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Dopo il Consiglio Comunale di Guastalla del 22 dicembre. Prima puntata: l’Acqua

Sono passati alcuni giorni dall’ultimo consiglio comunale di Guastalla, è passato nel frattempo anche Natale, ma l’amarezza scaturita in noi dopo il consiglio del 22 dicembre è ancora tangibile.
Serata con un Ordine del giorno impegnativo ed importante e che quindi merita un adeguata riflessione su come sono andate a finire le cose. Per questo motivo abbiamo pensato di dividere l’analisi della seduta consiliare in più articoli. Iniziamo con un tema importante, l’Acqua Pubblica. L’altra sera, in merito, c’erano in programma ben due OdG collegati (uno presentato da Massimo Comunale di Rifondazione Comunista / Gruppo misto e uno da noi della Lista 5 Stelle Beppe Grillo) e una mozione. Quest’ultima era riferita all’utilizzo dell’acqua del rubinetto nei locali pubblici come le scuole e lo stesso comune.

Com’è andata a finire?

Beh probabilmente lo saprete già se avete seguito i nostri aggiornamenti via Twitter e facebook. Per i due OdG collegati (punto 3 e punto 12) è andata malissimo, peggio non poteva andare, ma non solo per noi, ma per tutti i cittadini di Guastalla e soprattutto per quelli più in difficolta e che quindi un giorno si potrebbero ritrovare addirittura a dover PAGARE SALATAMENTE l’acqua, che ricordiamo è un diritto umano.

Sarebbe bastato solo un po’ di buon senso per poter inserire all’interno dello statuto comunale la dichiarazione dell’ACQUA COME BENE PUBBLICO E INALIENABILE, LIBERO DA QUALSIASI LEGGE COMMERCIALE, ma tutta la maggioranza compatta ha votato contro. E’ incredibile ma è andata davvero così. Per questo vi riportiamo sotto i nomi e i cognomi di chi si è preso questa responsabilità ed ha votato contro ad un diritto umano come l’acqua.

Giorgio Benaglia (LEGA NORD – PDL – UDC)
Vincenzo Iafrate (LEGA NORD – PDL – UDC)
Avio Manfredotti (LEGA NORD – PDL – UDC)
Maurizio Bonazzi
(LEGA NORD – PDL – UDC)
Fabrizio Alfieri (LEGA NORD – PDL – UDC)
Maria Rosa Felicita De Lorenzi (LEGA NORD – PDL – UDC)
Roberto Masini (LEGA NORD – PDL – UDC)
Nicolò Taboni (LEGA NORD – PDL – UDC)
Claudio Benatti (LEGA NORD – PDL – UDC)
Marco Tagliati (LEGA NORD – PDL – UDC)
Francesca Fiorani (Presidente del Consiglio) (LEGA NORD – PDL – UDC)
Andrea Alberini (LEGA NORD – PDL – UDC)

A chi ha difeso la propria scelta dietro alla “bufala” che la UE avrebbe obbligato alla privatizzazione dell’acqua, diciamo che l’Unione Europea non ha detto niente di tutto questo. Se Avio Manfredotti si informasse meglio sarebbe un bene sia per lui stesso che, vista la figura che ricopre, per tutti i cittadini di Guastalla.

Inoltre sottolineiamo che laddove l’acqua era già stata oggetto di privatizzazione, gli effetti negativi, in termini di qualità e di rincari, hanno già determinato la necessità del dietrofront (Parigi insegna). L’acqua non può essere proprietà di nessuno: deve essere un bene condiviso equamente da tutti e l’accesso all’acqua deve essere garantito a tutti come bene comune pubblico. Invece il Governo ha inflitto un nuovo durissimo colpo all’ambiente e ai diritti dei cittadini con la «legge Ronchi», decisa con l’ennesima fiducia e la determinante partecipazione della Lega Nord, che si presenta poi come il partito del federalismo, dell’autonomia, del «paroni a casa nostra», mentre nel parlamento, e non solo visto il comportamento anche nel nostro comune, continua ad essere complice di leggi che sottraggono proprio ai Comuni un pezzo fondamentale di sovranità sul bene comune più prezioso.
Infatti con questa legge si privatizza l’acqua, perché di questo si tratta, si sottrae ai cittadini l’acqua potabile, per consegnarla, a partire dal 2011, agli interessi delle grandi multinazionali (e prevedibilmente alle ecomafie!) e farne un nuovo business. E oltre a consegnare al mercato un diritto umano universale, gli effetti si ripercuoteranno su tariffe, potabilità, investimenti: dalla stima dei possibili rincari la liberalizzazione dell’acqua prevista dal decreto Ronchi peserà sulle tasche dei cittadini con aumenti a due cifre, compresi tra il 30% e il 40%.
Si profila insomma una vera e propria stangata. Del resto questa non è che l’ultima delle molte privatizzazioni già avvenute nel settore ambientale: pensiamo alla raccolta dei rifiuti, agli inceneritori ormai in molte realtà passati in mano privata, con l’impedimento di fatto di un reale controllo pubblico su molte risorse e possibili inquinamenti del territorio.

Per quanta riguarda invece la mozione sull’Acqua del Rubinetto e sulla realizzazione della ormai famose case dell’acqua, niente di nuovo. Anche qui infatti la maggioranza ha deciso, in blocco, di bocciare anche questa pregevole iniziativa, già intrapresa in tantissimi altri comuni. Unica “mosca bianca” Fabrizio Alfieri che almeno ha avuto il coraggio di ASTENERSI (ricordiamo che lo stesso Alfieri ha inserito la realizzazione delle case dell’acqua, dette anche “fontane”, all’interno del documento presentato dal comune di Guastalla per partecipare al bando regionale per avere i contributi nella realizzazione del parco fotovoltaico).

La discussione di questa mozione è stata a dir poco ridicola. Sembrava di essere di fronte alle “Comiche”. Abbiamo assistito a dichiarazioni allucinanti da parte del Sindaco Giorgio Benaglia e dall’assessore Iafrate. Il primo ha praticamente detto che la realizzazione delle case dell’acqua non sarebbe stata nemmeno un impegno elevato per le casse del comune, visto che si sarebbe occupata di tutto ENIA (solo 8.000 euro annui a carico del comune per la manutenzione). E addirittura, parole sue, facendo realizzare l’installazione ad aziende private, sarebbe costato ancora meno. Beh da una persona che dice queste cose non ci saremmo aspettati un VOTO CONTRARIO, come poi si è puntualmente verificato. Ma il colmo sta nella sua dichiarazione di voto… e cioè che il motivo del voto contrario sta nela POCA FATTIBILITA’ del progetto. A voi i commenti.

Iafrate, invece, prima si è prodigato in una spiegazione dettagliata dell’ottima idea di utilizzare l’acqua del rubinetto e della creazione delle “case dell’acqua”, per poi VOTARE PURE LUI CONTRO, nonostante, seduta stante, Davide Zanichelli avesse ritirato il punto tre della mozione, quello che a dir di Iafrate non gli avrebbe permesso di votare a favore. A voi i commenti.

Chiudiamo con una promessa ai cittadini di Guastalla. La storia ovviamente non finisce qui, con l’Acqua Bene Comune non si può scherzare e quindi ripresenteremo il problema presso la Commissione Consiliare con la speranza che stavolta il buon senso la faccia da padrone.

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13 commenti

  1. Ma io mi chiedo,quando accadranno tutti questi aumenti e disservizi (perchè ve ne saranno) loro non saranno nella nostra stessa barca!? Sarà autolesionismo o si faranno pagare la bolletta da qualcun’altro.

  2. Anch’io ero presente in Consiglio, ebbene si… è andata esattamente come è stato esposto!
    Da non crederci!!! Non c’erano valide motivazioni per votare contro ma loro ne hanno “farfugliate su” qualcuna… e se si risentissero forse non ci crederebbero neanche loro…
    Anche questo consiglio è durato fino a tarda ora, ottima l’idea di dividere il resoconto in modo da farlo in maniera più dettagliata possibile per chi non era presente… e non solo!!!

  3. Beh, c’era da aspettarselo, visto che a livello nazionale la legge indegna l’hanno fatta loro.
    Propongo una mobilitazione provinciale in difesa dell’acqua pubblica da fare, vediamo… a Guastalla! Sotto gli uffici di Benaglia!

    • …purtroppo é sconcertante ma vero, hanno tranquillamente e pretestuosamente liquidato, in 2 secondi, un’argomento così rilevante come l’acqua!!!

      Davide, la tua proposta di mobilitazione é certamente opportuna, e il luogo decisamente consono!!!

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