoro che in questa struttura viene fatto?

Io personalmente credo che questa sia stata una delle più belle esperienze con bambini e ragazzi diversamente abili della Bassa Reggiana, e posso serenamente affermare che per quello che riguarda l’autismo è sicuramente la prima nella nostra regione!

disabili2Ora ci chiediamo come mai questo epilogo… sicuramente questa esperienza è nata dall’esigenza dei genitori e non dalla volontà dei politici…

Come disse, 4 anni fa, l’assessore ai servizi sociali del Comune di Guastalla in un incontro avvenuto presso il salone detto “Il Flauto”, come risposta ad una mia richiesta di aiuto: “Noi non siamo abituati a salire su un treno già partito”!

Io non so come finirà questa storia, di una cosa sono certo:

mi sono stancato di farmi prendere in giro, pertanto dal 30 gennaio 2010 il sottoscritto si toglie da qualsiasi impegno e responsabilità!

Rimango a disposizione dei genitori per qualsiasi chiarimento.”
Giancarlo Paterlini

Chiunque volesse chiarimenti, dire opinioni, dare suggerimenti o spiegazioni, può scrivere nei commenti qui sotto. Il Sig. Paterlini verrà informato in tempo reale. Grazie.

5 commenti

  1. Vorrei sottolineare inoltre che la famiglia che ha un figlio diversamente abile da crescere non ha il supporto da alcuna figura istituzionale.
    Bisogna trovare la forza e la dignità solo all’interno della propria famiglia, purtroppo.
    In questo modo si viene isolati dalla società, sia moralmente che fisicamente (si pensi alle barriere architettoniche che non permettono di frequentare i luoghi aperti al pubblico).
    Un ulteriore esempio è che i medici che hanno in cura il bambino come nel caso sotto riportato:

    http://ilrestodelcarlino.ilsole24ore.com/reggio_emilia/cronaca/2010/01/12/279564-mattino_cinque.shtml

    si “permettono” di decidere del futuro delle altre persone senza ascoltare in primis le esigenze della famiglia poichè i soldi sono sempre il primo pensiero che porta a compiere certe scelte.
    Basta!!! Le persone più bisognose sono quelle che devono essere trattate con maggior rispetto e così le loro famiglie… non credo che abbia fatto piacere a questa famiglia partecipare ad un programma televisivo per denunciare una situazione insostenibile… è stata la disperazione.
    Da parte mia tutto l’appoggio possibile!!!!

    • Purtroppo, come accade per molte cose, sembrano esistere solo i problemi che ci toccano da vicino e chi non ha esperienze in questo ambito non capisce fino in fondo gli innumerevoli problemi che la famiglia deve affrontare quotidianamente e da sola!
      occorre più sensibilità!!
      …e speriamo che arrivi in fretta una soluzione per la Cometa!

  2. Anch’io ho una figlia che frequenta due pomeriggi a settimana il Centro “La Cometa” e vorrei sottolineare che è un’esperienza di socializzazione oltre che di autonomia personale.
    Ritengo importante soprattutto per i ragazzini diversamente abili il sentirsi realizzati ed avere autostima per sè stessi e per le altre figure (non solo e sempre i genitori) che ruotano attorno a loro quotidianamente.
    Questo è l’intento del Centro e sarebbe deleteria la sua chiusura soprattutto per chi lo frequenta!!!
    Non è solo una questione di soldi, ma di priorità… come sempre!!!

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