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LETTERA Al Sig. Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano di Paolo Farinella, prete

Lo abbiamo conosciuto a Milano in occasione della presentazione del MoVimento a 5 Stelle, che si presenterà alle prossime elezioni regionali 2010 nelle regioni Emilia Romagna – Piemonte – Campania, e continuiamo a seguirlo nei suoi pensieri e nelle sue note su  facebook. Stiamo parlando di Don Paolo Farinella.
Oggi vi proponiamo una lettera che Don Farinella ha spedito al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano in merito agli ultimi eventi parlamentari. Leggetela e se volete, come chiede Don Farinella stesso, potete inviarla anche voi.

Al Sig. Presidente della Repubblica
On. Giorgio Napolitano
Palazzo del Quirinale
00100 Roma
Via e-mail: presidenza.repubblica@quirinale.it

Sig. Presidente,
Con orrore prendiamo atto che il parlamento, chiuso da settimane per irresponsabilità del governo, riprende freneticamente l’attività per porre rimedio alla sentenza della Consulta che, bocciando il «lodo Alfano» (che pure Lei aveva firmato), ha dichiarato l’uguaglianza assoluta tra tutti i cittadini, compreso il presidente del consiglio dei ministri.
Il governo, la maggioranza, il parlamento e il Paese sono bloccati sulle vicende giudiziarie del presidente del consiglio che continua a pretendere leggi su misura per salvarsi dai processi dove è inquisito di reati gravissimi per i quali alcuni suoi complici sono stati condannati definitivamente (Previti) o in primo grado (Mills). La pretesa di leggi su misura viene fatta in pubblico, alla luce del sole, nella certezza dell’impunità assoluta, anche a costo di annullare migliaia e migliaia di processi gravissimi (Parlat, Cirio, Antonveneta, Eternit, rifiuti a Napoli, ecc.), lasciando centinaia di migliaia di cittadini vittime di ingiustizia senza risposte, senza risarcimenti, senza una sentenza con attribuzione di responsabilità.
Sig. Presidente, il Paese è stufo di questo andazzo e in molti siamo pronti alla rivoluzione perché non possiamo tollerare più che le nefandezze di un uomo che si è servito sempre dello Stato distruggano lo Stato stesso per salvare lui e mettere al sicuro il suo patrimonio, frutto di evasione fiscale, riciclaggio, falso in bilancio e corruzione. Non tolleriamo più che un sistema mafioso condizioni lo stato di diritto e calpesti la dignità e la laboriosa onestà della maggior parte delle cittadine e cittadini che hanno sempre avuto il sommo rispetto per la Legalità, anche contro i propri interessi pratici.
Sig. Presidente, lei è l’ultimo baluardo del Diritto, il garante supremo della Carta Costituzionale, il rappresentante della unità nazionale. A nome di migliaia di persone oneste, la supplico di non fermarsi alla pura forma dei suoi compiti, ma di fare tutto il necessario perché il governo e il parlamento tornino ad essere esempio specchiato di trasparenza di vita, di legalità e di esempio morale. Non diventi, anche indirettamente, complice di norme e leggi improvvisate sulle necessità e sui tempi del presidente del consiglio, anche se mascherate con qualche pennellata di «esigenza generale» perché lei sa che così non è. Noi vogliamo che il sig. Berlusconi Silvio si sottoponga la giudizio dei tribunali della Repubblica, come un qualsiasi cittadino.
Sig. Presidente stia dalla parte dei cittadini onesti, del Diritto e della Dignità dell’Italia che in questo momento è mortificata proprio da quel governo che dovrebbe condurla fuori dalla crisi economica e sociale e invece la sta infognando e annegando nella melma dell’indecenza. Se necessario, sciolga le Camere per ingovernabilità mafiosa.
Con flebile speranza,

Paolo Farinella, prete
(segue indirzzo postale completo)

Da una nota di Don Paolo Farinella

2 commenti

  1. – Al Gentilissimo Signor Presidente della Repubblica Italiana
    On.le GIORGIO NAPOLITANO
    Potremmo festeggiare insieme la nascita della REPUBBLICA ITALIANA e di DANTE personaggio. I nostri patrioti per l’Unità d’Italia, con Mazzini e Garibaldi, ne andrebbero fieri. La situazione politico-culturale lo richiederebbe.
    Fin dal 1993 ho infatti dimostrato che Dante personaggio è stato fatto nascere, da Dante persona, il MARTEDI’ 2 GIUGNO 1265 (Par., XXII, 110 – 117). L’ho dimostrato anche al Convegno Internazionale su “DANTE E LA SCIENZA” tenutosi a Ravenna nella mattinata del 29 Maggio 1993 con Presidente di Turno il professor CESARE VASOLI dell’ACCADEMIA NAZIONALE DEI LINCEI che, personalmente, mi dava ragione. Nessuno mi ha mai smentito, mentre i complimenti più forti mi sono venuti dalle molte lettere inviatemi dal Professor Giorgio Barberi Squarotti.
    Il Presidente della Repubblica CARLO AZELIO CIAMPI gentilmente mi rispondeva il 12 giugno 2002 con lettera protocollata – Divisione relazione con i cittadini – AC12L777 – AMM/lt. (cfr. You Tube).
    Link: http://www.youtube.com/watch?v=wV4vEG15yjA
    Con deferenti saluti.
    Firenze 30/ 04/2010
    Giovangualberto Ceri

    Postato da: Giovangualberto Ceri | 30.04.10 01:21

  2. Sign: Presidente,
    qualcuno a definito bamboccioni i ragazzi d’oggi, ma che possibilità possono avere di uscire di casa e crearsi una famiglia se il governo non gli garantisce neanche il lavoro! forse non è il caso di aiutare questi giovani nel lavoro per poter crearsi una famigli! io sono sposato e o due figli lavoro da solo e adesso anchio sono in casa integrazione, per poter aumentare i posti di lavoro ai giovani sarà meglio anticipare la pensione agli anziani, e evitare i cotratti precari perche sono solo delle beffe….. i giovani anno bisogno di sicurezza e non di precariato solo per agevolore le imprese sulle spalle dei poveri cristi. spero tatto che lei signor Presidente ci aiuti perche l’Italia sta proprio finendo male………………………..

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