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Paul Connet: “Bisogna scegliere tra il parmigiano e l’inceneritore”

Fiaccolate, manifestazioni, assemble, lettere da San Francisco, Paul Connet, convegni… niente di niente può fermare la costruzione dell’inceneritore di Parma. Per gli amministratori è solo FUFFA.

La Food Valley è destinata al declino.
“Bisogna scegliere tra il parmigiano e l’inceneritore”. “Assurdo costruire un impianto tanto inquinante nella città cuore della food valley”. Parola di Paul Connett, professore della St. Lawrence University di New York, ideatore della strategia ‘Rifiuti zero‘ e ospite al Teatro Due di Parma nella serata organizzata dal coordinamento Gestione Corretta Rifiuti, in cui sono intervenuti anche Luigi Campanella, presidente della Società chimica italiana e Gianni Tamino, biologo dell’Università di Padova.
Nel suo intervento, Paul Connett ha ribadito il concetto: “Parma è l’ultimo posto sulla terra dove si dovrebbe costruire un inceneritore”. E’ assurdo, secondo il professore, pregiudicare il prestigio internazionale dell’industria alimentare, affiancando sul territorio del parmigiano, del prosciutto e della pasta un inceneritore, che “sarà un affare solo per pochi”.

Dati alla mano, bruciare i rifiuti – spiega l’esuberante professore di chimica, che a sua volta si scalda – significa anche bruciare denaro pubblico e posti di lavoro, non solo aumentare il surriscaldamento globale e immettere nell’atmosfera nanoparticelle dannose alla salute: “Il termovalorizzatore di Brescia – dice – è costato 300 milioni di euro e ha dato solo 80 posti di lavoro. Se i politici – prosegue – giurano di avere le mani legate, i cittadini prendano delle forbici e taglino quei lacci” esorta il professore, che individua tre ordini di responsabilità per una corretta gestione dei rifiuti: quella industriale (a monte), quella della comunità (a valle) e quella dei politici, appunto, i quali devono essere in grado di concepire politiche di ampio respiro, capaci di connettere il presente al futuro.

La raccolta porta a porta (e non si tratta di Vespa) – ironizza Paul Connett – è il trampolino di lancio per una strategia di Rifiuti zero, a sua volta trampolino di lancio verso la sostenibilità”. E se, nonostante i comportamenti virtuosi della comunità, rimane rifiuto residuo? “Nella strategia ‘Rifiuti zero’ il residuo va reso molto visibile, non si devono sotterrare le prove (discarica) o bruciarle (inceneritore). Tutto ciò che non può essere riutilizzato, compostato o riciclato semplicemente non va prodotto: questo è il messaggio che mandiamo alle industrie!”.
La platea del Teatro Due, gremito, approva rumorosamente. E c’è spazio anche per i numeri, perché la strategia ‘Rifiuti zero’ non è un’utopia: a San Francisco i rifiuti sono stati ridotti del 72 percento nel 2009, il 75 percento è l’obiettivo del 2010, rifiuti zero quello del 2020; in Italia il piccolo comune toscano di Capannori, che negli ultimi cinque anni è passato dal 37 al 65 percento della raccolta differenziata, si è posto lo stesso traguardo.“Parma può diventare laboratorio di sostenibilità – conclude Paul Connett – se i soldi spesi per l’inceneritore fossero investiti nell’educazione”.

Questa la lettera di Jared Blumenfeld (Direttore del Dipartimento Ambientale di San Francisco) inviata al sindaco di Parma Pietro Vignali:

Onorevole Pietro Vignali
Palazzo del Municipio
Piazza Giuseppe Garibaldi
43121 Parma, Italia

Caro Sindaco Vignali,

sono addolorato nell’apprendere che a Parma si consideri di trattare i propri rifiuti solidi urbani attraverso un inceneritore. Io gestisco programmi ambientali per una grande città con anche vincoli geografici, e voglio portare alla tua attenzione il nostro successo: noi ricicliamo e produciamo fertilizzante dal 72% del nostro flusso di rifiuti.

Noi trasformiamo i residui di cibo e gli sfalci del verde in fertilizzante organico che è molto richiesto dalle fattorie e dalle vigne locali. Questo fertilizzante arricchisce il nostro terreno, ci fa risparmiare nell’utilizzo dell’acqua, riduce l’uso di pesticidi e fertilizzanti sintetici e allo stesso tempo riduce il carbonio immesso nell’atmosfera.

Parma è il centro dell’Emilia-Romagna, la patria di alcuni dei più famosi e squisiti prodotti alimentari e vini del mondo. Se lei producesse fertilizzante dagli scarti di cibo invece che bruciarli, sono sicuro che troverebbe un mercato pronto fra le fattorie e le vigne della vostra zona. Consideri la sua decisione di fare compost e di arricchire la sua regione come un contributo all’eredità copiosa dell’Emilia Romagna ed un passo in avanti nella salvaguardia del nostro pianeta.

Trent’anni fa, San Francisco ha dovuto fronteggiare una crisi nelle discariche e prese seriamente in considerazione la costruzione di un inceneritore. Fortunatamente la nostra popolazione ha mostrato una grande lungimiranza e si è sollevata per sconfiggere questo progetto. Ancora oggi San Francisco continua ad avere una esplicita politica di opposizione all’inceneritore. Noi non abbiamo preso questo passo alla leggera, né le offriamo i nostri consigli senza offrirle anche il nostro aiuto a sostegno. Le diamo il benvenuto e la invitiamo a visitare San Francisco e ci organizzeremo per mostrarle il nostro programma di lavoro nel riciclo e nel compostaggio, così come le mostreremo come recuperiamo più del 72% del nostro flusso di rifiuti municipali per scopo benefico.

Infine, la spingo ad unirsi alle 100 città che hanno firmato l’Accordo Ambientale Urbano, sviluppato qui a San Francisco nel 2005 per la Giornata Mondiale per l’Ambiente delle Nazioni Unite.

Con rispetto,

Jared Blumenfeld
Direttore del Dipartimento Ambientale di San Francisco

Ma il cantiere non si ferma
Le ruspe vanno avanti, l’inceneritore s’ha da fare. In via Ugozzolo, alle spalle dell’Ikea e a pelo della Tav, il cantiere dell’inceneritore è a pieno regime. In allestimento l’area di sedime, quella che accoglierà bruciatore e comignolo. Il progetto esecutivo è stato depositato in Comune lo scorso 6 agosto, le benne hanno iniziato a scavare il 28 settembre. I lavori, pianificati da Enia per un valore di due milioni e mezzo di euro, saranno consegnati il prossimo 26 marzo. Malinconica una bandiera ‘No Inceneritore’ sventola nell’aria ghiacciata a due passi dalle ruspe.

(sotto il video della fiaccolata del 12 dicembre)

(sotto il video dell’intervento di Paul Connet)

3 commenti

  1. che disatro…altro che buonissimo parmigiano reggiano! orgoglio della nostra terra…
    …già viene minacciato da continui plagi all’estero, ora iniziamo a rovinarlo con le nostre stesse mani!!
    e se l’estero smetterà di comprarlo?…….

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