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La differenza fra un POLITICO e un CITTADINO che fa politica

La prima definizione di “Politica” (dal greco πολιτικος, politikós) risale ad Aristotele ed è legata al termine “polis” (da polis “πόλις”, città), che in greco significa la città, la comunità dei cittadini; Politica, secondo il filosofo ateniese, significava l’amministrazione della “polis” per il bene di tutti, la determinazione di uno spazio pubblico al quale tutti i cittadini partecipano.

Secondo Voi che differenza c’è fra un POLITICO che fa politica ed un CITTADINO che fa politica?

A volte le due figure possono coincidere ma il più delle volte, purtroppo, no. Per trovare la risposta al quesito basta venire a Guastalla e partecipare ad un consiglio comunale. Come quello appena svolto del 28 ottobre.

Questa è la nostra risposta:
– un CITTADINO che fa Politica, durante la settimana, lavora e s’informa per cercare di migliorare il BENE COMUNE della sua città portando le sue idee in Consiglio Comunale per poter essere discusse e anche migliorate.
– un anti-POLITICO che fa politica oltre a non ricordare, o con più probabilità ignorare, la definizione di “Politica”, studia SQUALLIDI giochetti “anti-politici” per  affossare, by-passare (e denigrare?) in Consiglio Comunale il lavoro fatto dal Cittadino che fa Politica.

Voi avete altre risposte?


( I CITTADINI che fanno Politica: CARTA DI FIRENZE)

( I CITTADINI che fanno Politica: IL PROGRAMMA DEL MOVIMENTO A 5 STELLE)

11 commenti

  1. Un buon politico è un cittadino che non si sente superiore alle altre persone, anzi si mette in ascolto dei bisogni di tutti valutando le priorità, il bilancio.
    Destra, sinistra, centro sono orientamenti, poi ognuno secondo coscienza agisce.
    Farei un paragone con i buoni insegnanti: tengono conto delle esigenze della classe, rispiegano se c’è bisogno e lo fanno con passione.
    Si, la passione per il bene comune deve emergere dalle azioni di un buon politico!

  2. il cittadino fa la differenza. Se ti mancano o il tempo o i soldi o il lavoro o i calci nel sedere la politica diventa un’altra cosa, non ci piove

  3. veramente senza vergogna!!

    la gente deve sapere…non basta il sito, purtroppo ancora troppi non hanno il modo di sapere…volantini?? poster??dirigibile??aeroplano??flashmob??

    http://www.flashmobitalia.info/index.php?option=com_frontpage&Itemid=1

  4. E’ proprio vero: il politico che fa SOLO il politico (nel senso peggiore del termine!) non solo non conosce minimamente la “vita vera” dei cittadini, ma in realtà non gliene importa proprio niente! (tanto loro hanno i loro priviliegi, chissenefrega se tutti gli altri hanno qualche problema ???) Ma in tutto ciò, la colpa più grave, ce l’hanno i cittadini che glielo permettono!!! Specialmente nelle realtà locali, dovremmo tutti smetterla di lamentarci con aria di perenne rassegnazione: diversamente da quelli che stanno a Roma, i rappresentanti di un Comune sono qui, hanno facce, nomi e cognomi. Ed è proprio per questo motivo che è FONDAMENTALE partecipare al Consiglio Comunale: anche se la mia prima esperianza è stata un po’ avvilente, io ci tornerò! Perchè loro devono sapere che è finita l’epoca della massa informe di “cittadini tontoloni” che stanno lì impalati e muti, e che il concetto di “casta inattaccabile” non ci piace più!!!

  5. l’avvenimento del 28 ottobre è una piccola cosa rispetto al decadimento del ruolo di politico in atto da diversi anni . Penso che chiunque faccia politica la prima opzione che dovrebbe avere sarebbe quella di operare per la PACE , la politica è la nagazione della guerra dovrebbe offrire soluzioni ai problemi senza l’uso della violenza a tutti i livelli da consigliere a parlamentare , purtroppo questo non avviene a tutti i livelli da tanti anni in modo trasversale ai schieramenti politici , salvo rarissimi casi , le spese militari aumentano continuamente la violenza verbale delle relazioni tra gli schieramenti politici è ormai incontrollabile . La presenza dei cittadini è indispensabile in questo momento per arginare questa tendenza e promuovere una cultura di PACE all’interno delle istituzioni . saluti Antonio

  6. bè la risposta è semplice vero? il cittadino che fa politica è parte delle problematiche ,le vive ,cerca di affrontarle al meglio ,accetta i consigli i suggerimenti ,brucia parte del suo tempo libero ,x il bene comune ……………….. il politico nooo il politico vive in unaltra dimensione , è distaccato ,assente ,arrogante ,menefreghista lontano dalle problematiche della società ma vicino alle lobbi , distratto in consiglio comunale , e male educato x gingilla con il cell ,nelle sedute , il datore di lavoro può richiamare il dipendente in caso di mancanze gravi? noi popolo siam tutti datori o noooo?

  7. prendendo in prestito una bella frase inerente G.B. Vico e i suoi corsi e ricorsi storici :
    “Nel nostro caso più che corsi e ricorsi storici, direi si possa parlare di staticità storica, perchè in realtà nulla cambia realmente. Ciò avviene quando si perde la memoria del passato e si inaridisce il sapere. Con il verificarsi di queste due condizioni, l’uomo perde le sue radici e si crede promotore indiscusso della propria storia.”

  8. Brava Olly :)
    Personalmente trovo sempre interessante andare a scovare il significato VERO delle parole. Aiuta a capire un sacco di cose.
    A mio avviso, la differenza tra il politico che fa politica ed il cittadino che fa politica sta:
    1) nella “malizia” dell’operato del politico di mestiere(visto recentemente)
    2) nella autoreferenzialità o meno dell’operato.

    Solo qualche decennio fa, i rappresentanti istituzionali erano persone promosse sì dai partiti, ma scelti per lo più fra i migliori esponenti della società civile.
    Quindi capitava, ad esempio di avere come ministro della salute un Medico, come ministro dell’istruzione un Professore….come ministro della giustizia un Giurista. (e così via anche a livello più basso).
    Ora siamo arrivati in un punto in cui i partiti sono ai gradini più alti, e questo indirizza a cascata tutto quanto. Quindi sono ovunque, ed in questo modo sono governati dai soldi.
    Se ci pensate il fatto che Mastella fosse stato ministro della giustizia, la Gelmini (tra brescia e reggio c.) ministro dell’istruzione, la Carfagna delle pari opportunità…e ce n’è per tutti i gusti…fa sì che in tutti i gradini più bassi le persone nei ruoli chiave vengano scelte per questioni e meriti politici. E si crea così la casta.

    Ma poi i cittadini si svegliano….e si rendono conto di essere più numerosi della casta…..
    (secondo una ciclicità già descritta, ai tempi, da Polibio)

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