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7 Gennaio: Saviano al posto di Schifani, altrimenti arriva Grillo!

Il prossimo 7 gennaio 2010 si celebrerà a Reggio Emilia il 213° anniversario della nascita del Tricolore. Il sindaco di Reggio, Graziano Delrio, ha invitato alle celebrazioni il presidente del Senato, Renato Schifani, suscitando numerose polemiche anche da parte di suoi colleghi di partito per la presenza “non gradita” del presidente del Senato.

I consiglieri delle liste civiche a 5 stelle della provincia di Reggio, Matteo Olivieri (Reggio), Davide Valeriani (Circoscrizione Nordest), Vito Cerullo (Circoscrizione Ovest), Davide Zanichelli (Guastalla) e Claudio Pifferi (Rubiera) hanno inviato una lettera al sindaco Delrio per chiedere che, al posto di Schifani, che in recenti prese di posizioni politiche non si è dimostrato al di sopra delle parti nè tutore dei valori costituzionali, venga invitato Roberto Saviano, nominato dal consiglio comunale della precedente legislatura, cittadino onorario di Reggio Emilia e mai invitato in città.

Se il 7 gennaio sarà presente il presidente Schifani, scenderemo in piazza in una manifestazione di protesta pacifica, tutti con in mano una copia della Costituzione. Assieme a noi, ci sarà anche Beppe Grillo, che verrà a chiedere al presidente Schifani perché non discute in Senato la proposta di legge per il Parlamento Pulito firmata da oltre 350.000 cittadini oltre due anni fa.

Così, lo stesso Beppe Grillo dà la notizia dal suo Blog:

Cinque consiglieri comunali delle “Liste 5 Stelle” dell’Emilia Romagna hanno chiesto con una lettera aperta al sindaco Delrio di Reggio Emilia che Schifani non sia invitato alle celebrazioni per la nascita del Tricolore. Del resto cosa c’entra Schifani con la Repubblica e con la Costituzione? Un tizio che si permette di non discutere in Senato la legge popolare “Parlamento Pulito” mandando così a fanculo i 350.000 firmatari. Uno che ha proposto il Lodo Schifani e che fa passare qualunque porcata legislativa. Chi è Schifani? Per quali meriti è diventato seconda carica dello Stato? I consiglieri hanno deciso di non partecipare nel caso Schifani si presenti. Io invece, il 7 gennaio, sarò a Reggio per chiedergli conto delle firme.

Dal Blog di Beppe Grillo

Rassegna Stampa (1) (2) (3)

7 commenti

  1. saviano ,schifani , due persone con etica e valori diametralmente opposti , shifani? manco alla commemorazione di un campo arato lo vorrei……

    • Si hai proprio ragione… Saviano e Schifani hanno solo una cosa in comune… l’iniziale del cognome!!!

  2. …cavoli!
    ….ma, già che c’erano, perché non hanno invitato Bossi??!!…. 😉

  3. Purtroppo la maggior parte delle persone ignora che Schifani è stato in imprese con soggetti come Nino Mandalà e Benni D’Agostino che verranno poi condannati per mafia.
    Ed è giusto che il presidente del Senato risponda di queste collaborazioni con persone associate alla mafia. Sbaglio?
    Ecco il suo curriculum:

    Dopo la laurea, Schifani trovò lavoro come impiegato presso il Banco di Sicilia di Palermo.

    Nel 1979, praticante legale nello studio del deputato DC Giuseppe La Loggia, fu inserito da quest’ultimo nella società di brokeraggio assicurativo Sicula Brokers, di cui facevano parte il figlio Enrico La Loggia, futuro politico di spicco di Forza Italia, ed alcuni soci che negli anni 1990 furono incriminati per associazione mafiosa o concorso esterno in associazione mafiosa; Schifani lasciò la società nel 1980, riprendendo l’attività di avvocato.

    Nel 1992 fondò, assieme a due soci tra cui Antonino Garofalo, rinviato a giudizio nel 1997 per usura ed estorsione, la società di recupero crediti GSM; a causa di tale attività fu successivamente definito in una battuta del ministro della giustizia Filippo Mancuso il “principe del recupero crediti”.

    Negli anni 1990 Schifani, già attivo come avvocato cassazionista, si affermò come avvocato urbanista, ricevendo numerosi incarichi in amministrazioni comunali siciliane. In uno di questi fu consulente per l’urbanistica e il piano regolatore del comune di Villabate, il cui sindaco Giuseppe Navetta era il nipote di Nino Mandalà, capocosca della cittadina ed ex socio di Schifani nella Sicula Brokers; secondo il pentito Francesco Campanella tale incarico fu concesso, tramite Enrico La Loggia, nell’ambito di un patto tra mafia e politica per la realizzazione di un megastore, progetto poi abortito a causa delle indagini.

    Nel 2009 il pentito di mafia Gaspare Spatuzza accusa Schifani di aver avuto frequentazioni con il boss di Brancaccio Filippo Graviano negli anni ’90, il Presidente del Senato ha rigettato le accuse.

    Pretendere persone trasparenti all’interno delle proprie istituzioni è il minimo in un paese civile.

  4. partecipare numerosi, ovvio prima serve la conferma della presenza di Schifani. Ci saranno regole per fare domande ed interagire in maniera non violenta

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