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2009 tagli alla SCUOLA… 2010 ri-tagli

I decreti Gelmini stanno portando la scuola alla paralisi…

La tanto sbandierata riforma, già rinviata di un anno, è stata rimandata al mittente persino dalla propria maggioranza: le iscrizioni rinviate a febbraio subiranno con molta probabilità uno slittamento a marzo. I nuovi iscritti alla prima superiore probabilmente non avranno il piacere di conoscere con certezza i piani orari, i contenuti insegnati, gli sbocchi e le caratteristiche del corso che sceglieranno.

tagli - gelmini - Vauro

Alle scuole, nel 2010, non arriveranno i soldi per il funzionamento, si avranno poche migliaia di euro per le supplenze, mentre i progetti dell’offerta formativa dovranno essere a costo zero.

Investire nella conoscenza è l’unica possibilità per un paese di uscire dalla crisi e la frequenza di una scuola pubblica di qualità rimane l’unica garanzia di successo nella vita.

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Rimanendo in tema qui di seguito la “Lettera di Beppe Grillo agli studenti d’Italia”:

Caro ragazzo, cara ragazza del 2009,
sono un ex ragazzo degli anni ’60, mi chiamo Beppe Grillo, ho sessant’anni. Faccio parte della generazione che ti ha fottuto. Il tuo futuro è senza pensione, senza TFR, senza lavoro. Il tuo presente è nelle mani di vecchi incartapecoriti, imbellettati, finti giovani. Quando ero bambino l’aria e l’acqua erano pulite, il traffico era limitato, la mia famiglia non faceva debiti e tornavo a scuola da solo a piedi. Non c’erano scorte padane e neppure criminali stranieri in libertà. I condannati per mafia non diventavano senatori.
Le stragi di Stato non erano iniziate, Piazza Fontana a Milano era solo un posto in cui passavano i tram. Le imprese erano gestite da imprenditori. E’ strano dirlo ora, ma c’erano persone che investivano il loro denaro per sviluppare le aziende. E manager che vedevano lontano. Enrico Mattei dell’ENI, ucciso in un attentato, Adriano Olivetti, Mondadori, Ferrari, Borghi e cento altri che non ricordo. Intorno alle città c’erano i prati e non i cimiteri di cemento che chiamano unità residenziali. La bottiglia di latte la riportavo al lattaio e non costruivano inceneritori. La televisione era un servizio pubblico in cui lavoravano anche veri giornalisti come Enzo Biagi, e con solo un quarto d’ora di pubblicità al giorno. Quando si parlava si usava il tempo futuro. Il presente e soprattutto il passato erano verbi di complemento. I giardini pubblici erano puliti e sui marciapiedi si camminava senza doversi destreggiare tra le macchine parcheggiate. Le persone erano più gentili, spesso sorridevano. Sul Corriere della Sera scrivevano Montanelli, Buzzati e Pasolini.
I genitori sapevano che i loro figli avrebbero avuto un futuro migliore. Solo dal punto di vista economico, ma questo non potevano prevederlo. I fiumi erano puliti e si poteva fare il bagno nel fine settimana che non si chiamava ancora week end. L’unico problema era rappresentato dagli imprendibili tafani. Le spiagge erano libere e il mare quasi sempre verde azzurro. La P2 era una variabile al quadrato e non ancora l’antistato progettato da Cefis. Gelli non aveva arruolato il novizio Berlusconi con la tessera 1816. L’Italia era una e indivisibile e Bossi studiava alla scuola per corrispondenza Radio Elettra. Si lavorava duro, ma si poteva risparmiare e la pensione era un approdo sicuro. Era un piccolo Eden, ora perduto. Non sapevamo di averlo. Molti lo disprezzavano. Negli ultimi sessant’anni abbiamo avuto uno sviluppo senza progresso. E ora non ci resta neppure lo sviluppo.
Le generazioni che ti hanno preceduto meriterebbero un processo da parte tua, caro ragazzo e cara ragazza. Sono colpevoli di averti rubato il futuro. Loro vivono nel presente con la seconda casa, le pensioni senza base contributiva. Loro ti governano. L’Italia ha la coppia di cariche dello Stato Presidente/Primo ministro più vecchia del mondo. Loro usano la Polizia contro gli studenti e i precari. Loro hanno ucciso la democrazia e le aziende come Tronchetti e Geronzi, i brizzolati di successo.
Caro ragazzo e cara ragazza, non potete più stare a guardare, la vita vi scivola tra le mani. Voi, invece di lasciarla scivolare, trattenetela. Io non sono in grado di dare lezioni a nessuno. Ho fatto troppi sbagli e sono troppo vecchio (anche se non dimostro i miei anni, belin). Ma ho vissuto un tempo più bello, più vero, più colorato, più umano. E so che è possibile anche per voi.
Loro non si arrenderanno mai (ma gli conviene?). Noi neppure.”  Beppe Grillo

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E… parlando di scuola e disabilità…

Niente più tetto massimo di alunni disabili per classe, “sovraffollamento” degli studenti in aula, taglio delle ore di sostegno – come segnalato da moltissime associazioni di genitori che hanno fatto ricorso al Tar in entrambi i casi – e continuità didattica a rischio. Sono questi i nuovi problemi dell’inclusione scolastica in Italia. Le norme per la riorganizzazione della rete scolastica e del personale della scuola targate Mariastella Gelmini (ossia il dpr n. 81 del 2009), hanno mantenuto sì il rapporto di un insegnate di sostegno ogni due alunni disabili come previsto dalla legge finanziaria del 2007 ma, per quanto riguarda la formazione delle classi, hanno abrogato il decreto ministeriale n. 141/99 che fissava il numero massimo di ragazzi disabili presenti in ogni classe: era di un alunno disabile in quelle composte da 25 studenti e di due alunni disabili nelle classi con non più di 20 studenti Anzi, il decreto precisava che, superando questi tetti, le classi andavano obbligatoriamente sdoppiate.

Concludo con una mia considerazione di fine anno. Tagli a parte…

Spero sempre, nonostante tutto, che le condizioni degli alunni con disabilità migliorino: non bastano le leggi sull’integrazione per integrare gli alunni in classe, ci vuole la volontà e l’impegno degli insegnanti di sostegno…

Molto spesso gli insegnanti di sostegno non hanno l’idoneità specifica per lavorare con gli alunni che hanno patologie differenti. Ad esempio se un alunno utilizza la “comunicazione facilitata” per comunicare e fare i compiti e gli assegnano 3 insegnanti di sostegno con poche ore ciascuno che non ne hanno mai sentito parlare e dicono alla famiglia che il loro figlio non sa fare niente perchè loro per primi non sanno niente dell’argomento ed in più non c’è la volontà di imparare e confrontarsi… questo non lo condivido!

I tagli alla scuola ci sono stati e ce ne saranno di ulteriori lo so… ma se anche gli educatori comunali arrivano a scuola a metà novembre ed i tutor non sono ancora arrivati… dov’è il diritto d’istruzione?

Personalmente ritengo che alunni con disabilità ed alunni senza disabilità siano equiparati quando si parla di diritti negati… quindi auguro a tutti, genitori, alunni, insegnanti, amministrazione comunale e governo italiano

BUON ANNO… sperando che l’istruzione diventi una priorità!

5 commenti

  1. La nostra scuola pubblica è ormai a pezzi… Il nostro futuro sempre più nero. E’ incredibile come i nostri governanti stiano tranquillamente distruggendo il futuro dell’Italia. Senza una scuola di primo livello, il futuro dell’Italia è segnato.

  2. Lorenzo Artioli

    chissà perchè tolgono i soldi alle scuole pubbliche e alcuni enti locali aumentano i contributi alle scuole private ?

    PERCHE’ ABBIAMO LE FETTE DI PROSCIUTTO SUGLI OCCHI,
    PERCHE’ E’ MEGLIO LAMENTARSI E DIRE CHE “SONO TUTTI DEI LADRI”, INVECE DI CERCARE DI INFORMARSI E PARLARNE CON CONOSCENTI NELLA STESSA SITUAZIONE
    perchè è così, solo chi è sulla tua stessa barca ti ascolta, o almeno dovrebbe…

    e voi che leggete siete soli o vedete qualcuno che si incazza perchè, come voi, non ne può più ?

  3. Bellissimo articolo Elisa. Complimenti…

    Buon anno anche a te!

    • Grazie mille per gli auguri ed i complimenti!
      La SCUOLA (ed altri argomenti come ad esempio quelli degli articoli precedenti) mi sta molto a cuore.
      E’ da diversi anni che noto un peggioramento nei servizi scolastici aggravati dal fatto che ho una figlia con disabilità perciò doppiamente peggiorati.
      Ad ogni semplice richiesta scolastica ricevo da parte degli insegnanti di sostegno quasi sempre scena muta o dei NO. Mi “tocca” quindi riproporre la stessa domanda facendo riferimenti normativi che attribuiscono diritti all’alunno diversamente abile: sono domande sull’integrazione scolastica, sul programma educativo individualizzato, sulla presenza attiva della famiglia… non chiedo che mia figlia possa partecipare al “salto in lungo”… solo NORMALI RICHIESTE che a mio avviso dovrebbero essere già operanti, invece NO.
      Senza pensare che a settembre mio figlio piccolo inizierà la prima elementare… ho sempre la speranza di un’istruzione migliore perchè l’istruzione rende LIBERI, Liberi di decidere e di scegliere…

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